Introduzione: Lo shojo manga (fumetto giapponese per ragazze)
che ci apprestiamo a recensire ha visto la luce sulla nota
rivista Betsu Hana to Yume nei primi mesi del 2003 e si intitola
Yorugata Aijin Senmonten. L'autrice la cui penna ha ideato
questa storia breve di sole 68 pagine e' Kaori Yuki. Certamente
i fan più accaniti di fumetti di genere rosa conosceranno
questa mangaka (disegnatrice di manga) resa famosa dal fortunatissimo
Angel Sanctuary e poi consacrata grazie alle lunghe ed appassionati
vicende del Conte Cain, entrambi importati e localizzati qui
in Italia grazie a Planet Manga Edizioni.Yorugata Aijin Senmoten
e' stato ideato mentre Kaori Yuki aveva interrotto momentaneamente
il suo lavoro più massiccio, intitolato God Child.
Sebbene Yorugata Aijin sia obbiettivamente un'opera minore,
l'aspetto grafico e la sua relativa impostazione sono praticamente
attinenti a quelli a cui siamo abituati. Se dovessimo però
catalogare i prodotti che generalmente sforna Kaori Yuki (da
Angel Sanctuary a Ajiin Senmonten) potremmo dire che rientrano
perfettamente nel "bello ma vuoto". Esistono, di
fatti, una marea di fumetti in Giappone che graficamente sono
ineccepibili: ottimo uso di retini, ottimo tratto, ottime
espressioni facciali, ottimo studio delle tavole e dell'anatomia,
ottima impostazione generale, tuttavia, dietro a questa bellezza
"esterna" non c'è molto. Le trame di questi
tipi di fumetti, di fatti, sono spesso banali, scontate, noiose,
superficiali. Esse ci pare quesi che seguino delle strutture
già viste, che trattino argomenti già trattati,
che si addentrino in questioni che vanno spesso al di là
della portata dell'autore e dell'autrice. Per esempio, questo
fumetto, nonostante sia obbiettivamente disegnato bene (almeno
per quanto riguarda lo standard qualitativo del suo genere,
se ci spostiamo in altri "campi" e tipologie di
fumetti, certamente possiamo trovare di molto meglio!), crea
una storia e la gestisce in maniera sbrigativa. L'errore in
cui incorrono moltissime autrici è quello di mettere
davvero troppa carne al fuoco.
Che senso ha introdurre tanti personaggi e tante situazioni
se poi queste non possono essere obbiettivamente gestite?
Che senso ha introdurre il personaggio di un Vampiro se non
si hanno le conoscenze di base su questo genere di personaggio?
Seriamente, ci chiediamo ancora una volta se è sufficiente
mettere due canini bene acuminati sulla bocca di una persona
per renderla un Vampiro a tutti gli effetti. Vorremmo ricordare
all'autrice che la figura del Vampiro va ben oltre a questa
semplice caratteristica. Alcuni potrebbero difendere Kaori
Yuki sostenendo che infondo anche Master Mosquiton aveva un
Vampiro tutt'altro che covenzionale e che quindi è
profondamente ingiusto muoverle contro tali accuse. Noi rispondiamo
che il caso di Master Mosquiton è diverso nella misura
in cui questo cartone animato era chiaramente a carattere
demenziale, mentre Aijin Senmonten vorrebbe essere una storia
seria e quindi "standard".Vorremmo esprimere altri
dubbi sulla bontà delle altre produzioni di Kaori Yuki,
in primis il tanto acclamato Angel Sanctuary che, ai nostri
occhi ci appare uno dei fumetti più sopravvalutati
della storia dei manga giapponesi per ragazze. Forse questa
è la dimostrazione che spesso è sufficiente
pura fortuna e un po' di bravura nel mero disegno (ricordiamo
che un fumetto non è solo tavole, ma anche storia),
per attrarre l'attenzione del pubblico ed ottenere il successo
sperato.In definitiva ci sentiamo di suggerire questo fumetto
unicamente ai fan sfegatati delle opere di Kaori Yuki che
desiderano ardentemente poter leggere tutti i suoi fumetti,
in maniera indiscriminata. Ricordiamo che in Giappone questo
manga e' stato distribuito in un solo tankobon (volumetto
orientale) nel 2004 dalla società editrice Hakusensha.
La collana su cui Yorugata Aijin Senmonten fu pubblicato era
la Betsu Hana to Yume e successivamente la Hana To Yume Comics
Special. Sfortunatamente questo fumetto e' ancora del tutto
inedito qui in Italia. Per chi conoscesse la lingua giapponese
e volesse leggerselo in anteprima nazionale suggeriamo di
fare riferimento a negozi d'importazione (in tal caso, però,
il valore del tankobon, a causa delle spese di gestione, lieviterà
fino ad arrivare sui 10€) oppure di acquistarlo presso
un negozio online in Giappone dove quasi certamente il risparmio
sarà garantito.
Scheda informativa:
Titolo: Yorugata Aijin Senmonten (il titolo occidentalizzato
e' Blood Hound o Night Love Express)
Casa Editrice: Hakusensha
Numeri: Volume unico (tankobon giapponese)
Prezzo: 10€ circa (importazione)
Autore: Kaori Yuki
Note:
Fumetto completamente inedito in Italia. Esiste anche una
mini serie TV in 12 episodi, anch'essa inedita in Italia.
Storia:
Le vicende di Yorugata Aijin Senmonten hanno inizio nel momento
stesso in cui la protagonista Rion Kanau decide di iniziare
a ricercare la verità che sta dietro alla scomparsa
della sua migliore amica e studentessa del liceo che ella
stessa frequenta, Shihoko Aiga, che pare essere stata risucchiata
in un buco nero.
Dopo aver chiesto a molte persone e dopo essersi data da fare,
finalmente uno spiraglio di luce! La giovane, infatti, trova
una traccia che potrebbe rivelarsi quella giusta e che la
porta dritta dritta alla “Casa della Sofferenza di Krankenhaus”
dove troverà ad “accoglierla” un misterioso
vampiro dall'aria sinistra e di nome Soun. Incredibilmente
Rion Kanau riuscirà ad aprire il suo cuore a quel suo
insolito interlocutore finendo, così per narrare la
storia della sua cara amica. Scopriremo, quindi, come mai
Rion si era diretta proprio alla "Casa della Sofferenza
di Krankenhaus"... di fatti pare che la sua amica, prima
di scomparire avesse una relazione, che naturalmente nessuno
avrebbe mai approvato, con un vampiro. Nonostante l'odio profondo
verso la categoria vampiri la ragazza non solo decide di fare
ritorno in quello strano posto, ma si mette anche nell'ordine
di idee di lavoraci! Scelta assolutamente incoerente con il
tipo di caratterizzazione imposta dalla stessa autrice, ma
obbligata dal fatto che se Rion non avesse lavorato presso
la casa della sofferenza non avrebbe mai scoperto la verità.
A parte la grandiosa incoerenza c'è un finale che più
scontato di così non si può.