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W Juliet - Emura








Introduzione: Lo shojo manga (fumetto giapponese per ragazze) che ci apprestiamo a recensire e' probabilmente quello che e' stato realizzato dall'autrice più giovane. Emura (questo e' il suo nome d'arte) e' nata nel 1978 a Kanagawa ed e' entrata a far parte dei disegnatori professionisti quando aveva solo 18 anni con la sua primissima opera, pubblicata e distribuita nel 1996 dalla società editrice Hakusensha, intitolata Nanairo no Shinwa (una storia breve auto conclusiva). In questa sede, però, non parleremo di Nanairo no Shinwa, bensì di un altro suo manga, ovvero W Juliet. Questo fumetto, infatti, rappresenta, allo stato attuale, l'unica serie lunga della Emura che, straordinariamente ha spopolato in Giappone raccogliendo buonissimi consensi presso il pubblico femminile e persino in quello maschile (per le ragioni che vedremo in seguito). Il suo successo (decretato dal pubblico) ha permesso a W Juliet di espandersi oltre il fumetto, proponendo, così, al pubblico alcuni gadget ad esso dedicati, come, ad esempio, dei Drama CD (CD contenenti delle parti recitate dei personaggi della storia), un Character Book (un libro di illustrazioni molto piccolo che si concentra sugli studi dei personaggi e dal prezzo relativamente basso).
La giovane Emura è giovane, sì, ma non per questo inesperta.
Per prima cosa guardiamo il tratto usato: va bene, non sarà certo dettagliato, curato e realistico come quello di autrici di grande fama e talento, ma francamente crediamo che non abbia già nulla da invidiare a moltissime mangaka di successo conosciute qui in Italia come, ad esempio, quella di Cuore di Menta al quale troviamo tantissimi riferimenti.
Lo studio anatomico forse non sarà dei migliori, ma è anche vero che spesso nei fumetti giapponesi viene ignorato e così si disegnano ragazze e ragazzi con le braccia e con le gambe a forma di stecchi. La Emura, quindi, si difende con le unghie e con i denti ed è nostra intenzione qui difenderla contro tutte le accuse che le vengono rivolte. Per prima cosa viene detto che i suoi personaggi sono piatti, specie quelli che circondano quelli principali. Secondo noi semplicemente l'autrice si è voluta concentrare solo sui due buffi Ito e Makoto. Forse, però, a questo punto crediamo sia doveroso appuntare alla Emura, invero molto brava, che comunque questa coppia potrebbe in qualche modo ricordare quella di Noel e di Maria, con le dovute differenze, certo. Lo scopo principale, però è il medesimo, ovvero, divertirsi e far divertire. Il gioco del travestimento, però, è diverso: Noel è l'unico che si traveste, mentre Maria conserva la sua identità, qui Ito e Makoto si travestono non solo sulla scena (sono attori), ma anche nella vita reale. Anche qui forse potremmo azzardare che la Emura abbia letto “La commedia degli errori” di Shakespeare in quanto, in effetti, la situazione presentata non è poi così diversa.
Nella “commedia degli errori”, di fatti, abbiamo due coppie di gemelli con due vite nettamente diverse che, andandosi ad incrociare, formano un guazzabuglio di situazioni complicate, ma anche dannatamente farsesche e divertenti, in “W Juliet”, invece, la coppia è una sola, ma è come se fossero due in quanto le vite che i due trascorrono sono duplici e divise tra la realtà della vita di tutti i giorni e la finzione del teatro. Ci rendiamo conto che forse questo accostamento potrebbe essere lievemente azzardoso, però crediamo che forse qualche ispirazione il fumetto l'abbia preso da quest'opera forse poco conosciuta, ma certamente ottima per quanto riguarda la sceneggiatura e la trama. Forse aiutata da uno schema già usato, Emura non cade in errore e riesce a gestire perfettamente sia Ito che Makoto dall'inizio fino alla fine del suo manga.
W Juliet, quindi, entra di diritto in quel gruppo di shojo manga gradevoli e divertenti che riescono a convincere il lettore grazie ad una trama disimpegnata, ma mai frivola. Certamente non ci troviamo davanti ad un capolavoro o a un caposaldo del genere rosa, ma l'autrice si dovrebbe già ritenere soddisfatta per aver creato un titolo che sprizza fantasia, allegria e giocosità da tutti i pori. La narrazione non si concentra unicamente sulla vicenda amorosa, ma ci mostra sia situazioni drammatiche che situazioni comiche attirando l'attenzione del fruitore sia esso una ragazza o un ragazzo. In definitiva suggeriamo la lettura di questo shojo manga a tutti gli appassionati del genere che desiderano trastullarsi con un prodotto simpatico e piacevole. Ricordiamo che in Giappone questo manga e' stato distribuito in 14 tankobon (volumetti orientali) tra il 1999 e il 2003 dalla società editrice Hakusensha. La collana su cui W Juliet e' stato pubblicato e' la Hana to Yume Comics. Sfortunatamente questo fumetto e' ancora del tutto inedito qui in Italia. Per chi conoscesse la lingua giapponese e volesse leggerselo in anteprima nazionale suggeriamo di fare riferimento a negozi d'importazione (in tal caso, però, il valore del tankobon, a causa delle spese di gestione, lieviterà fino ad arrivare sui 10€) oppure di acquistarlo presso un negozio online in Giappone dove quasi certamente il risparmio sarà garantito.

Scheda informativa:
Titolo: W Juliet (La W e' da interpretare come “doppio” e quindi il titolo per intero sarebbe Doppia Juliet)
Casa Editrice: Hakusensha
Numeri: 14 Volumetti in serie conclusa (tankobon giapponesi)
Prezzo: 10€ circa (importazione)
Autore: Emura
Note: Fumetto completamente inedito in Italia. Esistono un Drama CD e un Character Book dedicati a questo shojo manga.


Storia:
Come iniziare uno shojo manga?
La Emura lo fa in modo molto “accademico” e, seguendo uno dei topos più grandi dei fumetti giapponesi di vita scolastica fa eguagliare l'inizio della vicenda con l'arrivo della protagonista alla scuola. E a proposito di topos ci pare alquanto scontato specificare che la studentessa di nome Makoto, diciassette anni, sia bella, splendida come il sole, affascinante, sagace e intrigante... un mix esplosivo di qualità che la rende immediatamente la beniamina non solo della classe, ma dell'intero Istituto! (in genere quando arrivano dei nuovi studenti l'impressione è di stupore).
Seguendo la scia dei topos, Makoto farà la conoscenza con qualcuno bello come lei ovvero Ito, che fa parte del club di teatro è che pare essere una ragazzo molto alto, slanciato e sportivo.
Abbiamo scritto pare perché in realtà Ito non è un maschio, ma una femmina che si veste da uomo al solo scopo di coprire la “vergogna” della sua altezza smisurata.
Insomma... chi vorrebbe mai uscire con una ragazza spilungona più alta di te?!

Makoto deciderà di frequentare il club di teatro della scuola e così avrà modo di conoscere meglio Ito. La ragione per cui Makoto sceglie di stare al fianco di Ito è che quest'ultima non è poi così diversa da lei. Anche lei, di fatti, si traveste ed in realtà è un maschio!
La ragione per cui ella doveva atteggiarsi a femmina è abbastanza ridicola: pare che il padre l'abbia convinto a fare ciò affinché suo figlio, desideroso di recitare, gli dimostrasse che era capace di farlo sempre (doveva far finta di essere una donna).
Al di là di questa assurda motivazione, volta più che altro a scoraggiare Makoto nella sua ferma intenzione di fare l'attore, il resto del fumetto si svolge all'insegna del divertimento e dello spasso con un sacco di situazioni e di personaggi uno più divertente dell'altro!





























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