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Tokyo Killers








Storie di amore e di morte... per un pubblico adulto

Pubblicato in un volumetto di oltre 200 pagine, di cui 48 a colori, Tokyo Killers può essere accostato, a mio modesto parere, ad uno dei tanti capolavori del giustamente osannato Frank Miller, Sin City. Naturalmente il tutto è visto in un’ottica prettamente orientale, quindi pregna dell’atmosfera che contraddistingue le zone nelle quali la narrazione si compie. Questo manga potrebbe quindi rientrare nel genere "hard boiled", tanto caro a svariati autori americani. E, in effetti, gli elementi ci sono: non tutti, ma in buona parte. Personaggi dal passato oscuro (anche perchè le brevi storie inquadrano spazi temporali piuttosto brevi, se non brevissimi), taciturni quanto basta. Omicidi, prostitute. E non dimentichiamoci delle associazioni criminali, scontato che in questo caso si parli della yakuza. Le storie sono scritte da Natsuo Sekigawa (tranne l’ultima, "Meurtre Tokioit", basata su una sceneggiatura di Alain Saumon), mentre i disegni sono opera di Jiro Taniguchi. Graficamente, non è niente di che, ma consideriamo anche la sua data di pubblicazione in Giappone: 1986 (analogamente a quanto successo con "Legend of mother Sarah", di Otomo-Nagayatsu, pubblicato in Italia a 10 anni di distanza dalla pubblicazione originale). Scordatevi quindi l’uso intensivo dei retini tipico di oggi (anche se non sono del tutto assenti). Anche i tratti somatici dei personaggi sono diversi da quelli abituali: l’impressione è quella di trovarsi in un limbo sospeso a mezz’aria tra Giappone, Europa e America. La narrazione è buona, il tempo scorre lento o veloce adeguandosi alle situazioni, e spesso la singola storia si impernia su poche vignette di grande impatto. Mi è particolarmente piaciuto il metodo narrativo usato nella prima storia (quella a colori): testo e grafica sono separati tra loro e, come spiegato nella buona prefazione, è possibile capire la storia sia osservando solo le immagini, sia leggendo solo il testo. A dimostrazione entrambi gli elementi sono ben realizzati. Il target di Tokyo Killers è comunque abbastanza limitato, più consono agli amanti dei comics che ai manga-fans. Credo siano proprio questi ultimi che potranno apprezzarlo e, soprattutto, giudicarlo meglio, avendo certo più termini di paragone. Il voto è quindi basso in considerazione dell’estrema settorialità di questo prodotto, peraltro abbastanza costoso (£. 17.900), conseguenza dell’alto numero di pagine a colori presente.

Lkl

Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/



























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