
Abbiamo già analizzato
il termine manga nel nostro sito per cui se volete avere informazioni
più dettagliate in merito vi preghiamo cortesemente
di fare riferimento sempre e solo al nostro sito principale.
In ogni caso per i più pigri, riassumeremo qui che
cos'è brevemente un manga. Si parla di manga quando
si ha davanti un fumetto orientale in generale, ma questa
definizione ormai la troviamo piuttosto superata in quanto
implica che per essere un manga, un fumetto debba necessariamente
disegnato e realizzato da un giapponese. Ciò non può
essere più lontano dalla realtà in quanto un
manga è semplicemente un fumetto concepito con un tratto
specifico che chiunque sappia disegnare potrebbe emulare.
Ricordiamo, fra le altre cose, che il tratto manga è
molto semplice in quanto non si sofferma troppo su particolari
anatomici: le linee sono nette, pulite, essenziali. In linea
di massima, quindi, un disegno manga è di facile realizzazione.
Purtroppo però pare che l'Italia non sia una nazione
capace di ospitare artisti che disegnano in questo stile.
Vi furono, in passato, dei tentativi di creare dei Gaijin
Manga (Manga stranieri), qui, nella nostra nazione, ma il
progetto fallì miseramente benché le storie
proposte erano obbiettivamente ben fatte.
Un esempio piuttosto fortunato di manga all'italiana c'è
stato con l'autrice di Rigel: sfortunatamente, però,
il prezzo da pagare per vedersi pubblicata la propria storia
su una testata importante è quella di una totale riscrittura
del pezzo accompagnata da una revisione a nostro parere molto
castrante dal punto di vista prettamente artistico, dello
stile grafico che da “mangoso” si è trasformato
in un misto tra occidentale e orientale, una tipologia, cioè,
che abbiamo già potuto vedere in produzioni di successo
di Walt Disney & Co per quanto concerne fumetti come le
Witch. Va detto, ad ogni modo, che anche l'auto produzione,
così di successo in Giappone, grazie ai doujinshi,
qui è praticamente ridotta a zero. Non esistono, di
fatti, circoli di artisti che si pubblicizzano e quei pochi
che hanno “osato” farlo o non sono stati per nulla
considerati oppure sono stati persino umiliati e derisi dall'opinione
pubblica perché perdevano il loro tempo nel disegnare
“manga”.
In questo non possiamo fare a meno di notare una grandissima
chiusura mentale verso una possibilità concreta di
rivoluzione artistica qui in Italia. Eppure si è sta
già vedendo, anche grazie al fenomeno coreano dei manwha
(fumetti coreani) che realizzare fumetti di questo genere
non è solo prerogativa dei giapponesi e che chiunque
abbia della stoffa può riuscirci senza troppi problemi.
Al di là di queste congetture ed opinioni, quando si
parla di manga si parla di un intero universo che comprende,
come qualsiasi forma di produzione artistica, vari generi
ben distinti (un po' come accade nella letteratura e nel cinema).
In questa sede vorremmo, quindi, identificare meglio questi
generi e spiegarvi che cosa vi troverete davanti nel momento
stesso in cui aprirete determinati volumetti.