Introduzione: Kiriko Nananan, con la sua opera intitolata
Strawberry Shortcakes si presenta immediatamente al lettore
come un'autrice particolare e particolareggiata grazie al
suo singolare modo di disegnare e alla sua visione matura
del mondo. Le figure della mangaka, come pure gli sfondi,
sono disegnate con un tratto non solo molto grosso (quasi
grossolano oseremo dire), ma anche incerto tant'è vero
che è una delle poche autrici che non utilizza quasi
per niente il righello nel tracciare delle linee, ma si affida
semplicemente alla propria precisione, precisione che sovente
tende a mancare specie se si osserva come Kiriko Nananan realizza
i fondali.
L'uso dei retini è estremamente elementare tanto che
possiamo vederli applicati unicamente su larghe aree oppure
sui capelli di pochi personaggi; per il resto le tavole sono
quasi del tutto bianche e addirittura in alcuni casi l'autrice
copre gli spazi morti della tavola usando vignette esclusivamente
nere. Ci rendiamo conto che il disegno non è una semplice
operazione matematica, ma rammentiamo allo stesso tempo, che
un manga non è certo un'opera artistica, bensì
un prodotto di tipo artistico e come tale è soggetto
a delle regole grafiche. Ci meravigliamo, quindi, come il
tratto della Nananan sia stato lasciato così com'è,
con quelle sue linee quasi storte, così grandi e spesse
da sembrare tracciate con un pennarello, con quel modo discutibile
di applicare i retini e così via... Probabilmente la
mangaka voleva concentrarsi su altro, ovvero, sul tema trattato.
Per questa ragione, quindi, le stesse parole che abbiamo speso
per Mari Okazaki le vorremmo spendere per la Nananan invitandola,
possibilmente, ad esprimere certi concetti con un medium diverso
da quello del fumetto. Nel caso, poi di Strawberry Shortcakes,
non solo è l'impianto narrativo ad essere completamente
fuori dagli standard degli shojo, ma anche quello grafico
(come abbiamo già potuto vedere). Il fumetto è
stato importato in Italia, ma date queste premesse non pensiamo
che avrà molto riscontro o successo, anche se, però,
come al solito, solo le vendite a decretare la “vittoria”
di un manga. In definitiva suggeriamo questo titolo a tutti
coloro i quali si sono stufati di leggere degli shojo manga
di scarso spessore e che desiderano tuffarsi in una vera e
propria opera d'arte su tavole.
Ricordiamo che in Giappone questo manga, è stato distribuito
in un unico tankobon (volumetto orientale) nel 2002 dalla
società editrice Shodensha. La collana sulla quale
Strawberry Shortcakes è pubblicato è la Feel
Comics, mentre la rivista di serializzazione sulla quale escono
mano mano tutti i capitoli è la Feel Young. Sfortunatamente
questo fumetto è ancora del tutto inedito qui in Italia.
Per chi conoscesse la lingua giapponese e volesse leggerselo
in anteprima nazionale suggeriamo di fare riferimento a negozi
d'importazione (in tal caso, però, il valore del tankobon,
a causa delle spese di gestione, lieviterà fino ad
arrivare sui 10€) oppure di acquistarlo presso un negozio
online in Giappone dove quasi certamente il risparmio sarà
garantito.
Scheda informativa:
Titolo: Strawberry Shortcakes
Casa Editrice: Shodensha
Numeri: Un volumetto unico in serie conclusa (tankobon giapponese)
Prezzo: 10€ circa (importazione)
Autore: Kiriko Nananan
Note: Fumetto completamente inedito in Italia. Esiste un film
di questo fumetto nel quale appare persino la stessa autrice
nel ruolo di Toko. La regia è di Hitoshi Yazaki, l'anno
di produzione è il 2006, e la durata è all'incirca
di 127 minuti.
Storia:
Come già accennato nell'introduzione non esiste un'unica
storia in Strawberry Cakes, ma ben quattro! La prima vede
Toko, una illustratrice frustata, che adopera tutta la sua
giornata per lavorare e che non ha la possibilità di
vedere nessuno se si fa eccezione per la sua vicina di casa,
Chihiro. Quest'ultima, a sua volta, sebbene frequenti sempre
Toko la odia perché pensa che si comporti in maniera
ipocrita con lei. Anche Chihiro è frustrata del suo
modesto lavoro e si sente combattuta in tutto. Suzuki, invece,
appare una donna serena, ma così non è. Ella
infatti è in costante ricerca di un principe azzurro,
di un uomo, cioè, assolutamente perfetto ed ideale.
Un giorno Suzuki incontrerà un giovane che, ammettendo
di stare con un'altra, le confessa, però, che il suo
cuore appartiene a lei. Non è quello, però,
l'amore che cerca Suzuki. Infine abbiamo la bella Akiyo che
come professione fa la prostituta, ma che, allo stesso tempo,
sogna di poter catturare l'attenzione dell'unico uomo della
sua vita Kikuchi; un cuore che forse, però, non riuscirà
mai a possedere.