Un mondo di manga e di anime giapponesi  

 

Definizione di OAV



Original Animated Video

--> Anime prodotto solo per il mercato video







In linea generica, ma puramente indicativa, per OAV si intendono tutte quelle produzioni di tipo anime (cartoni animati giapponesi; per ulteriori informazioni in merito consultate sempre e solo il nostro sito principale) che non sono mai passate attraverso la televisione, ma unicamente attraverso il mercato dell'Home Video.

In parole povere, dunque, gli OAV sono tutti quei cartoni animati che possono essere visti unicamente attraverso le videocassette, i laser disk, i DVD, gli UMD o i moderni Blue Ray. Va aggiunto, comunque, che gli OAV non vengono mai mostrati nemmeno al cinema, quindi, alla luce di tutto questo occorre fare una netta e chiara distinzione tra un film di animazione ed un OAV. A parte questa sostanziale differenza (il film viene proposto al cinema, la serie televisiva in TV) va sottolineato che esistono ulteriori discrepanze tra un film ed un OAV. Il film di animazione giapponese è costituito, come è logico immaginarsi ed aspettarsi, da un unico nucleo narrativo: in poche parole, quindi, in un film si narra tutta una vicenda la quale si conclude al termine stesso della pellicola. Gli OAV, invece, sono composti da un numero davvero esiguo di episodi, ma è bene sottolineare che non è la “pochezza” di questi episodi a determinare un OAV, bensì sempre e solo la mancata distribuzione presso televisioni o cinema. In linea di massima non esistono standard di episodi per un OAV (come, magari, ci possono essere nelle serie televisive che contano generalmente ventisei o cinquantadue episodi a serie) e quindi ci possiamo benissimo trovare davanti ad un OAV composto da due, tre o anche quattro episodi. Se proprio dovessimo identificare lo standard “più sfruttato” potremo dire con certezza che è quello composto da quattro puntate, in linea di massima unite tra di loro da un unico “quadro narrativo” che ne costituisce un nucleo unico e continuo. Un esempio lampante di OAV composto da quattro episodi lo possiamo avere tranquillamente con il nuovissimo Tales of Symphonia The Animation, un prodotto composto, per l'appunto da quattro appuntamenti dilazionati nel tempo e distribuiti su quattro diversi DVD video (e forse anche in Blue Ray... chi lo sa). Un'abitudine sempre più crescente e comune è, di fatti, quella di far trascorrere un mese o anche addirittura due o tre, tra un episodio e l'altro facendo seguire la distribuzione dei DVD a quella del vario merchandising ad essi legato. Tale politica è sempre più attuata dalle major giapponesi e orientali in generale perché aumenta l'aspettativa del pubblico (un conto è attendere con trepidazione l'uscita del nuovo episodio, un altro conto è vedersi tutti gli episodi uno dietro l'altro!) e quindi anche la richiesta dei gadget. Senza addentrarci troppo in politiche commerciali possiamo dire che sei i tempi di attesa sono maggiori, la qualità video degli OAV non può essere che superiore perché viene dato ampio spazio alla post produzione, una fase che, sappiamo, è davvero molto delicata perché è quella finale prima del lancio ufficiale sul pubblico. In linea di massima e anche alla luce di tutto quello che è stato detto, gli OAV hanno una qualità audio e video davvero stupefacente ed è questo l'unico vero punto che hanno in comune con i film di animazione, ovvero gli standard elevatissimi.

Ciascuna puntata, di fatti, deve essere realizzata con estrema cura e precisione, tanto che il budget di quest'ultima deve essere tutt'altro che ristretto o limitato (problemi di budget si hanno solitamente con le serie più di nicchia in ventisei episodi. Visto e considerato che non tutti gli episodi vengono realizzati immediatamente prima della messa in onda, va detto che in alcune occasioni, un mancato successo tra il pubblico può determinare una drastica diminuzione del budget impiegato nella produzione della serie in questione. In altri casi può accadere che il budget non venga dilazionato correttamente all'interno dei vari episodi e quindi si arriva a casi limite o emblematici tipo Neon Genesis Evangelion la cui produzione si vide costretta a creare un ultimo episodio davvero molto particolare e a usare dei cavilli narrativi pur di creare una serie di scene in cui non esisteva la colorazione delle celle – non si aveva praticamente più soldi per poter pagare i pigmenti e non stiamo scherzando!

Fu così che la nacque l'introspezione di Shini Ikari, protagonista della serie, nel proprio io che gli amanti ricorderanno come uno spazio completamente bianco nel quale si imponevano mano mano dei limiti, come il punto, la linea etc etc.). Non tutti gli OAV, comunque, si trovano al medesimo livello: esistono anche OAV che, se paragonati ad un normalissimo e comune cartone animato sono a dir poco splendidi, mentre se vengono posti in esame seguendo dei canoni puramente legati all'orizzonte dei questo genere di produzione vengono ritenuti piuttosto scarni e non troppo degni di nota. Un esempio lampante di questa affermazione lo possiamo tranquillamente avere con la serie di OAV legati alle vicende di un noto manga e poi anime (serie TV), ovvero Fushigi Yuugi – Il gioco misterioso. Incredibilmente – scriviamo così perché per seguire bene tali OAV è necessario aver visto la serie TV o aver letto il manga (fumetto originale giapponese), qui in Italia conosciamo solo gli OAV in quanto sono l'unico prodotto “video” commercializzato e localizzato nella nostra lingua di origine. Vogliamo usare Fushigi Yuugi anche per fare un esempio lampante di come ciascun OAV possa non essere legato in maniera “narrativa”, all'altro. Nel caso di questo titolo, di fatti, ciascun OAV è sia cronologicamente che strutturalmente slegato l'uno dall'altro e quindi ciascun DVD in pratica racconta di una vicenda completamente diversa che, però, fonda sempre e comunque le sue radici all'interno del manga e dell'anime originali. Gli OAV, come abbiamo potuto notare e come molti amanti del genere già sapranno, sono, per la maggior parte, legati a produzioni già di successo che possono essere di fumetti, di cartoni animati, di entrambi o di videogiochi.

Per esempio, Tales of Symphonia The Animation è una produzione legata all'omonimo gioco Tales of Symphonia sia per Game Cube che per Playstation 2... talmente famoso che è conosciuto anche qui in Italia grazie ad una fortunata localizzazione in lingua nostrana a cura della Nintendo. La stessa cosa si può dire dello stesso Fushigi Yuugi e di moltissimi altri OAV che godono di grandissima popolarità. In linea di massima, comunque, è piuttosto raro che vi sia un OAV di una serie TV “breve” dallo standard di 26 puntate, mentre esistono notevoli possibilità di OAV se la serie conta circa 52 puntate. Altra cosa importante da sottolineare è che gli OAV rimangono tali anche se la produzione conta un unico episodio auto conclusivo. Prendiamo, ad esempio, gli OAV della nota serie di The Slayers: essi sono tutti slegati gli uni dagli altri e perciò vengono considerati episodi che si concludono senza possibilità alcuna di ripresa, però, nonostante tutto questo sarebbe errato considerarli film di animazione dato che non sono mai stati mostrati al cinema.

Un altro aspetto peculiare è quello dell'originalità. Abbiamo detto, di fatti, che in linea di massima gli OAV sono tratti e sostenuti da serie e/o videogiochi di successo, ma è anche vero che esistono degli OAV del tutto originali che non sono tratti proprio da nulla. Un esempio lampante di tutto ciò lo abbiamo con il favoloso: Le Portait de Petite Cosette (Il ritratto della piccola Cosette) nel quale si crea una storia breve, ma estremamente intensa legata alla vicende della piccola Cosette e del suo strano compagno “umano”. Va detto, comunque, che esempi di questa tipologia di OAV sono abbastanza rari e per niente comuni anche perché è difficile che un utente spenda così tanti soldi in DVD (in Giappone sono a dir poco costosissimi tanto che raggiungono cifre che si aggirano a più del doppio del costo degli stessi qui in Italia!) per acquistare una serie sconosciuta che potrebbe non piacere. Esistono delle eccezioni anche per quanto riguarda la distribuzione degli OAV: è vero, di fatti, che un OAV non viene, per sua stessa natura, trasmesso da alcuna emittente, ma ultimamente abbiamo potuto ammirare OAV completi presso TV su internet capitanate da giganti come TV Tokyo (nota emittente a carattere nazionale paragonabile sicuramente alla nostra Rai Uno). Prima di concludere questo specchietto informativo va ovviamente specificato da dove viene il termine OAV. Il termine OAV deriva da un acronimo che, a sua volta, sta per Original Animation Video. E' importante specificare, comunque, che tale acronimo è stato cambiato leggermente dagli americani in quanto, per stessa struttura grammaticale e sintattica, non si sarebbe potuto mantenere l'ordine delle parole originale giapponese che prevede, invece, una sequenza diversa, ovvero Original Video Animation. In tal senso, quindi, i puristi del Sol Levante troveranno certamente inaccettabile che si usi il termine OAV per identificare gli Original Video Animation e quindi preferiranno usare l'acronimo più fedele, ovvero OVA.

Allo stato attuale, comunque, entrambi i termini sono ritenuti validi, anche se, sempre in maggiori occasioni si preferisce ancora il termine OAV probabilmente ritenuto più orecchiabile e quindi facile da ricordare. Per ultimo va aggiunto che in alcuni casi (pochissimi e rarissimi) abbiamo degli OAV particolarmente lunghi che arrivano a raggiungere anche i dieci episodi totali! Casi del genere, però, non assicurano una altrettanta qualità video e audio.



























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