NY NY si discosta dai precedenti generi che sono arrivati
sino in Italia, portando all'attenzione del pubblico un modo
completamente diverso di fare manga, non solo per il modo
di condurre una trama, non solo per il disegno, un po' atipico,
ma soprattutto per l'argomento trattato. La trama è
invitante, piena di colpi di scena e soprattutto nella terza
parte si fa davvero incalzante.
La storia è stata un esperimento, qua in Italia, perchè
appunto tratta le vite di due omosessuali. Ed è stato
un po' un rischio editoriale.
Non ci sono tanti preamboli, la storia appare subito chiara.
Kain Walker, agente di polizia dello Stato di New York, in
adolescenza aveva scoperto le sue tendenze sessuali, e quindi
aveva deciso di andare a vivere in una città anonima
come la Grande Mela e lasciare la più provinciale Boston.
La sua vita e il suo modo di vivere la sua sessualità
cambia radicalmente con l'incontro di un altro omosessuale,
Mel. Kain capì subito che quello era un ragazzo speciale,
un incontro speciale. E si innamorarono.
Piano piano il carattere dolce e sensibile di Mel, che nonostante
si intristisse spesso fino alle lacrime, in fondo aveva sviluppato
dentro di sè una pace e una calma di vivere che lo
rendevano a dispetto delle apparenze molto sicuro. Il suo
atteggiamento era di estrema tranquillità e serenità
era dettato dal fatto che lui viveva ogni attimo della sua
vita come se fosse l'ultimo, godendoselo in pace.
Invece Kain era brillante, sicuro di sè, deciso, diretto,
come amava definirsi lui. Sapeva quel che voleva e andava
fino in fondo. A volte irruento e molto geloso, senza troppi
legami. Il loro incontro è decisivo: Kain ricerca dolcezza
e pazienza, Mel protezione e sicurezza. Entrambi col tempo
riescono a dare l'uno all'altro un po' di sè. Kain
impara anche a non vergognarsi più della sua condizione,
a nascondersi, ma esce allo scoperto.Dopo questo incontro,
tante prove, che affrontano sempre assieme, forse perchè
li lega un amore che magari tanti eterosessuali si sognano
di provare. I genitori, la mamma di Kain che prima li ostacola,
Mel rapito, il tradimento di un compagno di polizia di Kain,
la morte di Aids di un omosessuale collega di Kain, e infine
il serial killer. Poi comincia la serenità, e si costruiscono
una famiglia, con una figlia anche, che dimostra un carattere
forte per affrontare a sua volta i pregiudizi della gente.
Più che un manga, decisamente è un romanzo a
fumetti. Bello, bellissimo, travolgente. Come classificarlo?
Come o pari a VGA, non c'è pericolo.
Il tema scottante viene trattato in maniera precisa, e l'autrice
si premura di far apparire, all'interno del romanzo, tantissime
situazioni, sviscerando questo problema, da tutti i possibili
pregiudizi, alle lotte, ai sentimenti che queste persone provano.
Degno di nota è anche un altro problema. Un conto è
scoprirsi omosessuali in adolescenza, un conto è scoprirsi
omosessuali dopo aver avuto un figlio ed essere sposati.
Il disegno è elementare, non tanto curato, vicino ad
altri maestri del genere Yaoi, ad autori come Yumeno, Higashizato,
Sugimoto. Lo stile è semplice, piuttosto standard (infatti
è difficile a primo occhio distinguere i vari "biondi"
presenti nella storia, se non da piccole differenze), con
occhi che esprimono molta dolcezza. Scostante dall'altro filone
Yaoi, dove impera Minami, con uno stile più tagliente,
sottile, effemminato. Ma sebbene il disegno si avvicina molto
al genere Yaoi, la storia molto poco. Scene di sesso non ci
sono per niente, se non qualche bacio e abbraccio. Perchè
non è su questo che ha voluto puntare l'autrice, e
sta in questo la sua forza. Piuttosto che squallide adattazioni
Dounji di tutti i generi manga, da Gundam, a KenShiro, dove
si predilige più che una storia, la componente sessuale
dell'omosessualità., lei ha voluto affrontare il problema
di come viene accettato un omo da un etero.
Altra innovazione, della quale la stessa autrice si proclama
preoccupata: far vivere del tutto i suoi personaggi, vale
a dire non fermarli in età adolescenzale, neppure dargli
una fine pietosa come quella in Ranma (ovviamente considerando
la differenza dei generi), ma li fa invecchiare e morire.
Conclusioni: un manga che vale veramente la pena di prendere
e di mettere nella propria collezione, passando sopra al prezzo
un po' elevato (anche se di pagine ce ne sono parecchie),
perchè merita, sia per i temi trattati, sia per la
trama coinvolgente.
Parere personale: Beh, entusiasta, se non lo si era capito
prima. Mi è stato regalato per il mio compleanno, la
serie completa. Era da tempo che non andavo in fumetteria,
per mancanza di tempo, e un po' per mancanza di motivazione.
Me ne avevano parlato bene, due mie amiche me lo hanno regalato.
Per fortuna. Conoscendomi, e avendo visto la trama, non avrei
resistito un mese dopo l'altro per leggerlo, e me lo sono
fatto fuori in due giorni, e se era per me, anche meno. Coinvolgente,
mai stancante, senza momenti di pausa. Mi ha fatto riflettere,
come dovrebbe fare riflettere tante persone che hanno un giudizio
abbastanza impostato su questo argomento, infarcito di pregiudizi.
Tanta gente li bolla come strani, come inferiori, persone
da canzonare. Eppure sono in grado di provare, come nell'episodio
un sentimento davvero forte, un amore quasi assoluto, che
tanti eterosessuali che chiocciano tanto se lo sognano. Loro
si amavano, ormai quando si sono incontrati in quel locale
per gay, hanno capito che erano l'uno la metà dell'altro,
e hanno sempre vissuto con questo sentimento.
Non giudicare per il passato una persona, soprattutto quando
non ne è colpevole, come ha fatto Kain per Mel. Affrontare
la gente e i suoi pregiudizi. La madre rappresenta la posizione
che le religioni magari hanno nei confronti degli omosessuali:
è una colpa. E loro riescono a dimostrare che non è
una colpa amare un'altra persona, di qualunque sesso sia.
Una volta ero contraria all'affidamento di un minore ad una
coppia gay. Ovviamente è fantasia, non c'è dubbio,
ma l'autrice mostra una storia plausibile, di due persone,
che si amano, pur essendo dello stesso sesso, che riescono
a dare sicurezza e felicità pure ad una bambina. Credo
che i comportamenti ancora da guardare con distacco e rimprovero,
debbano essere quelli che sono comuni pure con gli eterosessuali:
gli eccessi. Quando il sesso diventa troppo importante, la
voglia di farsi vedere, di fare spettacolo a tutti i costi.
Questo sia per gli etero sia per gli omo per me è da
condannare. Ma quando viene vissuta tra due persone una storia
d'amore, dove il sesso non è un imperativo, ma piuttosto
la conferma dell'amore, che aiuta due persone a conoscersi
e a dimostrare il proprio affetto, non c'è nessun motivo
per non accettarla, per deriderla o criticarla. Soprattutto
poi quando il modo di vivere la sessualità di qualsiasi
persona, non va contro la libertà delle altre persone,
quando non c'è violenza, quando c'è amore e
basta, nessuno si deve permettere di giudicare. A tal proposito,
l'unica critica che muovo, anche se l'autrice non ha espresso
un'opinione, è la situazione del collega di Kain: Gosh.
Sposato con una figlia, scopre di essere omosessuale, e gira
spesso per i locali gay in ricerca di qualche patner. Anche
se lui si prefigge come scopo quello di difendere sua moglie
e sua figlia, che comunque continua ad amare anche se di un
amore differente, in un certo senso le tradisce. Io credo
che sposandosi, uno debba accettare una realtà e una
responsabilità, e quindi se ad un certo punto si scopre
diverso, non è giusto nei confronti di chi gli si è
affidato che lui vada per la sua strada. La scelta di Gosh,
con tutte le attenuanti del caso, mi è sembrata molto
egoista.