Introduzione: Un mondo completamente in rovina, piegato dalla
guerra, dalla fame, dal dolore e bagnato dal sangue di numerosi
innocenti caduti in battaglia. Un mondo quasi desertico dove
l'umanità e' stata costretta a difendersi facendo un
uso incontrollato della tecnologia. Il mondo visto secondo
gli occhi di Daichi Akitarou, direttore di quella mini serie
TV composta da tredici intensi episodi intitolata Now and
Then, Here and There (il titolo originale, per dovere di cronaca
e': Ima, Soko ni Iru Boku). Graficamente parlando, questo
cartone animato si assesta su livelli qualitativi piuttosto
alti: il character design sembra estremamente semplice e decisamente
“Old Style” (Vecchio stile), pur tuttavia e' bene
sottolineare che, a differenza di Shin Hakkenden, i personaggi
sono molto curati attraverso un tratto notevolmente personale
e simbolico. Anche il Mecha Design, sebbene non estremizzato
come in produzioni quali Neon Genesis Evangelion, risulta
gradevole e mai banale. Tutto il contesto della guerra porta
inevitabilmente a scene crude e di una violenza inaudita,
sottoponendo lo spettatore a crude vicende di una realtà
reale e non fittizia, molto verosimile nonostante lo scenario
quasi fantascientifico. Per questa stessa ragione sconsigliamo
vivamente la visione di questo anime ad un pubblico giovane.
Ricordiamo, infine, che Ima, Soko ni Iru Boku e' stato trasmesso
per la prima volta in Giappone nel 1999 in una produzione
a cura di Tarty, AIC e Pioneer LDC.
Scheda informativa
Titolo: Now and Then, Here and There (titolo originale: Ima,
Soko ni Iru Boku).
Formato: Mini serie TV
Genere: Fantasy, Azione, Avventura, Robotico, Fantascientifico,
Guerra
Numero di episodi: 13
Durata a episodio: 25 minuti circa
Storia:
La vicenda narrata in Ima, Soko ni Iru Boku, inizia presentandoci
Shu, un allegro e spensierato studente delle medie, un ragazzo
come tanti altri la cui unica preoccupazione e' sconfiggere
il proprio avversario del dojo di Kendo e farsi notare da
una ragazza che ama in gran segreto. Le sue giornate sembrano
passare scacciando la noia di una periferia a volte soffocante.
Ben presto, però, la vita di Shu verrà stravolta
da un incontro inaspettato. In cima ad una ciminiera di una
fabbrica in demolizione Shu intravede la figura di una ragazza.
Arrampicatosi a sua volta su una ciminiera vicina, Shu cerca
di capire chi ha invaso e sottratto l’abituale posto
di osservazione del ragazzo. La fanciulla in questione che
guarda trasognata il tramonto si chiama Lala Ru. In un attimo,
però, l’atmosfera di pace viene completamente
distrutta dall’arrivo di Robot e Soldati che stanno
inseguendo Lala Ru. Per difendere la ragazza Shu si avventa
su uno dei Mecha nemici. La sua, comunque, sarà una
vana reazione. Il giovane coraggioso, infatti, viene trasportato
nel mondo di Lala Ru su una straordinaria fortezza volante
denominata Hellywood. Cercando di proteggere Lala Ru, Shu
entra in possesso del pendente della ragazza (riferimento
piuttosto esplicito a Fushigi no Umi no Nadia, conosciuto
qui in Italia con il titolo Il mistero della pietra azzurra)
e qui iniziano le persecuzioni. Catturato dopo una breve fuga,
Shu si renderà ben presto conto delle reali intenzioni
degli abitanti di Hellywood.