Un mondo di manga e di anime giapponesi  

 

Nana di Ai Yazawa








Il manga Nana, nato dalla mano di Ai Yazawa, (stessa autrice de i cortili del cuore) si presenta in un primo momento come una favola metropolitani dai toni molto smorzati e vagamente romantici. Questa immagine ci è stata data essenzialmente dal tipo di propaganda che la televisione ha esercitato all’uscita dell’anime su MTV, ma questa idea va assolutamente smentita! Le linee generali che abbiamo conosciuto attraverso la pubblicità, trattano di una storia spensierata, piuttosto leggera… E in effetti potrebbe essere così, ma solo in un primissimo momento, quando si vanno a conoscere del due protagoniste, quando le si vede ognuna nella propria realà… ma è solo l’inizio… una sorta di antefatto ad una storia decisamente drammatica.


Nana è una storia molto commovente che va a rappresentare l’incontro di due giovani ragazze, Nana Osaki e Nana Komatsu legate come vedete innanzitutto dal nome. Nonostante questo le due hanno caratteristiche diametralmente opposte.
La prima, è la cantante di un gruppo punk, i Blast, e ha avuto un’infanzia molto difficile, è stata abbandonata dalla madre che è fuggita con un uomo e ha vissuto con la nonna fino alla morte di quest’ultima. La nonna le ripeteva continuamente che non avrebbe mai dovuto fare la fine di sua madre e per quanto le fosse possibile con i suoi mezzi, la mise in condizioni tali da dover essere talmente schiva e a tratti banale, da non dover mai sedurre un uomo. Nana crebbe quindi nascosta in un ambiente freddo e senza alcuna figura genitoriale, ma lei scalpitava, aspettava di essere libera. Indice del suo desiderio di uscire allo scoperto è il fatto che, appena dopo la morte della nonna, Nana comprò un vestito rosso, colore che lei le aveva sempre vietato perché diceva che sarebbe stata troppo esposta allo sguardo degli uomini. Dopo qualche immagine della sua vita, si scopre il suo amore di nome Ren che è partito per Tokyo per entrare a far parte di una band. Nana deciderà di raggiungerlo proprio lì.

Nana Komatsu invece è una ventenne dolce, desiderosa d’affetto, sognatrice e molto espansiva. Queste componenti la porteranno ad essere facile bersaglio di molti spiacevoli avvenimenti, predisposta già per sua natura alla fragilità, sarà spesso vittima degli eventi e delle persone che le ronzeranno attorno. Decisamente diversa rispetto alla sua omonima Osaki, non ha paura di dimostrare i suoi sentimenti, qualunque essi siano! Quando entrerà nel giro di amicizie dei Blast si guadagnerà addirittura il titolo di Mascotte Ufficiale proprio per il suo temperamento così fresco! In effetti una tipa così tenera e carina, fa pensare a un jolly… un portafortuna! Lei si ritrova a prendere il treno per Tokyo per andare a trovare il suo ragazzo Shoji che frequenta l’accademia d’arte.
Le due, come abbiamo detto si ritrovano sullo stesso treno per Tokio, ognuna con la sua storia, le sue esperienze… le sue ambizioni… e nessuna delle due a mai visto l’altra.
L’incontro è del tutto fortuito! Nana Komatsu, quella tenera e coccolosa, per intenderci, non riesce a trovare posto sul treno, quando scorge verso la fine dello scompartimento un sedile occupato da una ragazza che ha appoggiato la sua chitarra accanto a lei.

Le si avvicina lentamente epr chiederle se può sedersi lì, ma proprio in quel momento il treno si ferma e Nana cade sulle gambe della ragazza seduta. Dopo un rapido giro di scuse, prende posto accanto a lei e cominciano a parlare… Più Nana Komatsu, per la verità… insomma, parlando, scoprono di chiamarsi entrambe Nana e brindano al felice evento!
L’idillo finisce all’arrivo a Tokio, quando Nana perde di vista l’altra perché impegnata a salutare gli amici e il fidanzato… ma ci pensa il destino a farle incontrare di nuovo! Quando entrambe dovranno affittare una casa e decideranno di viverci insieme. L’appartamento numero 707 che diventerà quasi il loro portafortuna. Tra l’altro il nome Nana significa proprio “sette”… un altro cenno del fato!
I primi tempi scorrono tranquilli… Nana Osaki affibbia un nomignolo alla sua coinquilina ! Da quel momento la chiamerà hachi! E finalmente cominceremo a chiarirci le idee anche noi! Nana Osaki sarà Nana e Nana Komatsu sarà Hachi.

Un oggetto che verrà spesso riproposto nell’intero manga e che sarà strettamente associato al loro legame : due bicchieri con disegnate delle fragole che Hachi compra per entrambe per la nuova casa. Questo simbolo rappresenta prima la loro unione… ma più avanti, in seguito ad un litigio, Nana per sbaglio ne farà cadere uno… e compie un gesto molto spirituale, proprio come il legame tra l’integrità dei due bicchieri e la loro amicizia. Prende l’altro, ancora intatto, e lo fa volutamente cadere sopra i cocci del primo… indica la continuità del suo sentimento nonostante la fine del loro rapporto… Nana non era riuscita ad accettare il fatto che Hachi fosse rimasta incinta di Takumi, il bassista del suo gruppo… non perché l’altra non avrebbe dovuto farlo, Nana aveva il massimo rispetto delle decisioni di Hachi… Ma in quel momento ha visto Takumi come un ostacolo al loro rapporto, una specie di nemico. Odia lui per essersi inserito nella loro vita e odia lei per averglielo concesso.

Continua un momento terribile che è iniziato con la presa di coscienza da parte di Hachi di essere incinta, con l’angoscia di decidere se tenere il piccolo o no e che in questo momento è approdato all’abbandono di Nana, che decide di andare a vivere col suo pseudo fidanzato Ren pur di non condividere l’appartamento con la sua amica. Anche questa decisione sarà soffe rta… perché Nana è pienamente consapevole di quanto distruttivo sia il loro rapporto… In realtà non è una vera propria relazione… Nana sa di subire il carisma del suo amante e da un certo punto di vista cerca di sfuggirgli, ma ogni volta si ritrova tra le sue braccia… dimostrando un’incredibile fragilità! Dietro all’atteggiamento spavaldo e risoluto, si cela un carattere estremamente labile, portando il lettore a provare più pietà che tenerezza… pietà per lo sforzo che questa ragazza compie costantemente per forzare sé stessa a rinchiudersi in sé. Se non altro, almeno in questo, Hachi le sarà molto utile… la facilità con cui lei esterna ogni moto del suo animo, riuscirà a scalfire quello che sembra il cuore di pietra di Nana.

Il manga Nana commuove e porta il lettore a immedesimarsi moltissimo nei personaggi. Questo è dovuto grazie alla lentezza con cui sono affrontati i fatti. La storia procede senza scossoni… nel senso che non mancano le novità, ma ci si arriva passo passo… per questo si soffre… si trattiene il fiato… e forse si piange anche quando si seguono quei grandi drammi per delle ragazze ancora troppo giovani per affrontarli.
Nana è da leggere a pillole… a volte diventa anche troppo impegnativo e l’avvicendarsi di più situazioni tristi una dopo l’altra, rende difficile continuare serenamente nella lettura. Da inalare con cautela dunque, se non altro tutto questo è sinonimo di una storia molto intelligente.

Ai Yazawa non si smentisce e continua a parlare della realtà dei più giovani con occhio obiettivo ma vicino ai suoi personaggi! Continueremo a seguire le vicende di Nana e Hachi sperando un lieto fine… non potremmo reggere altre tragedie T.T




Nana è una ragazza abituata sin dalla tenera età alle difficoltà della vita. La madre l’abbandono all’età di soli quattro anni per seguire un uomo e la piccola crebbe con la nonna, visto che suo padre era già morto. Nana cresce nel pessimo ricordo di sua madre e anche chi l’accolse, le inculcò l’idea di dover diventare talmente silenziosa e vestirsi in modo così semplice da non poter mai attirare l’attenzione degli uomini. Un esempio per tutti era il veto assoluto di portare abiti rosa o rossi perché di toni troppo accesi e troppo seducenti.

Nana aiuta sua nonna nel suo ristorante crescendo in un clima severo e austero seguendo i suoi insegnamenti, ma aspetta con ansia il momento di poter andare via.
Al giorno della morte della nonna, la prima cosa che Nana farà, sarà proprio di andare a comprarsi uno sgargiante vestito rosso, quasi come uno schiaffo morale nei confronti dell’ austerità instaurata dalla sua affidataria.

Quel vestito sarà legato anche al primo incontro con Ren, l’amore che a fatica trascinerà fino a quando non arriverà a vent’anni. Nana è pienamente consapevole di quanto sia morbosamente unita a quel ragazzo, ma non riuscirà mai a far abbastanza da parte il suo orgoglio per ammetterlo. Uno dei momenti in cui verrà messa di fronte ai suoi veri sentimenti sarà proprio quando deciderà di prendere il treno per Tokio. All’inizio riuscirà a giustificare la sua decisione di fronte ai suoi amici attribuendo il motivo della sua scelta alla ricerca di una nuova band, ma in più d’uno pensa che Nana in realtà stia raggiungendo Ren dopo quasi un anno di lontananza. Nana reagisce come sempre, in maniera avventata e ingiustificatamente impulsiva, ma evidentemente non capisce quanto questa situazione possa nuocere decisamente più a lei che ai suoi amici.
La ragazza però, si rende conto di aver aggirato ogni problema che le si fosse presentato davanti agli occhi fino a quel momento… e proprio per questo Nana sa bene che prima o poi dovrà render conto a sé stessa di quello che sta facendo, ma per quanto può cerca di allontanare quanto più possibile quel giorno…
L’unica persona in grado di farle tornare del sale in zucca e di sbatterle in faccia tutta le verità che Nana cerca di nascondersi, è Yasu, l’enigmatico batterista del suo gruppo che, con spietata freddezza, la riporta con i piedi per terra.

Nana, se da una parte ama Ren, dall’altra lo detesta perché lo vede come un ostacolo alla sua autonomia, detesta ammettere di non essere autosufficiente e come sempre, sarà Yasu a spiegarle violentemente quanto la loro lontananza forzata sia mezzo di autolesionismo per entrambi… anche perché entrambi sanno che il loro riavvicinamento non è avvenuto per desiderio o piacere… ma solo perché Nana si è resa conto di avere ormai poco da spartire con Hachi e ha deciso di tornare a casa di Ren… ognuno risponde a suo modo alla situazione… lui comincerà a diventare abituale consumatore di marijuana anche se ancora non lo confesserà a nessuno.


Del resto amore e orgoglio non vanno d’accordo, ed è proprio per questo che Nana dovrà scendere a compromessi e scegliere se essere pronta ad amare completamente Ren o continuare a nascondersi dietro la sua facciata di finta insensibile… in fondo è tutta questione d’intelligenza… di valutare i pro e i contro…
Quella di Nana Osaki è una storia complessa, sofferta e logorante… nella sua tristezza è incredibilmente vera… e ci fa rendere conto di quanto anche una storia d’amore possa portare al disfacimento dell’anima, facendo solo vittime e non lasciando nient’altro che rabbia e rancore.



Brunella Antonaci


































| Fumetti | dragon ball | | Disegni Winx | Dragon Ball Z | Carte Yugioh | Barbie Bratz | |
Contact | Pagati per scrivere | Disclaimer
| Dragonball X | Dbz | Dragon Ball XDragonball | Lamu' - sexy del manga | ©2007 Swami and Angelichan Text - Non Profit Work _ Special Thanks to Chan and Amuzami Channel. Tutti i diritti riservati