Narra di una ragazzina giapponese di nome Mimì Ayuhara
che fin da piccola intraprende lo sport della pallavolo (in
una puntata proprio lei svelerà che la pallavolo fu
un’arma determinante per sconfiggere la tubercolosi).
Pur essendo fisicamente gracilina riesce a fare salti altissimi
ed ad imprimere sulla palla una potenza straordinaria: Mimì,
oltre a essere la miglior giocatrice in assoluto, si contraddistingue
dalle altre ragazze per la lunga coda di capelli legati da
un fiocco giallo. Grazie alle straordinarie qualità
e alll’impegno costante che mette in ogni partita, Mimì
viene convocata nella Nazione Juniores di Pallavolo Giapponese
per giocare il Mondiale negli Stati Uniti. Dopo le ottime
prestazioni di Mimì il Giappone si classificherà
al secondo posto dietro l’imbattibile Unione Sovietica
guidata dalla pallavolista Sherinina.
Dopo essere tornata in patria, Mimì riuscirà
a stravincere il Campionato Nazionale Giapponese con la sua
squadra, ovvero la Fujimi.
Mimì sorprenderà tutti così tanto, che
pur essendo ancora adolescente, verrà convocata dalla
Nazionale Maggiore per giocare i Mondiali in Bulgaria: la
finale è sempre Giappone – Unione Sovietica,
ma questa volta le ragazze nipponiche riusciranno a giudicarsi
la meritatissima medaglia d’oro.
Un Mondiale che consacra Mimì miglior giocatrice al
Mondo. Durante le sue avventure, Mimì sarà sempre
accompagnata da molte amiche, sostenitori e soprattutto da
rivali: Midori, sua migliore amica nonché compagna
di squadra, Mr Nacchi, severissimo allenatore che migliorerà
le qualità di Mimì passo passo, le sorelle K
(Kaori, Kei e Katia) durissime rivali con il loro attaccato
triplo imbattibile e Sutomo, grandissimo amore e sostenitore
di Mimì ma morto in un incidente stradale) “Mimì
e la nazionale di pallavolo” è un anime giapponese
prodotto nel 1969. Composto da ben 104 episodi, in Italia
ha debuttato solamente nel 1982 su Italia Uno. A differenza
del simpatico e vivace cartone animato “Mila&Shiro”
(un invenzione del doppiaggio italiano creerà un legame
di parentela tra Mila e Mimì), “Mimì e
la nazionale di pallavolo” alterna momenti allegri a
momenti drammatici e commoventi. Mimì passerà
un periodo critico dopo la morte del giovane fidanzanto, ma
grazie alla pallavolo e alle amiche che la sosterranno, riuscirà
a combattere il grave lutto. Inoltre Mimì, per potenziare
le proprie qualità, si autoinfliggerà allenamenti
durissimi, dolorosi superando ogni limite: infatti si legherà
pesi alle caviglie, catene ai polsi, tornando negli spogliatoi
insanguinata e dolente (in molti episodi italiani alcune scene
verranno censurate). Un fatto che accomuna i due cartoni è
il profondo senso dell’amicizia, il rispetto e la stima
reciproca anche verso le giocatrici avversarie. Tutto sommato
è un cartone animato dal giudizio positivo: probabilmente
è uno dei pochi cartoni che veramente colpisce l’animo
degli spettatori, dove l’obiettivo principale è
insegnare ai ragazzi lo spirito di sacrificio, l’amicizia
che si può creare nonostante le presunte rivalità
agonistiche. Purtroppo non è un cartone animato conosciuto,
anzi, molti se lo stanno dimenticando proprio perché
è da tanto tempo che non viene più trasmesso
sulle reti conosciute: peccato perché potrebbe insegnare
qualcosa in un momento in cui i valori come l’amicizia
e la sportività sono passati di moda.