Il Vero Mito è tornato, nostalgici (me compreso) gioite!
Mazinsaga è tra noi, dopo Devil Man, Mao Dante e Ufo
Robot Goldrake. Uno dei personaggi più amati del Maestro,
Mazinga Z, ritorna in una nuova versione: non più un
freddo automa, bensì un’armatura dai poteri "divini".
Ritroviamo i personaggi che abbiamo amato da bambini (parlo
a nome degli ultra-ventenni nostalgici cresciuti a pane e
robottoni), questa volta ambientati in un contesto molto più
profondo e adulto (il bollino "consigliato ad un pubblico
maturo sulla copertina parla chiaro). Questa volta Koji si
trova alle prese con l’Armatura di Dio, l’ultima
creazione dal dottor Kabuto, che vi ha profuso i risultati
di un’intera vita di studio. Tale armatura è
in pratica la rielaborazione religiosa del concetto di robottone:
il funzionamento del misterioso artefatto è dato dal
dominio che Koji riesce ad ottenere sui sette chacra (concetto
estrapolata dall’induismo) che regolano la suddetta
corazza. I poteri a disposizione di Koji, sono molteplici,
infiniti: può fare qualsiasi cosa, sempre che riesca
a crederla possibile. Inizialmente il nostro eroe si trova
spaesato, spaventato dalle mille risorse a cui adesso ha libero
accesso. Gli è stato consegnato un potere troppo grande
e dovrà essere in grado di utilizzare tale forza con
giudizio: l’Armatura può conferire poteri divini,
ma può anche trasformare Koji in un demone sanguinario
e distruttore. In pratica, già nel primo numero (i
tankobon sono bimestrali) il giovane Kabuto si trova a vivere
in un paradosso. Non vi svelo altro. Mazinsaga è un’opera
matura nei contenuti, anche per i riferimenti, velati o meno,
alle culture occidentali e orientali, riferimenti che Go Nagai
non manca quasi mai di inserire nei suoi manga. Imperdibile
per gli otaku della prima generazione, un po’ meno per
i giovani appassionati…