E' una delle prime opere di Go Nagai, il genio che, come di
certo non saprete, ha creato alcuni tra i robot più
famosi della storia dell'animazione giapponese, regalandoci
Jeeg, Mazinga e soci, Goldrake, Galaga K7 (in questo caso,
avrebbe fatto meglio a tenerselo per se!), Jet Robot etc.
etc… Ma in questo caso, siamo ben lontani dalla Fortezza
delle Scienze e dai Superneutroni: Mao Dante, il grande demone
Dante, può essere certamente considerata la prefazione
di un altro grande e meritato successo del nostro eroe, Devilman.
Le similitudini di quest'ultimo, certamente più conosciuto,
con le vicende narrate in Mao Dante, sono evidenti (ndSteveWonder):
le locazioni, i personaggi, le atmosfere… tutto, o quasi,
coincide. La differenza sostanziale tra le due opere è
data dal fatto che, mentre in Devilmen non vinene valicato
il muro del mero intrattenimento, in Mao Dante possiamo scorgere
concetti e ideologie ben più profondi, nonché
la volontà di Go Nagai di opporsi (già da allora)
a determinati lati della mentalità nipponica da lui
non accettati. Mao Dante rappresenta quindi un break-up, un
punto di rottura col passato (ricordiamoci comunque che tale
opera è datata 1971). Mao Dante non venne pubblicato
in Europa a causa dei contenuti giudicati blasfemi, eretici,
bla, bla, bla… Quasi fossimo nel periodo dell'Inquisizione!
Vi troviamo un ribaltamento dei concetti primordiali di bene
e male, di Dio e Diavolo (qualunque sia il suo nome, Lucifero,
Satana, Astaroth, Abraxas…). Vediamo infatti agire,
oltre alle "solite" sette sataniche, le sette avversarie,
quelle dedite a Dio, capaci comunque di barbari assassini
al pari dei loro demoniani avversari: converrete con me che
non ci troviamo certo di fronte ai concetti cristiani così
come li conosciamo: lo stesso Mao Dante (Go Nagai ha chiamato
così il demone distruttore in omaggio di Dante Alighieri
e della sua opera somma, la Divina Commedia, particolarmente
apprezzata dal nostro), imprigionato nei ghiacci, rivela a
Ryo Utsugi di essere Giuda Iscariota, colui che ha combattuto
Gesù (combattuto, non tradito!). Gli stessi uomini
sono visti come parte dello spirito divino: l'umanità
sarebbe quindi una frammentazione dello spirito originario.
Per comprendere chiaramente i contenuti di questo fumetto,
non bisogna quindi tralasciare tutto ciò che si cela
dietro i semplici disegni che si parano di fronte ai nostri
occhi: il Cristianesimo è totalmente diverso dalle
religioni praticate in Giappone (ndlettori_ironici: Che rivelazione!
Sarai mica un miracolato?!) e quindi appare chiaro che Go
Nagai abbia dovuto quindi condurre i debiti studi (non so
quanto approfonditi) sulla religione cattolica. Come già
detto, il tratto è molto semplice e le tavole ricordano
molto i disegni della Divina Rumiko Takahashi all'epoca di
Uruseiyatsura. Le inquadrature sono comunque abbastanza appropriate
e contribuiscono a dare al tutto quell'aspetto molto movimentato
che i mangaka tanto ambiscono (mi è capitato a volte,
in alcune vignette di pubblicazioni recenti, di scorgere a
malapena i personaggi, sommersi letteralmente da un mare di
linee cinetiche!). Vi consigliando questo manga: spesso le
vecchie opere, pur non gratificando i nostri occhi, si rivelano
molto interessanti (mi riferisco in particolare a Tezuka,
che in questo periodo sta rivivendo un periodo di floridità).
Concludo informandovi che questa specie di recensione è
frutto di un mix di considerazioni personali e concetti estrapolati
dall'ottima prefazione.
Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856