

Shoujo manga :
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Akuma de Soro
Andante
Angel Wars
Ayashi no Ceres
Bokura Ga ita
Bronze no Tenshi
Card Captor Sakura
Cat Street - - -
Datte suki Nandamon
Doll
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Ion
Eden no Hana
Fairy Cube
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Fushigi Yuugi
Gakkou no ojikan - - -
Gauken Alice
GinYu Meika
Gokinjo Monogatari
Good Luck
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Hana Yori Dango
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ELENCO MANGA
Definizione del genere Shojo
Iniziamo con il genere shojo.
Se vi viene detto che un fumetto è di genere Shojo
Manga allora sappiate che si tratta di una storia prettamente
per ragazze. Il genere dello Shojo Manga è probabilmente
uno dei più canonici e ridondanti che esistano in quanto
ha una scarsa capacità di rinnovarsi riproponendo continuamente
le stesse tematiche, le stesse situazioni e gli stessi identici
personaggi. Ovviamente ci sono le solite eccezioni che confermano
la regola, ma reputiamo sia meglio analizzarle più
in avanti. Per ora concentriamoci unicamente sui topos degli
Shojo Manga. Per prima cosa partiamo dall'ambientazione: nella
stragrande maggioranza dei casi uno Shojo Manga è ambientato
in un setting tipicamente scolastico o che comunque fa riferimento
alla scuola. Avremo modo, quindi, di vedere vari studenti
impegnati non solo negli esami, nei compiti in classe, nei
test e nelle lezioni, ma anche negli amori, nelle passioni
e negli hobby. Il genere scolastico è sicuramente uno
dei più usati perché è molto semplice
da amministrare in quanto la vita di uno studente è
certamente più scandita e regolare di quella di un
lavoratore e quindi non risulta per nulla difficile il realizzare
un personaggio che si muove in un'ambientazione di questo
tipo. Il prezzo da pagare, però, è piuttosto
alto e va tutto a discapito dell'originalità. Un liceale,
per quanto maturo, rimane pur sempre un liceale e quindi solamente
un ragazzo incapace, quindi, di essere portatore di idee raffinate,
complesse o di un certo rilievo come il sesso, la morte, il
significato della vita e molto altro ancora.
Tra le altre cose lo Shojo Manga non spicca di originalità
nemmeno per quanto riguarda le situazioni, le relazioni interpersonali
ed i personaggi stessi. Solitamente, di fatti, abbiamo come
protagonista una ragazza. La ragazza in questione può
essere comodamente catalogata in una di queste due tipologie:
la prima è quella della studentessa timida ed impacciata,
romantica, desiderosa di affetto e di attenzioni, in costante
attesa del suo principe azzurro (chi in maniera latente, chi
in maniera volutamente esplicita, dipende dai casi), sorridente,
gioviale ed estremamente femminile. La seconda vede una ragazza
piuttosto opposta, ovvero dal carattere grintoso, forte e
piuttosto autoritario che non pensa solo ai ragazzi, ma anche
ai passatempi, agli amici, alla famiglia e a se' stessa. Questo
genere di ragazza o è solitamente molto sfacciata oppure
fa finta solo di essere in questo modo, ma in realtà
dentro di se' molto sentimentale. La seconda tipologia viene
usata nelle critiche come mezzo per decantare un grandissimo
rinnovamento da parte dell'autrice o dell'autore che ne fa
uso... in realtà si tratta di uno standard ben lontano
dall'originalità creativa.
Sfortunatamente la ridondanza la si può notare anche
nelle relazioni interpersonali e nella situazione. La protagonista,
secondo la legge dello Shojo Manga, è sempre estremamente
carina, desiderabile da ciascun ragazzo, richiesta, interessante
e gode di una certa popolarità in tutto l'istituto.
Solitamente la protagonista entra in scena subito e in tantissime
occasioni ella esordisce correndo a scuola a più non
posso perché in perenne ritardo (pare che tra le ragazze
non ci sia l'uso di puntare delle sveglie...). Laddove la
ragazza non sia già iscritta alla scuola, si iscriverà
subito ed entrerà in classe qualche giorno dopo l'inizio
ufficiale delle lezioni in veste di nuova studentessa. Ovviamente
la venuta della nuova studentessa porterà sempre scompiglio
in tutta la classe destabilizzando l'equilibrio che si era
precedentemente creato.
Un'alternativa a questo incipit lo abbiamo con la protagonista
“anonima”. La protagonista anonima, però,
non è destinata a rimanere tale a lungo perché
sia in forma attiva che in forma passiva diventerà
importante nelle vicende scolastiche. Un esempio di forma
“attiva” lo abbiamo con Hana Yori Dango in cui
la protagonista dovrà farsi valere e lottare con le
unghie e con i denti pur di rivaleggiare con il prepotente
gruppo dei quattro che pare non fare altro che metterle continuamente
il bastone tra le ruote. Un esempio di forma “passiva”
lo abbiamo, invece, con Hot Gimmick, nel quale, invece, la
protagonista non fa assolutamente nulla per ribellarsi alla
situazione in cui volge (in quel caso la schiavitù
imposta dal suo padrone e fidanzato), ma la stessa relazione
con il più ricco, importante e intelligente studente
dell'Istituto più in voga di tutta la città
la porterà inevitabilmente ad entrare nell'occhio del
ciclone attirando su di se' le antipatie delle vicine di casa,
dei compagni e perfino di persone a lei sconosciute!
Tra i comprimari tipici dello Shojo Manga troviamo, invece,
il vecchio amico (non nel senso che è anziano, ma nel
senso che è un amico di vecchia data!) di lei e la
vecchia amica di lui.
Il vecchio amico della protagonista è solitamente affabile,
funge un po' da figura fraterna che, però aspira all'amore
della sua compagna la quale, però, lo vede solo come
un fratello maggiore. Tale amore è quasi sempre destinato
a fallire. Talvolta, poi, l'amico d'infanzia della protagonista
è amico al tempo stesso del ragazzo della protagonista
(o aspirante ragazzo)... conoscendo ciò che l'amico
prova per la giovane solitamente questa categoria di personaggio,
sottomessa e passiva oltre ogni limite, si ritira e lascia
spazio al comprimario. La vecchia amica del comprimario, invece,
è solitamente più attiva e mira in maniera più
esplicita all'amore del suo compagno. A volte può accadere
che l'amica (rigorosamente più piccola) faccia finta
di avere qualche problema per attirare su di se' tutte le
attenzioni del personaggio maschile il quale si allontanerà
solo momentaneamente dalla protagonista per poi tornare assieme
nel momento stesso in cui capirà finalmente l'amore
profondo che prova per lei. E' da notare che la tipologia
caratteriale dell'amica d'infanzia è sempre e solo
di nemesi rispetto a quella della protagonista. In questo
modo, perciò, se la protagonista ha un carattere docile
e timido, l'amica d'infanzia sarà energica e piena
di vitalità... di contro se la protagonista è
esuberante, l'amica d'infanzia sarà remissiva (questa
è una regola che quasi nessuno non segue!). Anche l'evolversi
della situazione in uno Shojo Manga non è poi così
strana o particolare: abbiamo una o più coppie interessanti
da analizzare (si va da un minimo di due ad un massimo di
una decina per quanto riguarda shojo manga molto lunghi e
complessi, si intende!), che prima di avvicinano, poi hanno
un momento di crisi (più o meno forte ed evidente)
e poi si avvicinano di nuovo. In questo modo l'unico punto
interessante di uno Shojo Manga, ovvero chi si metterà
con chi, viene completamente “rovinato” in quanto
anticipare il finale (quasi sempre un banale Happy End) di
uno Shojo Manga è estremamente semplice una volta che
si conoscono i canoni di base del genere. Le autrici, quindi,
non dimostrano quasi mai grande personalità nella creazione
del loro Shojo Manga. Di tutta la produzione ciclopica giapponese
di Shojo Manga, pochissimi titoli non sono per niente “accademici”
e sono proprio quegli stessi titoli a rappresentare, senza
ombra di dubbio alcuna, la vera ed unica eccezione alle regole
sovra descritte.
L'eccezione più grande è rappresentata, senza
ombra di dubbio alcuna, da Mars. In questo fumetto si mira
principalmente a “distruggere” e decostruire tutti
i topos imposti dal genere sovra descritto. Per prima cosa
abbiamo due personaggi principali che hanno la medesima importanza
a livello di storia e di sceneggiatura: Kira e Rei. Kira è
impacciata e timida, per cui potrebbe benissimo rientrare
nella categoria della giovane sottomessa, ma ciò che
la distingue un po' dalle altre è il fatto stesso che
non mira a volersi rivendicare. La giovane, di fatti, a parte
le piccole amicizie, non ha molti compagni con cui dividere
le sue sofferenze, non è desiderata dai ragazzi, è
sempre in disparte a disegnare. Nemmeno la relazione con Rei
la inserirà in un ruolo più attivo come accadeva
in Hot Gimmick. Anche Rei è gestito in maniera piuttosto
singolare: da un lato è un bellissimo ragazzo e solo
questa sua caratteristica gli consentirebbe, in qualsiasi
altro shojo manga, di sciogliere i cuori di moltissime ragazze.
Non sarebbe difficile immaginarsi la quantità industriale
di lettere d'amore che avrebbe ricevuto ogni giorno! Invece
le cose in Mars non stanno assolutamente così; Rei
è un ragazzo affascinante, questo sì, ma incute
timore e non è per nulla fonte di attrattiva. La sua
presunta violenza è solo decantata, frutto, forse,
di tantissime dicerie sul suo conto, perché in realtà
il giovane non è solito picchiare la gente. Rei si
fa ritrarre, si fa conoscere ed apre la sua mente ed il suo
cuore a Kira in una relazione davvero molto matura che sfocia
nel lavoro, nel sesso e persino in un'unione matrimoniale!
Anche i personaggi che circondano questa strana coppia, sono
davvero molto caratterizzati a cominciare da Makio Kirishima,
forse una delle figure più geniali che mai si sia vista
in uno Shojo Manga. La pazzia di Makio (un po' come quella,
senza ombra di dubbio a caratteri meno accentuati di Rei)
è altamente contestualizzata e si basa si complessi
meccanismi mentali. Specifichiamo tutto questo perché
ultimamente nell'universo dello Shojo Manga si sono susseguiti
numerosi titoli che mirano a trattare le devianze patologiche
in maniera riflessiva. Il problema è che questi titoli
non sono mai riusciti, almeno fino ad ora, a trovare un giusto
punto di collegamento tra la riflessione e l'intrattenimento
tipico del manga. Abbiamo, quindi, due opposti: uno troppo
contestualizzato e l'altro troppo poco. Nel primo caso il
fumetto in questione risulta troppo pesante perché
si concentra magari su un solo tema di natura psicologica
sventrandolo completamente allo scopo di creare un quadro
completo. Il prodotto che ne deriverà sarà talmente
pesante e prosopopeico che in pochissimi lo troveranno gradevole
(ricordiamoci che si tratta di un fumetto e non di una trattazione
a romanzo). Nel secondo caso il fumetto in questione risulta
inspiegabilmente sciatto in quanto totalmente incapace di
inserire i personaggi in schemi mentali ben definiti tali
da renderli credibili, verosimili e naturalmente interessanti.
Com'è possibile vedere, dunque, non è così
semplice trovare un connubio giusto ed equilibrato per uno
shojo manga di tipo psicologico e caratteriale. Tra gli shojo
manga, comunque, esiste anche il sotto genere del majokko.
Il Majokko, comunque, è un genere a se' quando è
interamente concentrato sulla magia (i casi di Majokko puro
sono piuttosto rari comunque). Per prima cosa vediamo che
cosa si intende per Majokko: gli Shojo Manga Majokko sono
quei fumetti giapponesi per ragazze che utilizzano l'espediente
della magia per creare un ambiente più particolare
e particolareggiante. Ovviamente per magia si intende, in
questo caso, quella delle maghette, ovvero quella che si effettua
tramite formule magiche tipo: “Pimpulu pampulu parimpampu...
pampulu pimpulu parimpampu!” accompagnate dall'oggetto
magico di turno che serve loro per esaudire dei desideri o
quant'altro.
La differenza sostanziale tra un Majokko puro ed un Majokko
Shojo Manga sta in ciò che la storia ci vuole raccontare:
nel caso del Majokko Shojo Manga, la storia si concentra sulle
relazioni interpersonali dei vari personaggi... relazione
che si complica spesso a causa dell'uso costante della magia.
Un esempio pratico di questo genere è Ultra Maniac
in cui la protagonista, allo scopo di far trionfare l'amore
e far mettere insieme la sua migliore amica con il suo aspirante
fidanzato, tenterà di tutto finendo irrimediabilmente
per rendere la situazione molto più difficile di quanto
lo sia di già. Senza ombra di dubbio l'elemento Majokko
aggiunge allegria e una buona dose di fantasia, ma alla fine
c'è il rischio di rendere il nostro prodotto estremamente
più infantile.
Non esistono, comunque, solo Shojo Manga Majokko di questo
tipo: spesso il Majokko viene introdotto come semplice elemento
fantastico come nel caso di un manga dove è presente
un angelo che esaudisce tutti i nostri desideri oppure nel
caso di un fumetto in cui tutti i personaggi sono mostri e
demoni. Un esempio piuttosto carino di Majokko al maschile
(estremamente raro perché in genere chi è al
centro della magia è sempre e solo una ragazza) lo
si può trovare nel fumetto, per altro tradotto interamente
in italiano, de “Il principe papero”, una simpatica
storia nella quale il protagonista da brutto, basso e cicciottello
come è, si trasforma in un bellissimo ragazzo con la
“maledizione”, però, che ogni qual volta
egli si avvicini (fisicamente) alla giovane che ama, egli
debba tornare quello di un tempo. Sfortunatamente, tranne
dovute eccezioni, da uno Shojo Manga Majokko non è
possibile quasi mai aspettarci un prodotto sufficientemente
maturo da attirare l'attenzione dei lettori più esigenti.
Tra le altre cose, poi, gli Shojo Manga Majokko sono estremamente
più standardizzati ed accademici di tutti gli altri
perché i genere Majokko stesso impone delle regole
ferree dalle quali è molto difficile uscirne senza
stravolgere il proprio genere di appartenenza, come vedremo
più in seguito. In linea di massima, quindi, sono ancora
pochi gli Shojo Manga che, per loro stessa natura, possono
attrarre facilmente sia maschi che femmine. La ragione che
sta alla base di questa differenziazione a compartimenti stagni
sta nel fatto che uno Shojo non ha ancora imparato ad essere
poliedrico e a parlare di altro oltre al concetto dell'amore
senza finire intrappolati in un notevole nozionismo che è
di sicuro di poco interesse per questo genere di prodotto.