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Macross Trash

PREMESSA: RECENSIONE FATTA IN STATO DI EBREZZA EMOTIVA








Macross (o Robotech, per chi ne conosce la serie animata) può essere considerato come uno dei capisaldi dell’entertainement nipponico degli ultimi anni. La saga, ideato e realizzata dal famoso Haruhiko Mikimoto", prosegue questa volta nei volumetti che mi accingo a recensire (è un termine troppo pesante in questo caso! Di Macross non conosco null’altro che questo Trash: ben poco se paragonato a quanto pubblicato sin ora, tra manga, oav, cd e quant’altro si possa immaginare…). L’azione si svolge a bordo delle supernavi Macross, come di consueto. Stavolta le telecamere sono puntate sugli intrecci sentimentali e pseudo-sportivi (perché pseudo-sportivi? Scopritelo leggendo il manga: se sono in errore lo riconoscerò, fornendovi inoltre un indirizzo che potrete facilmente raggiungere per lapidarmi!) di Shiba Mido, ipoteticamente innamorato di Enika Cellini ma bensì attratto dalla più anziana Mahara Fabrio (furbo il ragazzo!), che mostra uno strano interessamento nei suoi confronti. Non è l’unica, comunque: Shiba è nelle mire di qualcun altro, di cui non posso spiegarvi il nome (soffro di un’amnesia temporanea). La trama "dovrebbe" essere questa e, da come l’ho narrata, sembra che Macross Trash sia una versione futuristica di Orange Road (?). E, in effetti, di fantascientifico c’è ben poco (considerando i precedenti della serie che comunque non conosco). Non che sia un male (almeno per chi è ben predisposto per queste storie), ma, da appassionato della science-fiction quale sono, avrei preferito qualcosa di più hi-tech! Come dite, perché continuo a comprarlo (quando però i volumetti vengono pubblicati, cioè a scadenze piuttosto irregolari)? Semplice: Macross Trash è ben disegnato, la narrazione è buona, e, benché il tutto si svolga a bordo di gigantesche astronavi, riesco a trarne un senso di libertà, di vastità, di mancanza di gravità con conseguente galleggiamento spaziale…

P.S.: Macross (in genere) mi ricorda (seppur lontanamente) Gordian! Ehi, (eventuale) lettore, non fare quella faccia, sembri un maniaco pronto a linciarmi se solo tu fossi in compagnia di almeno un paio di tuoi simili! E’ una sensazione epidermica e soggettiva, un feeling che non riesco a spiegare. Gordian è un prodotto bistrattato e odiato dalla quasi totalità di coloro che lo conoscono. Voglio farvi notare che la storia in questione era molto difficile da narrare. Magari, se Gordian fosse stato progettato per un pubblico più maturo e realizzato con maggior cura, sarebbe stato un classico. Ma non è stato così: i disegni erano veramente scadenti (con un mecha design orrendo), c’erano troppe ingenuità e, in genere, l’intera produzione mancava di carisma (quel non so che di indefinito che conquista i favori della folla…). Chiusa la parentesi Gordian.

Lkl

Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/



























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