Kareshi Kanojo No Jijou
Storia e
curiosita'
Scheda informativa:
Titolo: Kareshi, Kanojo no jijou (la traduzione letterale
sarebbe: La di lei e di lui situazione. In Italia è
stato magistralmente adattato con il titolo di Le situazioni
di Lui e di Lei)
Formato: Serie TV conclusa
Genere: Commedia, Romantico
Numero di episodi: 26
Durata a episodio: 25 minuti circa
Note: Dallo stesso ideatore di Neon Genesis Evangelion, Hideaki
Anno. Ricordiamo, inoltre, che la visione di questo cartone
animato è consigliata ad un pubblico maturo (vietato
ai minori di 14 anni).
Introduzione: La serie che stiamo per recensire è stata
nell'occhio del ciclone sin dal momento in cui è stata
trasmessa qui in Italia. Indubbiamente ha raccolto numerosi
assensi, specie fra le ragazze che non solo hanno seguito
tutte le puntate su MTV, ma si sono gettate velocemente in
fumetteria per poter acquistare i volumi nel manga non appena
esso fu pubblicato e distribuito da Dynamic Edizioni. I maschietti,
invece, si sono avvicinati a questo cartone animato, benché
non fosse proprio del loro genere preferito, perché
era stato partorito dalla stessa mente della serie che ha
fatto storia nell'intero panorama dell'animazione giapponese.
Per chi ancora non lo avesse capito, stiamo parlando di Kareshi,
Kanojo no jijou.
Per prima cosa cerchiamo di fare
maggiore chiarezza sul titolo la cui traduzione letterale
è più o meno questa: La di lei e di lui situazione
laddove Kareshi è il Lui, Kanojo è la Lei e
jijou è la situazione. Dynamic ha dimostrato di avere
grande abilità nell'adattare il titolo con una traduzione
consona alla nostra lingua e così nella nostra madre
patria conosciamo questo cartone con il simpatico titolo de:
Le situazioni di Lui e Lei.
L'anime in questione, come abbiamo precedentemente accennato,
è del famosissimo Hideaki Anno che ormai quasi nessun
appassionato di manga o anime che si rispetti non riesce ad
identificare o a ricondurre all'altrettanto popolare Neon
Genesis Evangelion, una serie robotica davvero molto
particolare che ha rivoluzionato il genere stesso e ha dettato
nuovi standard qualitativi.
Non vogliamo in questa sede lodare
Hideaki Anno, ma piuttosto cercare di analizzare al meglio
Le situazioni di Lui e Lei cercando di decontestualizzarlo
e di isolare il titolo dalla presenza del suo stesso creatore.
La ragione che sta alla base di questa nostra decisione è
che in molteplici casi ci si è avvicinati a questo
cartone animato dandone già per scontata la qualità
solamente perché era stato concepito da Hideaki Anno.
Se da un lato la bravura di questo autore è senza ombra
di dubbio indiscussa, dall'altro lato credo sia doveroso sottolineare
che Le situazioni di Lui e Lei è un titolo di genere
completamente diverso da quello che ha reso famoso Hideaki
Anno. Siamo infatti davanti ad uno shojo (fumetto giapponese
per ragazze) che certamente ha introdotto qualche novità,
ma che, purtroppo non è esente da difetti.
Osiamo forse sostenere che sia proprio questo desiderio a
volte troppo grande ed insistente a incrinare la bontà
di quest'opera che vuole per forza essere di rottura, ma che
finisce per risultare a tratti fastidiosa a causa di scelte
stilistiche davvero molto discutibili.
Iniziamo col dire che Le situazioni di Lui e Lei si presenta
immediatamente come una serie piuttosto apprezzabile dal punto
di vista tecnico; ricordiamo, infatti, che la sua produzione
è stata a cura della Gainax, uno studio di animazione
che ha sfornato numerosi successi, primi tra tutti, per l'appunto,
Neon Genesis Evangelion. Le caratteristiche peculiari
de Le situazioni di Lui e Lei sono l'ironia, l'equilibrio
tra scene serie e siparietti comici e l'introspezione psicologica.
Per quanto concerne la realizzazione
tecnica iniziamo con il dire che il character design è
stato affidato da Tadatashi Hiramatsu il quale pare comportarsi
in maniera piuttosto egregia utilizzando un tratto molto pulito,
lineare e smussato (completamente diverso da quello che abbiamo
avuto il piacere di vedere con Sadamoto in Neon Genesis Evangelion).
Sfortunatamente non possiamo fare a meno di notare
l'improvvisa caduta di stile che il disegnatore ha quando
rappresenta un certo personaggio de Le situazioni di Lui e
Lei, una ragazzina dai capelli biondi caratterizzata dai suoi
continui scatti di isteria pura. Durante questo genere
di scene, infatti, Tadatashi Hiramatsu, forse allo scopo di
renderla ridicola, disegna la giovane in un modo talmente
deformed (termine con il quale si indica un disegno dove le
proporzioni anatomiche sono completamente sfalzate, un po'
come se i personaggi fossero dei pupazzi) da sembrare deforme.
Bocche troppo grandi, espressioni facciali estremizzate, si
passa da un disegno professionale ad una sorta di inspiegabile
e sgradevole scarabocchio che fa davvero a pugni con ciò
che lo circonda.
Fortunatamente gli altri siparietti
deformed sono gestiti in maniera meno esasperata risultando,
così, abbastanza gradevoli anche se non pienamente
convincenti.
Tutte le scene hanno, poi, una caratteristica peculiare, quella,
cioè, di essere rappresentate a mo' di fumetto, con
strisce laterali sulle quali viene scritto un pensiero, con
baloon e con altri espedienti usati per la produzione tipicamente
cartacea. Se da un lato questa scelta può essere un
modo simpatico per accompagnare alcuni passaggi del cartone
animato, dall'altro lato c'è da dire che, anche in
questo caso, la sua estremizzazione non gioca certo a suo
favore. Tali scene, infatti, non sono occasionali, ma piuttosto
frequenti, inoltre le frasi sono a volte lunghe e dato che
sono scritte in caratteri orientali, per uno spettatore occidentale
occorre fare un fermo immagine costante dell'anime per poter
avere il tempo materiale sufficiente per leggere la traduzione
spezzando, così, il ritmo dell'episodio e finendo per
frustrare anche lo spettatore più paziente. Inoltre
questo continuo voler imitare lo stile cartaceo ci da a volte
l'impressione di leggere un fumetto a video piuttosto che
visionare un anime vero e proprio finendo per instillare in
noi dei seri dubbi sull'effettivo standard qualitativo del
cartone animato.
Passando ad analizzare la regia,
diciamo subito che l'impostazione di quest'ultima ricalca
fedelmente lo stile che Hideaki Anno aveva già utilizzato
in occasione del suo Neon Genesis Evangelion. L'uso peculiare
dei primi piani, il cambio delle scene, la netta distinzione
tra stile serio e stile comico, lo zoom o i fermo immagini
sui particolari negli esterni (un lato di una strada, una
fontana, un cartello e molto altro ancora) ci riportano alla
mente i passaggi essenziali della nota serie robotica con
una certa nostalgia, forse perché in questo caso, queste
stesse scelte stilistiche non sembrano contesualizzarsi come
dovrebbero nell'anime stesso.
Prendiamo in esame, per esempio, l'elemento dell'introspezione
psicologica: mentre in Neon Genesis Evangelion i personaggi
sono naturalmente portati a dover guardare dentro se' stessi
(ricordiamo che gli angeli possono scrutare nella mente dell'uomo
carpendone le più intime paure e che i protagonisti
della serie sono poco più che adolescenti, inseriti
forzatamente in un contesto di guerra e di controversie),
qui il Kareshi ed il Kanojo conducono delle vite relativamente
tranquille (anche lo stesso Lui che ha avuto un passato difficile,
ma mai così problematico come quello di Asuka, tanto
per citare un personaggio della nota serie robotica) e quindi
non hanno grande ragione di fare un'analisi così tanto
dettagliata del loro più intimo Io.
L'impressione che abbiamo avuto,
riguardo questo aspetto de Le situazioni di Lui e di Lei è
che gli autori abbiano voluto forzatamente inserire drammaticità
nei profili dei protagonisti maschili e femminili solo perché
“tutto questo fa molto Evangelion”; per tanto
la scelta ci risulta essere estremamente artificiosa perché
vuole creare dramma e gravità anche laddove non ce
ne sono (che senso ha parlare di problemi psicologici
per quanto riguarda la Kanojo di questo cartone animato, una
ragazza chiaramente egocentrica, narcisista e viziata che
non ha alcuna ragione per esserlo e che ha la fortuna di avere
una famiglia splendida che le vuole bene e un notevole successo
sia nello studio che nella vita privata?).
Le situazioni di Lui e di Lei
vuole essere uno shojo di rottura con alcuni degli standard
più classici e ridondanti in questo genere. Il primo
tra tutti è certamente quello della presenza più
o meno costante, di un triangolo amoroso tra due ragazzi ed
una ragazza o il contrario, che in questo anime manca totalmente.
Questa scelta appare erroneamente originale quasi come se
il suddetto cartone animato sia stato il primo a narrare semplicemente
del rapporto tra una coppia senza particolari intromissioni
da parte dell'esterno. In realtà tutto questo non è
per niente vero in quanto abbiamo già visto storie
di questo tipo in anime quali, ad esempio, Temi d'amore tra
i banchi di scuola.
Un'altra visione piuttosto sbagliata
che si ha di Le situazioni di Lui e di Lei è che l'opera
miri a mandare un messaggio positivo al pubblico di redenzione
dei propri problemi esistenziali, psicologici e caratteriali
semplicemente attraverso il rapporto sentimentale con una
persona speciale. E' vero che la protagonista femminile verso
la fine della serie ammette di aver agito in maniera ipocrita
fingendo di essere ciò che non era (ricordiamo che
la nostra Kanojo in pubblico era solita avere manie di perfezione,
mentre nella vita privata risultava essere estremamente sciatta),
ma è allo stesso tempo che la ragazza continuerà
a curare in modo a dir poco maniacale il corpo tanto da apparire
senza sbavature dall'inizio alla fine del cartone animato.
Il suo cambiamento, quindi, non
è che parziale o forse come sarebbe più lecito
dire, illusorio; in realtà, infatti, continua a perpetuarsi
nella giovane un certo senso di superiorità. Lo stesso
si potrebbe dire del nostro Kareshi che non subisce esorbitanti
mutazioni del carattere e che prosegue ad avere gli stessi
atteggiamenti e le stesse idee sulla vita.
In definitiva la serie è piuttosto buona e gradevole,
con qualche spunto interessante qua e là, ma è
stata ingiustamente mitizzata sia perché era stata
ideata da Hideaki Anno sia perché era stata prodotta
dallo studio di animazione Gainax.
I difetti, purtroppo, ci sono
eccome e culminano in occasione degli episodi finali durante
i quali la regia non fa altro che riproporre le stesse scene
più e più volte, inserendo lunghi e noiosi riassunti
di puntate precedenti, abbondando con immagini statiche e
esasperando la tecnica già citata del “manga”,
ovvero inserendo un numero spropositato di baloon contenenti
testi.
Apprezzabili, ma assolutamente non memorabile, è la
sigla di apertura intitolata Tenshi no Yubikiri (tradotto
in italiano sarebbe La promessa fatta all'angelo) cantata
dalla famosa Mai Fukuda.