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Il destino di Kakugo - Dynamic








Aumenta l’offerta della Dynamic nel settore manga, grazie a questa recente pubblicazione. Il destino di Kakugo, fa parte della collana "Manga Pulp", anche se, personalmente, non ne vedo la ragione. E’ caratterizzato si da una certa violenza, ma non più di altri manga che non si avvalgono di questa definizione (che il termine pulp faccia tendenza in questo momento? Se così fosse, tra poco vedremo anche sugli shojo manga qualche bollino apposito…). Onestamente, ho voluto attendere il secondo numero per poter dare un
giudizio (per quanto valore possano avere le mie opinioni…). Il primo, infatti, non mi è assolutamente piaciuto. Ho avuto l’impressione che l’unico motivo d’interesse di questo manga siano gli scontri tra i vari gaglioffi (credo che nei dieci volumetti che compongono la serie, ce ne dovremo sorbire molti altri). Dragonball versione pulp? Spero di no! Comunque, col secondo numero, le cose migliorano… Grazie a un uso intensivo di flashback, inizia a delinearsi una certa trama; la caratterizzazione dei personaggi si fa più precisa e, in pratica, oltre alle mazzate, scorgiamo qualcosa che giustifichi, in parte, l’acquisto di Kakugo (i manga della Dynamic hanno un prezzo abbastanza elevato, giustificato però dal formato e dalla sovra-copertina: quindi, in caso di gravi crisi finanziarie, Kakugo potrebbe rimanere esposto in bacheca…). Abbastanza interessante è la storia che ruota attorno all’armatura: lo Spirito dei Tremila vi alberga. Le Bioarmature Zero e Kasumi sono infatti il risultato delle ricerche degli avi di Kakugo Hagakure (un cognome che è tutto un programma): ufficiali dell’esercito nipponico della Seconda Guerra, erano alla ricerca di un qualcosa che permettesse al Paese di vincere la guerra. E quel qualcosa era appunto la famosa armatura. Per portare a termine il progetto (sviluppando contemporaneamente l’arte marziale Biozero), gli Hagakure hanno condotto i loro esperimenti sui soldati semplici del loro esercito stesso. Il risultato congiunto di tutte le ricerche riesce finalmente a dare i suoi frutti, ma ormai non in tempo utile per evitare la disfatta al Giappone. Kakugo e suo fratello Harara apprendono così l’arte marziale Biozero e diventano i proprietari delle due armature, armature che hanno richiesto un altissimo pegno, in termini di perdite umane, per essere ultimate. Chiarito il concetto di "spirito dei tremila", passiamo ad un analisi più "tecnica" del manga. L’autore di Kakugo (così come il suo staff) è molto giovane, e tale inesperienza si riflette inevitabilmente sul suo operato. Questo manga è caratterizzato da parecchie ingenuità, sia a livello grafico che narrativo. E’ quindi un manga da evitare come la peste? No, per varie ragioni. Una su tutte, è il discreto carisma che il protagonista riesce ad emanare. Non è da scordare la giovanissima età dello staff, capeggiato da Takayuki Nagayuchi. Diamogli il tempo di crescere (artisticamente, s'intende!). Molto appropriato anche il design dei demoni: sono raccapriccianti perchè altro non sono che rappresentazioni deformi dell'uomo. Proprio per questo risultano davvero ripugnanti, perchè, in effetti, non sono che caricature storpiate dell'immagine, a cui noi esseri umani diamo tanta, troppa importanza.

Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/

LKL



























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