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- Il caso de "I cieli di Escaflowne" negli anime robotici fantasy







L'attesa terminò con l'uscita di quello che noi reputiamo ancora oggi, l'anime di tipo robotico che meglio rappresenta (o vuol rappresentare) il filone fantasy. Naturalmente stiamo parlando dell'impareggiabile Escaflowne conosciuto qui in Italia con il suo titolo per intero, ovvero “I cieli di Escaflowne”.

Questo straordinario cartone animato presentava notevoli differenze rispetto al genere robotico in generale. L'inizio, ad esempio, era a dir poco emblematico e serviva a far capire allo spettatore il tipo di prodotto che aveva di fronte: La protagonista della vicenda, Hitomi, non è altro che una liceale che ha una cotta mostruosa per il suo Senpai (in Giappone il Senpai è colui il quale, in un determinato ambiente, ha più esperienza di te. Nell'ambito scolastico, ad esempio, il Senpai è lo studente più brillante di una classe oppure semplicemente è il capo classe – molto spesso questi due “titoli” coincidono perché il capo classe viene scelto proprio per la sua intelligenza, rendimento e preparazione).ed è decisa a volerlo conquistare a tutti i costi.
Il modo con cui la giovane, però, vuole fare colpo su di lui è piuttosto singolare. Hitomi, di fatti, vuole dimostrargli di essere una grandissima atleta capace di battere il record della scuola e chiederà al Senpai di poterla cronometrare mentre corre. Nello stesso istante in cui la sfida di Hitomi con se' stessa ha inizio, giunge proprio sulla pista un giovane vestito in maniera abbastanza medioevale, con in mano una spada molto antica. La venuta del ragazzo è accompagnata da un bagliore tremendo che quasi acceca sia lei che il suo Senpai. Curiosa di sapere cosa sta accadendo, Hitomi si getta all'inseguimento di quel ragazzo misterioso (non ha problemi, visto che può correre molto rapidamente) ed alla fine lo ritroverà in corrispondenza di un tempio giapponese in compagnia di un mostro abominevole che stava tentando di eliminarlo.

Il ragazzo lotta con tutte le sue forze e alla fine ha la meglio su quella orribile creatura, ma nel momento stesso in cui egli sta per tornare nella sua realtà, anche Hitomi ne viene irrimediabilmente risucchiata. Il risultato?
La protagonista si troverà, a suo malgrado, all'interno di un mondo fantastico in cui vi sono vari regni, principesse, cavalieri e chi più ne ha più ne metta. Molto presto la giovane scoprirà che il combattimento contro quella creatura era un tassello importante per l'attivazione di un'arma sorprendentemente forte che pare vada sotto il nome di Escaflowne.
In effetti, se analizziamo l'incipit di questo particolare cartone animato ci accorgeremmo che gli elementi robotici sono quasi del tutto assenti: i primi istanti di pellicola, di fatti, vedono un'ambientazione scolastica, successivamente la scenografia dell'anime cambia ancora e diventa fantasy.
Nonostante questo I cieli di Escaflowne sono innegabilmente un cartone animato di tipo essenzialmente robotico (anche, se ricordiamo, la componente fantasy è davvero grossa) e questo perché c'è stata una grandissima cura nei dettagli riguardanti le “macchine” umanoidi.
Per prima cosa gli autori dividevano questi “robot” in due categorie, identificando lo stesso Escaflowne come un Guymelef, mentre gli altri (soprattutto quelli appartenenti ai nemici) dei Melef.
Non era mai accaduto, in maniera così esplicita, che dei “robot” fossero considerati in un modo così diverso e distinto.
I Guymelef non erano dei veri e propri robot: essi erano, sì, composti da elementi di tipo metallico, ma potevano essere attivati solamente attraverso una sorta di rito tramandato da padre in figlio presso le famiglie reali più prestigiose del mondo. Van, questo è il nome del ragazzo venuto sulla terra per battersi con il mostro, fa parte, ad esempio, della gloriosa casata dei Fanel, attaccata e distrutta dalle forze del Male identificate, in questo anime con l'Impero di Zeibach. Il giovane, in cerca di vendetta, uccidendo quella creatura avrebbe ottenuto l'artefatto necessario per poter sare l'Escaflowne. Altra caratteristica di questa sorta di macchina magica, era quella di riconoscere gli appartenenti alla casata di appartenenza e quindi di attivarsi unicamente se era un Fanel ad ordinarlo, per questa stessa ragione, uno dei soldati più forti dell'Impero di Zeibach, ovvero Dilandau, non sarà capace in alcun modo di poter far funzionare l'Escaflowne.
Oltre a questo l'Escaflowne era dotato di un sistema a duplice trasformazione: in modalità di “riposo”, questa macchina mistica aveva la forma di un drago volante. L'utilizzatore poteva salire sulla groppa del drago e guidarlo tramite alcuni congegni somiglianti a corde.
Quando l'Escaflowne, però, doveva scendere in battaglia per un durissimo scontro, prendeva la forma di un robot più classico classico.
In un certo senso I cieli di Escaflowne non hanno poi compiuto una rivoluzione a tutto campo su questo settore; rimanendo in tema di robot va detto che la stessa impostazione grafica scelta per rappresentare non solo l'Escaflowne stesso, ma anche tutti gli altri Guymelef e Melef, è abbastanza anacronistica in quanto ripresenta il medesimo modello “massiccio” di robot, lo stesso usato nei vecchi cartoni animati di questa tipologia che tanto erano stati famosi negli anni settanta e negli anni ottanta. Ricordiamo che Neon Genesis Evangelion fu all'avanguardia anche su questo poiché introdusse dei “robot” snelli, slanciati ed estremamente più umanoidi rispetto a quelli precedenti (basti pensare alle forme anatomiche accennate nei vari componenti, in special modo braccia e gambe avevano evidenziate tutte le fasce muscolari!). I robot de I cieli di Escaflowne, invece, erano certamente realizzati con criteri moderni (da notare la cura nei particolari), ma graficamente sapevano di antico e di ormai superato. Ci vorrà parecchio tempo, purtroppo, prima che dei robot umanoidi sullo stile Neon Genesis Evangelion possano riapprodare sugli schermi televisivi. Un altro elemento anacronistico de I cieli di Escaflowne era certamente quello legato alla caratterizzazione dei personaggi: alcune delle figure di questo anime, di fatti, risultavano abbastanza stereotipate, in special modo quella di Allen Shezard. Allen Shezard, pur non appartenendo a nessuna delle categorie di personaggi dotati di robot dei vecchi anime di tipo robotico, risulta comunque un po' troppo inquadrato in certi schemi. Allen è un bellissimo biondino con capelli lunghi ed occhi celesti. Oltre a questo va detto che è un nobile (fa parte della casata Shezard e pertanto possiede anche lui un Guymelef, esattamente cone Van Fanel) e che è anche un abilissimo spadaccino (forse più bravo perfino di Van!). Agli occhi di qualsiasi ragazza, dunque, Allen apparirebbe senza ombra di dubbio alcuna il tipico “principe azzurro” sul cavallo bianco. E' proprio per la sua prestanza, per la sua beltà e per la sua presenza di spirito che Hitomi, quasi dimenticandosi del suo adoratissimo Senpai Amano, finirà irrimediabilmente per invaghirsi di lui prendendosi un'altra bella cotta.

Al di là di questo, però Allen Shezard ha ben poco da offrire ad un pubblico esigente come quello contemporaneo: egli è il tipico Buono assoluto che vive con un solo scopo, ovvero quello di poter in qualche modo salvare la sua amata sorellina Celena, scomparsa in circostanze misteriose ad Asturia, capitale del regno.
Il ragazzo, di fatti, è sicuro che la piccola (che ormai dovrebbe avere l'età di Hitomi) sia ancora viva e che sia stata nascosta o segregata da qualche parte.
La sua ricerca accompagna, in un certo senso, la principale storyline, perché Allen è dell'idea che dietro il rapimento di Celena ci sia niente popo di meno che l'Impero di Zeibach (in effetti i suoi sospetti si riveleranno parecchio fondati).
Va detto, però, che oltre al dramma familiare perpetuato da questa figura, Allen Shezard è con ogni probabilità il personaggio meno caratterizzato di tutti in quanto non presenta alcun processo evolutivo (come invece avviene con Van) né un approfondimento psicologico (come invece avviene con Dilandau ed in parte anche con Hitomi).
Anche la missione stessa di Allen ci appare alquanto svalutata e ci sa di già visto. Ricordiamo, di fatti, che gli eroi di quei anime di tipo robotico del passato, erano pronti a tutto pur di trarre in salvo le loro amate... in un cero qual senso, dunque, lo spirito cavalleresco aleggiava forte anche in produzioni come quelle.
Il protagonista de I cieli di Escaflowne è senza ombra di dubbio ben caratterizzato in quanto si discosta lievemente dal prototipo di eroe. Egli, di fatti, è dominato dalla collera, dalla rabbia e dal senso di vendetta e quindi non si darà pace fino a che non giungerà al suo scopo. Tra le altre cose, poi, il giovane si presenta immediatamente sia al pubblico sia alla protagonista come un tipo estremamente poco socievole, irritabile, scontroso e solitario... un po' una antitesi del pilota di robot per antonomasia, il quale, ricordiamolo, era solitamente una persona abbastanza aperta, giovale, decisamente equilibrata e piuttosto riflessiva... insomma, tutto il contrario del nostro Van.
Nonostante tutte queste buone premesse, Van rimane comunque un protagonista che agisce per il Bene comune e quindi, pur facendo uso di metodi abbastanza particolari, egli può essere identificato con il Bene stesso poiché infondo Van mira alla pace sull'intera Gaea (il pianeta sul quale è ambientato il cartone animato).
Tra le altre cose, poi, l'evoluzione di Van diventa irrimediabilmente un'arma a doppio taglio: da un lato, di fatti, Van acquista spessore cambiando carattere da puntata in puntata e trasformandosi piano piano in un ragazzo più gentile e più affabile di quello che era un tempo (complice, come sempre, l'intervento femminile dell'amore), ma dall'altra, questa stessa capacità di cambiare lo porta a diventare ancor più eroe e ancor meno personaggio unico.
Hitomi, dal canto suo, è forse paradossalmente, il personaggio più atipico di tutti quanti. Per prima cosa il solo fatto che sia la protagonista e che sia una donna la rende assolutamente unica (almeno fino a quel momento, s'intende) nel panorama del genere robotico (di qualsiasi tipo di filone).
Tra le altre cose, poi, Hitomi, essendo una terrestre, non è assolutamente capace di combattere facendo uso di Melef e quindi tanto meno di Guymelef. La giovane presenta, quindi, un'unica grande abilità, ovvero quella di prevedere il futuro guardando attraverso i suoi tarocchi che porta sempre con se'. La ragazza ci appare poco convincente fino a che, ad un certo punto, deciderà di interpretare in maniera volutamente errata i propri tarocchi per far sì che la sua più acerrima avversaria in amore, ovvero Millernia (la quale aveva avuto una precedente relazione con Allen Shezard, ricordiamolo!) sposasse un altro uomo in un matrimonio combinato voluto da entrambi i regni. Grazie a questa decisione, Hitomi guadagna spessore nella sua caratterizzazione psicologica in quanto appare più “umana” proprio per via delle sue stesse debolezze femminili.
In un certo qual senso, dunque, potremmo tranquillamente sostenere che Hitomi fosse una sorta di controparte femminile (anche se non così estremizzata) di Shinji Ikari in quanto anche lei, esattamente come il protagonista di Neon Genesis Evangelion, mirava più che altro al soddisfacimento delle sue esigenze personali, tralasciando completamente quelle della comunità in cui si trovava. A differenza di Shinji, però, il quale rimane fermo nella sua convinzione di ricercare un mondo che gli fosse assolutamente consono (un mondo che poi non poteva esistere in alcun modo), Hitomi si pente quasi subito di ciò che ha fatto ed è costretta ad essere testimone di quanto dolore il suo egoismo era capace di portare non solo a Millernia, ma per una serie di conseguenze, anche all'intero popolo di Gaea.
Le file dei nemici sono al contempo sia moderne sia estremamente classiche. L'elemento classico lo possiamo immediatamente ritrovare nell'identificazione rapida e veloce dell'Impero di Zeibach con il concetto stesso di Male. Sebbene Zeibach intendesse percorrere la propria strada per un fine a detta sua, benefico, quasi nessun spettatore vedeva nel piano dell'Impero un qualcosa di positivo. In questo senso, dunque, Zeibach, sebbene sia altamente contestualizzato, è semplicemente un regno fatto di crudeltà. Per fortuna che a risollevare le banali premesse di questa fazione nemica ci sono dei personaggi molto interessanti tra i quali spicca assolutamente Dilandau, probabilmente uno dei “cattivi” più atipici nonché personaggio chiave dell'intera vicenda.
Dilandau Albatou è il “nemico operativo” di quasi tutta la serie de I cieli di Escaflowne.
Per “nemico operativo” intendiamo che sarà l'unico a muoversi, assieme ai suoi soldati e sottoposti, per distruggere paesi, villaggi e regni (è stato lui, ad esempio, che ha raso al suolo l'intero regno di Fanelia).
Anche in tal caso vediamo come Escaflowne, nonostante tutto, riservi ai suoi spettatori, qualche novità.
Nei cartoni animati classici di tipo robotico, di fatti, le schiere nemiche erano davvero poco organizzate. Persino Neon Genesis Evangelion non approfondiva più di tanto gli intenti degli Angeli ed i loro movimenti. L'impero di Zeibach, invece, aveva un apparato, se pur sommario, piuttosto organizzato e vedeva delle vere e proprie organizzazioni paramilitari che agivano per conto dell'Impero stesso. Una di queste organizzazioni speciali era, per l'appunto, l'esercito personale di Dilandau. Ma torniamo alla caratterizzazione del personaggio. Dilandau è un comandante estremamente competente in battaglia, tanto che è riuscito in poco tempo a guadagnarsi la stima dell'Imperatore stesso. La crudeltà di questo ragazzo è senza pari ed è paragonabile forse al suo enorme narcisismo nonché al suo amore per i vini pregiati. Per Dilandau sarà un affronto tremendo quello di essere ferito al volto da Van; da quel preciso istante il comandante odierà fin nelle viscere della sua anima quel principe diseredato del suo stesso impero e non farà alto che dargli la caccia anche perché, ricordiamolo, l'intento di Zeibach era anche quello di impadronirsi dell'Escaflowne.
Va detto, a questo punto, che Dilandau era stato dotato di un'espressione facciale e mimica davvero senza pari fino ad ora: gli autori, di fatti, non si erano fatti problemi a sfigurare la sua faccia quando egli si trovava in situazioni di grande pericolo. Dato che quando si è a bordo di un Melef come quello di Dilandau l'unica parte del nostro corpo che rimane visibile è il volto, non è difficile immaginarsi come sia stato relativamente semplice concentrare l'attenzione dello spettatore unicamente sulle espressioni del personaggio in questione.
Contrariamente ad ogni aspettativa e andando completamente controcorrente rispetto all'incipit del genere classico robotico, Dilandau non fa altro che collezionare una vittoria dietro l'altra e questo perché il suo Melef ha una caratteristica davvero grandiosa; esso è dotato, di fatti, del famigerato Mantello Illusorio che gli consente di diventare praticamente invisibile.
Ovviamente il comandante avrà la meglio persino sul protagonista e su Allen Shezard arrivando persino a catturare l'eroe di Fanelia e consegnarlo, quindi, nelle mani di Folken, braccio destro dell'Imperatore (analizzeremo questo personaggio più avanti).
Naturalmente le cose cominciano a cambiare nel momento stesso in cui Van impara a percepire le presenze dei Melef nemici.
L'inizio del tracollo di Dilandau, però, non fa altro che renderlo ancor più interessante. Per prima cosa il suo orgoglio unito al suo sadismo e alla sua personalità estremamente disturbata (a causa di un passato a dir poco angosciante) finiscono con il renderlo completamente pazzo. Successivamente, dopo la morte della sua squadra personale, il lato umano di Dilandau viene sottolineato ancora di più in quanto scopriamo che, nonostante la squadra di questo comandante fosse tra le fila nemiche, essa era animata da profonda stima, rispetto ed ammirazione nei confronti di Dilandau. Il legame tra soldati semplici e comandante saranno talmente profondi che le anime stesse dei soldati torneranno sulla Terra per poter fermare Van nel suo intento di uccidere Dilandau. Pregevole era il passaggio inserito ne I cieli di Escaflowne in quanto poneva il protagonista in una sorta di ruolo di "carnefice", mentre il suo avversario nonche acerrimo nemico, come una povera vittima. Tra le altre cose lo stesso Dilandau dimostrerà al pubblico quanto teneva alla sua squadra nonostante il suo comportamento spesso violento ed irreprensibile poiché, alla fine della battaglia nella quale egli perderà tutti i suoi amici, il giovane rimetterà ed inizierà il suo agonizzante tracollo psicologico che lo porterà irrimediabilmente a perdere quella stabilita mentale imposta dall'Impero stesso di Zeibach. Dopo la sconfitta delle altre due comandanti scelte (che avevano la capacita di manipolare la loro fortuna), l'Impero di Zeibach, non sapendo dove poter trarre risorse, utilizzerà di nuovo Dilandau il quale, pero, si rifuterà categoricamente di scendere in campo. L'impero, allora, opterà per la "costrizione" operando sulla psiche del comandante lo stesso trattamento di manipolazione del destino che avevano effettuato quando egli era ancora piccolo.
La manipolazione del destino, in questo cartone animato cela il più grandioso ed inaspettato colpo di scena mai visto in una serie di anime robotico ed e proprio Dilandau il protagonista indiscusso di questo colpo di scena: egli, di fatti, una volta era proprio Celene, la sorella minore di Allen. Dilandau fu completamente trasformato sia nel corpo (cambio di sesso da femminile a maschile) sia nello spirito (da gentile e premurosa a sadico e distruttore).
Nel momento in cui, pero, il destino si faceva troppo pesante, Dilandau perdeva quell'equilibrio imposto dall'Impero e veniva assalito dall'angoscia e dal dolore. Folken, dal canto suo, e un personaggio il cui "stereotipo" verra successivamente seguito da moltissimi altri autori. Egli e il fratello maggiore di Van, ma nonostante faccia parte delle schiere nemiche e talmente calcolatore, calmo, pacato e ragionevole che a tratti ci pare quasi che sia lui nel giusto e non il contrario. Va detto che proprio questa sua caratteristica peculiare lo rende un personaggio abbastanza gradevole soprattutto per quanto riguarda il suo atteggiamento non solo verso l'impero di Zeibach, ma anche verso la fazione opposta (tenta sempre di instaurare un dialogo laddove sia possibile).
Dopo questa carrellata sulle personalità "nemiche", non potremo certo fare a meno di ammettere che i personaggi introdotti da Escaflowne fossero in qualche modo diversi dai classici avversari che avevano unicamente in testa la conquista della terra senza una motivazione plausibile alle spalle. Dopo Escaflowne, pero, quasi nessuno riprese le sua gesta. Va ottemperato che tra i vari titoli facenti parte del sotto filone del genere robotico c'è quello ambiguo e particolare che va sotto il nome di Magic Knight Reayerth. Scriviamo "ambiguo" e "particolare" in quanto il cartone animato era diviso in due parti (stagioni) e presentava una prima parte quasi esclusivamente fantasy, mentre l'altra estremamente più robotica.
Anche qui i "robot" non sono solo mere macchine, ma dei Guardiani (in lingua originale, comunque, erano stati chiamati Demoni Mana Guerrieri). Questi tre spiriti che rappresentavano rispettivamente le fiamme del fuoco, le onde del mare e la brezza del vento, traevano la loro forza e la loro energia proprio dal Mana, ovvero dalla fonte vitale del pianeta. Pure in questo caso I Mana Guerrieri potevano essere "attivati" unicamente dopo aver superato una difficilissima prova nella quale le protagoniste dovevano dimostrare la loro lealtà e la loro purezza di spirito.
Va detto che anche qui avevamo una sorta di piccola grande rivoluzione in quanto c'erano praticamente solo donne al comando dei "robot" (anche in Neo Ranga accadrà cosi). La seconda serie vedeva le tre protagoniste già in possesso dei loro Mana Guerrieri (in pratica la prima serie era servita loro solamente per risvegliarli e per combattere al loro interno per qualche episodio, non di piu). Il regno di Sephiro, che loro pensavano di aver salvato, e caduto, invece, nella più grandi devastazioni in quanto la colonna portante rappresentata dalla defunta principessa Emeraude non esisteva praticamente più.
A causa di ciò il mondo stava iniziando a sgretolarsi e ciò che era peggio e che numerosi nemici provenienti da tre pianeti diversi, avevano intenzione di conquistare Sephiro diventando colonne di quel regno.



























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