Introduzione e Storia
E' veramente molto difficile catalogare in un genere ben preciso
il manga di Bisco Hatori, intitolato Ouran Koukou Host Club.
Su carta dovrebbe essere semplicemente uno shojo manga (fumetto
giapponese per ragazze), ma in realtà la storia si
discosta moltissimo dai soliti canoni a cui siamo abituati
quando leggiamo un prodotto di questo genere. Proprio per
questa peculiarità Ouran Koukou Host Club potrebbe
scatenare nel lettore sentimenti a dir poco contrastanti.
Ma allora qual'è il giusto approccio da avere quando
ci si avvicina per la prima volta ad Ouran Koukou Host Club?
Per prima cosa è da premettere che, sebbene sia una
storia rosa, questo manga è più che altro una
commedia ironica, demenziale e farsesca per cui le note romantiche
che tanto piacciono ad alcune ragazze, sono quasi del tutto
assenti. Secondariamente è da sottolineare come Bisco
Hatori non sviluppi la trama del suo fumetto attraverso un
continuum temporale, ma che si diverti a creare storie sempre
diverse all'interno dello stesso tankobon che però,
rassicuriamo chi legge, non sono fini a se' stesse, ma sono
in qualche modo collegate da qualcosa. Questa scelta, che
potrebbe risultare a prima vista abbastanza azzardata, crea
un certo scompiglio nel fruitore che inizialmente non riesce
a capire dove voglia andare a parare di preciso l'autore.
Non a caso lo scopo principale di Bisco Hatori non è
quello di narrare una vicenda particolare bensì quello
di far divertire tantissimo il lettore. Visto e considerato,
però, che tale senso dell'humor si basa su fattori
piuttosto particolari (in seguito diremo su cosa di preciso)
è piuttosto lecito sostenere che Ouran Koukou Host
Club possa risultare addirittura sgradevole per tutti quei
fruitori che cercano nel fumetto unicamente storie serie ed
impegnate. E' importante sottolineare il fatto che l'ironia
di Bisco Hatori si basa non solo su fatti divertenti o spassosi,
ma anche su giochi di parole naturalmente giapponesi. In Giappone,
infatti, abbiamo una serie di parole che significano varie
cose (per esempio kami può significare sia Dio che
capelli che carta) vuoi per attribuzione grammaticale vuoi
per attribuzione sociale (il numero quattro in Sol Levante
è ritenuto essere di malaugurio un po' come il diciassette
qui in occidente per via di un'assonanza con la parola morte).
Naturalmente la casa editrice italiana ha pensato bene di
aggiungere delle note a piè di pagina con lo scopo
di spiegare queste differenze e quindi rendere chiare le battute
sarcastiche dell'autore. Purtroppo, però, tutte queste
spiegazioni diventano alla lunga ridondanti finendo inevitabilmente
per castrare la vera ironia che sta alla base del fumetto.
Il prodotto che ci troviamo davanti non presenta una comicità
infantile o insensata (come nel caso, ad esempio, di Excel
Saga, tanto per citare il titolo più grande di questo
filone), quanto piuttosto una critica sarcastica sul mondo
eccentrico ed assolutamente discutibile delle persone ricche.
L'idea non è originale in quanto è già
stata vista e trattata abbastanza bene in altri shojo manga
dove abbiamo solitamente un gruppo di giovani prestanti che
i quali sono in eterna competizione o con un altro gruppo
oppure con la protagonista di turno, a seconda delle situazioni.
Nonostante tutto Bisco Hatori riesce a delineare a tratti
ancora più marcati ed evidenti (esagerando a tratti)
la differenza sociale e l'ostentazione della ricchezza. Per
fare un rapido esempio possiamo fare riferimento alla scena
in cui i ricchi protagonisti di Ouran Koukou Host Club, vestiti
sempre in maniera davvero bizzarra per distinguersi il meglio
possibile dal popolino acquistano del caffè solubile
con il solo scopo di provare qualcosa di plebeo (primissimo
episodio del cartone animato, probabilmente una delle scene
più divertenti della puntata!).
Un altro elemento che potrebbe far allontanare il lettore
da Ouran Koukou Host Club è certamente la parziale
assenza di una storia romantica, vero fulcro di numerosi shojo
manga. Con questo non vogliamo certo sostenere che in questo
fumetto manchi totalmente una vicenda d'amore, ma il fruitore
deve essere ben consapevole del fatto che essa è assolutamente
marginale e che serve soltanto per delineare meglio il profilo
farsesco dell'unico ricco personaggio che riesce in qualche
modo a dimostrare ciò che prova, ovvero Tamaki, il
protagonista maschile di Ouran Koukou Host Club assieme ad
Haruhi. Egli, di fatti, nonostante il suo aspetto a dir poco
perfetto (biondo con occhi azzurri), si comporta in maniera
spesso strana, parla in prosa, pare che reciti sempre e alla
fine viene denigrato non solo dalla protagonista stessa, ma
anche dai suoi compagni i quali trovano assolutamente inquietante
il suo modo di agire.
Per quanto concerne i personaggi sicuramente possiamo dire
che Bisco Hatori ha avuto la straordinaria capacità
di svilupparli molto bene sia dal punto di vista di caratterizzazione
grafica che dal punto di vista di caratterizzazione psicologica.
E' incredibile e forse un po' strano vedere delle personalità
così forti e controverse proprio all'interno di un
manga così disimpegnato e comico come Ouran Koukou
Host Club, sta di fatto che è così.
Se poi ci fermiamo ad analizzare bene il prodotto scopriremo
che questa peculiarità non è certo così
strana. L'Host Club, di fatti, per attirare l'attenzione delle
ragazze, deve presentare una scelta differenziata di ragazzi
per soddisfare tutte le esigenze, così avremo i due
gemelli che inscenano atti d'amore omosessuale (va molto di
moda in Giappone... non chiedeteci perché!), il ragazzino
che dimostra di avere non più di sei o sette anni quando
ne ha più del doppio ed infine il bel tenebroso per
eccellenza.
Se prendiamo, poi, in esame la protagonista femminile, o ssia
Haruhi, possiamo certamente sostenere che è l'ambiguità
fatta persona; non a caso, nonostante sia una ragazza non
ci pensa su due volte quando le verrà proposto di far
parte dell'Ouran Koukou Host Club. Tale club non è
altro che una sorta di casa per appuntamenti in cui sono le
donne, anziché gli uomini, a comperarsi un giovane
“affittandolo”, così, per una notte di
passione. Assolutamente sconcertante è anche la posizione
stessa della protagonista la quale sostiene che non esiste
una così netta differenza tra i maschi e le femmine.
Il fruitore, in tal modo, si sente disorientato perché
non è in grado di inquadrare Haruhi in quanto non sappiamo
se la giovane è in realtà omosessuale oppure
desidera rimanere nel gruppo unicamente perché vede
quella avventura piccante nient'altro come un interessantissimo
gioco. La comicità di Ouran Koukou Host Club, tuttavia,
non la fa tanto Haruhi, quanto piuttosto Tamaki che del gruppo
è certamente la personalità più stramba,
più esasperata e più “ricca”. Il
protagonista maschile, di fatti, è un vero e proprio
narcisista; il suo atteggiamento borioso, però, è
talmente ridicolo da non risultare quasi mai fastidioso o
provocante, anzi... è il mezzo con il quale Bisco Hatori
riesce a fare dell'ironia nel suo irriverente fumetto. Per
quanto riguarda gli altri personaggi è da sottolineare
come l'autore riesca, attraverso un metodo narrativo scalzato,
ad isolarli e a presentarli al lettore volta per volta di
modo che quest'ultimo abbia ben chiaro quale che sia il carattere
e l'atteggiamento di ciascuno.
Passando rapidamente al lato grafico possiamo dire che il
tratto di Bisco Hatori non è eccelso in quanto pare
quasi essere uscito da un doujinshi (fumetto giapponese amatoriale
solitamente presentato in volumetti di circa 20 o 50 pagine);
nonostante ciò i suoi disegni trasudano di una certa
personalità artistica che li rende interessanti e unici
nel loro genere. Notevole anche se spesso passa inosservata,
è la cura nei particolari sia per quanto riguarda le
figure in primo piano che per quanto concerne la scenografia.
Il manga in questione non è consigliato ad una fetta
particolare di utenza; potenzialmente, infatti, chiunque può
leggere questo fumetto: sia i maschietti che le femmine. L'unica
nota dolente che è al contempo il punto di forza di
questa opera sta proprio nella sua ironia, davvero troppo
particolare per essere apprezzata da tutti e a priori.
Ricordiamo, infine, che in Giappone questo manga è
attualmente distribuito in 7 tankobon (volumetti giapponesi)
in una serie non ancora conclusa ed iniziata nel 2003 grazie
alla società editrice Hakusensha. La collana su cui
Ouran Koukou Host Club (la cui traduzione del titolo è
Liceo Ouran Host Club) è pubblicato è la Hana
To Yume Comics, mentre la rivista di serializzazione sulla
quale escono mano mano tutti i capitoli della storia, la LaLa.
Qui in Italia la localizzazione di Ouran Koukou Host Club
è stata a cura di Planet Manga Edizioni la quale ha
inserito un nuovo titolo, ovvero: Host Club – Amore
in affitto, ma ha come al solito dimostrato discreta cura
verso il prodotto. Per prima cosa è stato mantenuto
il formato dei volumetti ed anche la lettura all'orientale
(al contrario rispetto alla nostra), secondariamente l'impaginazione
è globalmente soddisfacente e anche la stampa risulta
di buona qualità.
Scheda informativa:
Titolo: Ouran Koukou Host Club (Il titolo tradotto dell'opera
è: Liceo Ouran Host Club. Qui in Italia è stato
pubblicato con il titolo di Host Club – Amore in affitto)
Casa Editrice: Planet Manga Edizioni
Numeri: Serie in corso, attualmente sono stati pubblicati
e distribuiti 7 tankobon (edizione sia giapponese che italiana)
Prezzo: 5, 00€
Autore: Bisco Hatori
Note
Nell'Aprile del 2006 è stata trasmessa sulla rete giapponese
NTV anche una serie TV basata su questo manga. Questo cartone
animato, che è ancora del tutto inedito in Italia,
è stato prodotto dallo Studio Bones. La regia è
di Takuya Igarashi. Il Character Design ed il Direttore dell'animazione
è Kumiko Takahashi (sotto la supervisione di Bisco
Hatori), mentre l'Art Director e l'Art Design è Norifumi
Nakamura.