Un mondo di manga e di anime giapponesi  

 

 

Le ali di Honneamise - Tenku no Honneamise








Paradossalmente, potrebbe essere annoverato tra i più grandi insuccessi dell’animazione nipponica. Vi spiego subito il perché del presunto paradosso. Tenku no Honneamise risale, originariamente, al 1987 (è stato ripubblicato nel 1994), anno in cui il budget a disposizione degli studi di animazione nipponici non era altissimo. A tutt’oggi, il più ambizioso prodotto di sempre è Mononoke Hime, del maestro Miyazaki, 130 minuti di animazione per un costo complessivo di 11 milioni di dollari. Nulla in confronto agli ultimi "colossal" della Disney (non me ne vogliano gli estimatori dei leggendari studios americani): basta sapere che l’ultimo "Tarzan" è costato la bellezza di 150 milioni di dollari… Cosa c’entra con Honneamise? Il film in questione fu realizzato impiegando 400 milioni di yen, ovvero una cifra spaventosa per i parametri dell’epoca. Gli incassi a malapena coprirono la metà della cifra…



C’è qualcosa che non va quindi? Osservandolo attentamente, apprezzandone appieno la profondità narrativa, unita ad una realizzazione tecnica eccellente, quasi non si riesce a comprendere il perché del flop. Si narra della storia di un pilota del Regio Corpo Spaziale, un certo Shirotzu Lhaddat. E’ un corpo che non parrebbe avere alcuna ragione di esistere: lo scopo è quello di costruire un vettore in grado di portare l’uomo nello spazio. Solo che il pianeta teatro della storia non è la terra e non è chiaro il motivo che spinge gli appartenenti al Corpo Spaziale ad affaticarsi tanto per raggiungere il loro obiettivo. In effetti nessuno riesce a giustificare né l’ostinazione generale nel perseguimento di tale, vana impresa, né lo stanziamento di fondi che dovrebbero essere destinati a questioni ben più materiali e pressanti. Shiro, un giovane semplice e spensierato di estrazione contadina, si offre come pilota per la storica missione. Fa da sfondo alla storia principale, la sottotrama della guerra, momentaneamente sopita, tra i due regni che si contendono, bellicosamente, navigando sulla superficie del pianeta. E’ un pianeta apparentemente molto simile alla terra, ma differenziato da un processo evolutivo molto diverso. Pur non sfociando nello steampunk duro e puro, si nota prepotentemente l’assenza di materiali costruttivi avanzati: il legno sembra predominare in tutto.

E’ un capolavoro di design: i ragazzi della Gainax (si trattava della prima opera del dinamico e apprezzato gruppo: molti sono concordi nell’affermare che si tratta della loro più riuscita opera) si prodigano nella rappresentazione di usanze e tecnologie che, pur risultando diverse da quelle terrestri, risultano estremamente verosimili, per nulla campate in aria, come se non fossero frutto della fervida fantasia degli autori. In pratica non esiste una religione, anzi, non viene praticata da nessuno. Ma ci sarà comunque qualcuno (anzi, qualcuna ;)) che darà a Shiro la possibilità di credere. Possibilità che Shiro non si lascerà sfuggire e rivelerà, totalmente, nell’attimo più splendente della sua ordinaria esistenza. Le musiche che accompagnano il film (che poi non ha avuto forti guadagni) sono alquanto atipiche e potrebbero risultare un tantino "indigeste". Sono state composte da Ryuchiro Sakamoto, che in seguito realizzerà molte colonne sonore, tra cui quelle di "L'ultimo imperatore" e "Piccolo Buddha". Le ali di Honneamise resta comunque un vero classico dell’animazione, non solo nipponica. Potrebbe essere riproiettato in questo stesso momento nei cinema di tutto il mondo: non avrebbe nulla da invidiare a prodotti blasonati che, in realtà, sono la rappresentazione tangibile del concetto di tutto fumo e niente arrosto.



























| Fumetti | dragon ball | | Disegni Winx | Dragon Ball Z | Carte Yugioh | Barbie Bratz | |
Contact | Pagati per scrivere | Disclaimer
| Dragonball X | Dbz | Dragon Ball XDragonball | Lamu' - sexy del manga | ©2007 Swami and Angelichan Text - Non Profit Work _ Special Thanks to Chan and Amuzami Channel. Tutti i diritti riservati