Testa di ponte per lo sbarco dei manga in Italia [i primi
che ho letto, comunque, sono "Cream Lemon" (chi
se lo ricorda?) e "La Clinica dell’amore"
], oltre che fonte di fama imperitura per i due autori, prima
sconosciuti, Buron Son e Tetsuo Hara, HNK più che un
manga da non perdere è una vera e propria pietra miliare.
Conosciuto praticamente da tutti, continua ad essere riproposto
ad intervalli quasi ciclici da molte emittenti locali, ricevendo
larghissimi e continui consensi. Ad accrescere la sua fama,
gli interventi di giornalisti scarsamente informati e psicologi
che non ne hanno visto neanche una puntata capaci di attribuirgli
tutti i mali della società contemporanea. Un gruppo
di bestie lancia pietre da un cavalcavia ? Colpa di Ken. La
violenza giovanile dilaga ? Colpa di Ken. Ti droghi ? Avrai
visto Ken drogarsi in televisione. Usi un cavallo alto al
garrese 3 metri per camminare tra la folla, calpestando il
maggior numero possibile di passanti ? Colpa di Raoul. Allora
sapete spiegarmi perché io non faccia niente di lontanamente
simile a quanto detto, nonostante reputi HNK uno dei migliori
manga ? Semplicemente perché riesco a scorgere (e come
me fanno tutti gli altri appassionati che conosco) senza alcuno
sforzo i veri sentimenti che questo manga vuole trasmettere.
Tutti i personaggi positivi presenti nella serie sono costantemente
in lotta, impegnati nella riconquista di valori che diano
un senso alla vita: amicizia, amore, speranza. E in un futuro
degradato oltre ogni più perversa immaginazione, l’unica
legge rispettata è quella della violenza. Strumento
usato, mai ingiustificatamente, da Ken per riportare la luce
sulle tenebre dell’ingiustizia e dell’arroganza.
Tutti i personaggi sono adeguatamente caratterizzati e molte
loro caratteristiche, così come i particolari del loro
passato, vengono svelati durante lo svolgersi della storia,
che tende a divenire un po’ ripetitiva col susseguirsi
degli scontri. Ma a tenere alta l’attenzione è
l’introduzione di nuovi personaggi col loro strascico
di vicende. In HNK viene raggiunta l’apoteosi del combattimento:
in nessun altro manga gli scontri risultano così avvincenti
(escludendo Super Shin, che non ho letto e quindi non posso
giudicare). Come già detto in precedenza, HNK non è
solo violenza, non è solo sangue. Personalmente, è
un manga che riesce a commuovermi, più che istigarmi
alla violenza (obbiettivo che gli autori non si sono mai prefissi,
diversamente da quanto i media tradizionali vogliono farci
credere): riesco quasi a percepire la gioia degli oppressi
che trovano in Ken il motivo per sperare ancora. HNK è
anche un anime, che probabilmente tutti avrete visto: la storia
differisce alquanto da quella originale, nessun cambiamento
radicale comunque.
LKL