Introduzione: L'anime che stiamo per recensire e' stato tratto
da un fumetto che e' nato dalla penna dell'autrice Yoko Kamio
ed e' stato pubblicato per la prima in volta in Giappone nel
lontano 1992. Anche qui in Italia abbiamo avuto la fortuna
di poterlo leggere con il suo titolo originale, quanto bizzarro,
ovvero: Hanayori Dango. Occorre fare una piccola analisi del
titolo per capirne il suo vero significato: letteralmente
il titolo si tradurrebbe in questo modo “Meglio il pane
che i fiori”. Come alcuni sapranno, però, nella
lingua giapponese una parola può significare diverse
cose. Il suo significato, infatti, cambia solo su carta quando
la stessa parola viene scritta in kanji (uno dei quattro sistemi
di scrittura giapponese assieme all'hiragana, al katakana
e al romanji). Un esempio lampante può essere quello
di Kami che significa sia carta che capelli che divinità.
Da puntualizzare anche che “Meglio il pane che i fiori”
e' un detto tipicamente giapponese che vuole intendere specificatamente
che nella vita occorre dare maggiore importanza alle cose
concrete ed utili (il pane) piuttosto che alle cose frivole
ed inutili (i fiori). Yoko Kamio si diverte con un simpatico
gioco di parole scrivendo Dango non con il kanji di “Pane”,
bensì con il kanji di “Ragazzi” (un suo
secondo significato), così il titolo si trasforma in:
“Meglio i ragazzi che i fiori”. In tal modo sono
i ragazzi che rivestono un ruolo di primo piano nella vita
di una persona e più specificatamente della protagonista
della nostra storia.
Note: Come già accennato nell'introduzione, Hanayori
Dango e' stato per prima cosa pubblicato e distribuito in
Giappone sotto forma di manga in 36 volumetti (tankobon giapponesi)
nel 1992 in una produzione a cura della società editrice
Shueisha. La collana di appartenenza di questo fumetto era
la Margaret Comics, mentre la rivista dove e' stato originariamente
pubblicato fu la Margaret. Tre anni dopo fu distribuito anche
il primo artbook (libro di illustrazioni interamente a colori)
di Hanayori Dango dal titolo “Hana Yori Dango –
Yoko Kamio Irasutoshuu”. Qui in Italia, il fumetto di
Yoko Kamio ha visto la luce nel 2002 grazie all'opera di Panini
Comics. Sfortunatamente la casa editrice italiana non ha mostrato
grandissima cura nella pubblicazione di questa opera. Per
prima cosa e' stato scelto il formato italiano anche detto
“a pizza” o “a schiacciata” proprio
per il suo esiguo spessore e così i volumi sono diventati
72 anziché 36. Inoltre la rilegatura risultava abbastanza
sommaria e l'inchiostro usato per la stampa di pessima qualità.
Il fumetto ha mantenuto il suo titolo originale con l'aggiunta
della traduzione italiana dello stesso sulla parte più
esterna della cover. Una differenza sostanziale tra il manga
e l'anime dal punto di vista tecnico e grafico e' che nel
fumetto possiamo notare un progressivo e costante miglioramento
del tratto dell'autrice: da confusionario e “sporco”
a pulito ed organizzato. Nel cartone animato, che comunque
e' stato rilasciato solo in seguito, non esiste questa evoluzione
perciò abbiamo una maggiore costanza nel character
design che risulta molto fedele all'originale cartaceo sia
per quanto concerne la realizzazione dei personaggi principali
che per quanto riguarda i secondari. La fedeltà al
manga non si riduce alla mera veste grafica, ma anche alla
trama che e' praticamente quasi del tutto uguale a quella
del fumetto (in tal modo lo spettatore non rimane disorientato
e riesce a seguire meglio la successione degli eventi descritti).
La colonna sonora e' a dir poco geniale: quasi tutti i brani
si adattano perfettamente alla situazione (per esempio, abbiamo
un passaggio di musica classica abbastanza frivolo al passaggio
di personaggi quali gli F4, proprio per delineare il suo ceto
sociale altolocato) e sono qualitativamente eccelsi.
L'unico vero neo del cartone animato e' che esso non ricopre
che la metà del manga originale, ma i fan di Hana Yori
Dango non devono disperare! Infatti e' in progetto una seconda
serie dell'anime che potrà, quindi, concludere tutta
la vicenda. Per dovere di cronaca, comunque, e' bene sottolineare
che la scelta di terminare il cartone verso la metà
del fumetto non e' stata né una scelta arbitraria né
una scelta legata al budget (infatti questa opera e' sempre
stata piuttosto apprezzata in Giappone, sia su carta che su
pellicola). Nell'anno, infatti, in cui e' stata prodotta la
serie TV il fumetto di Hana Yori Dango non era stato ancora
concluso per cui non e' stato praticamente possibile terminarlo
nella trasposizione animata. Una scelta, quindi, logica e
indiscutibile.
Per terminare, rammentiamo che l'anime, in 51 episodi, e'
stato trasmesso anche in Italia presso un noto canale satellitare
e che quindi non ha avuto molto riscontro sul pubblico (ne
avrebbe avuto molto di più se fosse stato trasmesso
su reti pubbliche o se fosse stato distribuito da qualche
società editrice italiana di anime). Di Hana Yori Dango
esiste anche un film auto conclusivo con attori in carne ed
ossa.
Scheda informativa
Titolo: Hana Yori Dango (titolo in italiano: Meglio i ragazzi
che i fiori)
Formato: Serie TV
Genere: Commedia, Romantico
Numero di episodi: 51
Durata a episodio: 23 minuti circa
Note: Deve essere rilasciata una seconda serie che fa riferimento
alla seconda ed ultima metà del fumetto.
Storia:
La nostra protagonista si chiama Tsukushi Makino, ha sedici
anni e la sua famiglia appartiene alla così detta “media
borghesia” o classe media. La sua vita viene totalmente
stravolta quando i genitori, pensando di fare del bene alla
figlia, decidono un bel giorno (si fa per dire) di iscriverla
all'istituto Eitoku che si trova presso il distretto di Yamanote.
Tale istituto e', in realtà, un prestigioso collegio,
assolutamente privato ed esclusivo frequentato unicamente
da figli di papà il cui unico loro problema e' quello
di scegliere un auto di lusso o cercare l'abito più
costoso della città . I genitori della protagonista
in verità sperano che la figlia lì possa trovare
un buon partito in grado di mantenere non solo lei, ma anche
la sua stessa famiglia! Nell'istituto esiste un gruppo di
quattro giovani ragazzi i quali dominano praticamente tutta
la scuola: i ragazzi in questione sono viziati ed hanno ottenuto
praticamente tutto dalla vita, ma proprio per questa ragione
si sentono i primi nel mondo perché i più eleganti,
i più belli e soprattutto i più potenti. Questa
insolita banda viene conosciuta con il nome di F4 (ovvero
Flowe Four – i quattro fiori).
La differenza sociale della protagonista nonché, ovviamente,
la diversa educazione che le e' stata impartita fin da quando
era piccola le causeranno non pochi problemi all'interno del
prestigioso collegio: Tsukushi, di fatti, non riesce proprio
a mandare giù il comportamento frivolo delle sue compagne
di classe. Nonostante questo la ragazza si mette in testa,
anche per rispetto del sacrificio dei suoi genitori, di trascorrere
i tre anni del liceo in tranquillità senza dare troppo
nell'occhio con il suo carattere notoriamente irruento ed
aggressivo. La giovane, quindi, si trattiene in ogni situazione,
anche la più difficile o spiacevole, e si dimostra
sempre molto tranquilla e calma con tutti. Però, purtroppo,
ben presto la protagonista dovrà fare i conti con la
vera se stessa e giungerà il momento in cui arriverà
la famosa goccia che farà traboccare inevitabilmente
il vaso. Un giorno, infatti, l'amica del cuore di Tsukushi,
Makiko Endo cade proprio davanti agli occhi della ragazza
per le scale finendo addosso al leader indiscusso degli F4:
Tsukasa Domyoji, un baldanzoso giovane con i capelli ricci
e dall'aspetto altolocato, ma graffiante. Il comportamento
del capo della banda, arrogante, sprezzante, prepotente ed
anche borioso nei confronti della povera studentessa finisce
per far risvegliare tutta l'energico carattere di Tsukushi
la quale decide, quindi, di ribellarsi al dominio dittatoriale
degli F4 decretando ufficialmente l'inizio della sua stessa
fine. Il giorno successivo la protagonista inizierà
ad essere perseguitata da tutti, presa in giro dalle compagne,
canzonata dai ragazzi, attaccata ed umiliata in special modo
dagli F4. Le uniche conoscenze che aveva finiscono per evitarla
proprio per paura di ripercussioni da parte della banda della
scuola. Il mobbing e' estremo: a Tsukushi viene praticamente
imposto di ritirarsi perché considerata non degna di
frequentare l'esclusivo istituto Eitoku. Fortunatamente, però,
la ragazza saprà tirare fuori non le sue unghie, ma
dei veri e propri artigli che le consentiranno di contrattaccare.
Non a caso il significato del nome della protagonista, Tsukushi,
e' proprio quello di “Erbaccia”. Anche in tal
caso l'autrice usa un sostantivo adatto alla situazione: l'erbaccia,
infatti, se recisa diventa sempre più rigogliosa e
selvaggia, se calpestata non si fa nulla, e' capace di resistere
a qualsiasi cambiamento climatico o intemperia; in maniera
molto simile la giovane sarà capace di difendersi adeguatamente
dai suoi compagni e avrà anche il tempo di avvicinarsi
agli F4 per scoprire un po' qualcosa su di loro (come nel
detto cinese: tieni il tuo amico vicino ed il tuo nemico ancora
più vicino).
In particolare Tsukushi rimane sinceramente colpita dal bello
e tenebroso Rui Hanazawa, il più tranquillo e calmo
degli F4. Straordinariamente il ragazzo si dimostra nei suoi
confronti piuttosto gentile (anche se il suo atteggiamento
rimarrà sempre abbastanza rude) finendo così,
per conquistare il cuore di Tsukushi la quale, però,
inizialmente lo nega a tutti, persino a se stessa. Allo stesso
tempo però, il carattere impavido della protagonista,
il suo modo di fare, sprezzante del pericolo e non curante
delle diversità sociali colpiscono proprio l'arrogante
Domyoji facendo nascere il lui un sentimento profondo che
non aveva mai conosciuto sino ad ad allora. Il ragazzo, però,
si dimostrerà immediatamente una vera e propria frana
nel corteggiamento della protagonista in quanto finirà
sempre per trattarla male o per denigrarla (un po' come accade
nel recente Hot Gimmick dove il ricco di turno tratta la presunta
fidanzata come se fosse una schiava). In ogni caso si formerà
inevitabilmente il tipico triangolo amoroso che si risolverà,
come nella migliore delle tradizioni, al termine di Hana Yori
Dango.