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Gravitation - INTRODUZIONE

Si tratta probabilmente del cartone animato dalla colonna sonora più avvincente e “roccheggiante” di tutte, si tratta quasi sicuramente dell'anime con il più alto tasso di bei ragazzi esistente al mondo. Stiamo parlando, naturalmente, del grande Gravitation di Maki Murakami. Moltissimi, probabilmente, non conosceranno questo titolo, nemmeno per sentito dire e questo, sicuramente, per due ragioni principali: la prima è che Gravitation, se pur estremamente famoso in Sol Levante, è del tutto inedito qui in Italia dove non è stato importato nemmeno il fumetto (ricordiamo, però, che la Kabuki Publishing Edizioni ha acquistato i diritti del manga quindi è molto probabile che venga pubblicato molto presto), la seconda è che questo cartone animato fa parte del lungamente dibattuto genere dello shonen-ai. Shonen-ai significa, letteralmente, Ragazzi-amore e indica quelle storie che presentano degli amori omosessuali tra due uomini. Questo termine non va confuso con Yaoi in quanto lo shonen-ai ci mostra dei rapporti sentimentali romantici, spesso addirittura platonici, mentre lo Yaoi si concentra anche su scene più piccanti e decisamente vietate ai minori.

Gravitation è, quindi, un cartone animato adatto ad una fascia d'età giovanile, ma potrebbe non piacere proprio perché il protagonista si innamora perdutamente di un bel biondino misterioso e dal carattere veramente molto difficile.
In Giappone l'anime di Gravitation è stato trasmesso mentre Maki Murakami stava ancora lavorando sulla sua opera cartacea e per questa stessa ragione si sono create delle differenze non molto grandi, ma comunque sostanziali, tra la versione del manga e quella dell'anime. Chi ha già letto il fumetto, nel visionare il cartone animato, si accorgerà di quante scene siano state sfumate per poter rendere il prodotto più appetibile per tutti.

Questo fattore unito allo scarso numero di episodi della serie (solo tredici) creano le più grandi problematiche strutturali di Gravitation. Innanzi tutto la brevità del cartone costringe la sceneggiatura a compiere dei tagli (analizzeremo questo aspetto più avanti), secondariamente i rapporti sentimentali del protagonista sono stati smussati, rendendo l'anime meno shonen-ai e quindi meno caratterizzato visto che era proprio questo aspetto che lo contraddistingueva dalle altre produzioni. In poche parole crediamo che la vera storia di Gravitation sia narrata sul manga, fedele sia al suo genere che alla volontà stessa di Maki Murakami.

E' bene sottolineare, tuttavia, che Gravitation è famoso e gode di un'ottima popolarità in Sol Levante non tanto per le storie d'amore tra i vari personaggi, ma alla profondità degli stessi; la caratterizzazione dei protagonisti delle vicende di Gravitation risulta, infatti, davvero notevole e, soprattutto, contestualizzata in una vita reale. Spesso negli shojo manga (fumetti giapponesi per ragazze) capita di vedere una protagonista femminile costantemente alle prese con la propria storia d'amore e capace di vivere i suoi sentimenti senza tenere minimamente conto di fattori esterni quali lo studio (se si tratta di una studentessa), la carriera (se si tratta di una donna con un lavoro) o semplicemente il caso (determinato da elementi che non fanno parte dell'esistenza del personaggio in questione, ma che vi entrano e ne determinano, se pur in parte, la vita). Questa scelta mira a voler dare spessore massimo ai momenti “rosa”, ma al contempo rende la storia davvero poco credibile e verosimile. In Gravitation tutto questo non accade e di fatti l'amore è visto per il protagonista solo un modo per poter rendere meglio nel lavoro; non a caso il ragazzo utilizza i propri sentimenti come mezzi per ispirarsi nella stesura dei testi delle canzoni della sua band musicale.

Nonostante il protagonista ci appaia immediatamente come un giovane instabile emotivamente, fragile ed impulsivo, egli dimostrerà al pubblico di avere coraggio e volontà da vendere tanto che sarà capace di tirarsi fuori da molteplici guai (sia nella vita privata che in quella lavorativa) e non solo! Sarà sempre lui a dare una mano alla persona che ama di nascosto (generalmente, nei fumetti rosa giapponesi, è l'oggetto del desiderio l'elemento forte nella coppia).

Questi aspetti, di notevole rottura con una lunga tradizione fatta di cliché e di situazioni già viste, vengono, tuttavia, sfumati nella versione animata dove pare che la sceneggiatura abbia tempo unicamente per caratterizzare con la dovuta cura Shuichi, il protagonista assoluto di Gravitation. Tutti gli altri personaggi, che nel manga avevano un ruolo davvero sostanziale a livello di trama (l'esempio più grande è Yuki che nel cartone animato viene privato di gran parte del suo passato e quindi delle sue motivazioni più recondite), sono qui solo abbozzati.

Questa scelta potrebbe notevolmente deludere ed allontanare tutti i fan che tanto avevano amato il fumetto, mentre potrebbe lasciare impassibile la restante fetta del pubblico che potrebbe erroneamente considerare Gravitation (in qualità di opera di Maki Murakami), un titolo alquanto frivolo e quindi di serie B (nonostante i fantastici siparietti di Shuichi e la sua prorompente vitalità).
Per quanto riguarda il lato tecnico e grafico del cartone animato c'è da dire che il protagonista (ma anche la maggior parte dei personaggi, anche i più secondari) hanno subito un cambio di impostazione artistica che non passa inosservato. Nella versione anime, infatti, tutti ci appaiono più kawaii (termine giapponese che indica tutto ciò che è particolarmente carino, tenero e dolce) grazie anche a un tratto più morbido e tondeggiante. Questa decisione, piuttosto discutibile perché falsa totalmente lo stile di Maki Murakami, è stata probabilmente presa per attrarre l'attenzione di tutto quel pubblico per la maggior parte femminile che adora il genere dello shonen-ai e che lo segue soprattutto per la bellezza “innocente” e rosea dei vari protagonisti.

Nel fumetto di Gravitation, infatti, l'autore si divertiva a mostrarci Shuichi in due differenti situazioni nelle quali lo rappresentava in maniera totalmente diversa: nelle occasioni divertenti o canzonatorie, il protagonista veniva spesso ritratto in stile deformed (termine con il quale si indica un disegno dove le proporzioni anatomiche sono completamente sfalzate, un po' come se i personaggi fossero dei pupazzi), mentre in momenti seri il giovane acquistava un aria maggiormente matura e grave. Questa “tecnica artistica” veniva usata da Maki Murakami anche per quanto riguarda altri personaggi, primo tra tutti Ryuichi della band dei Nittle Grasper.

Per questa stessa ragione il character design di Hiroya Ijima potrebbe lasciare alquanto perplessi tutti i fan di Gravitation che non potranno fare a meno di non notare il notevole stacco grafico tra la versione anime e quella manga.
Fortunatamente la regia riesce a risollevare i toni del cartone animato grazie al genio di Shinichi Watanabe e Bob Shirahata (presenti in altri anime come, per esempio, Excel Saga e Kodomo no Omocha) i quali hanno avuto il grande merito di gestire magistralmente tutte le scene comiche della serie nonché di utilizzare al meglio il budget davvero molto ristretto dato dalla produzione, sfruttando il più possibile lo stile deformed e abbondando con i primi piani unendo, così, l'utile al dilettevole visto e considerato che in questo modo si attrae l'attenzione del pubblico femminile che generalmente si concentra maggiormente sulle espressioni facciali.
Per quanto concerne la sceneggiatura, nelle sapienti mani di Michiko Yokote (già presente in altri progetti quali quello di Strange Dawn), c'è da dire che è riuscita, almeno in parte a mantenere lo spirito e l'atmosfera del manga; il vero problema è che la caratterizzazione dei personaggi lascia alquanto a desiderare (come avevamo già accennato). Fortunatamente ci sono dei momenti nel cartone animato che riescono addirittura a superare il fumetto come, ad esempio, durante la sfida canora tra i Bad Luck e gli ASK.

L'animazione, a differenza della regia, risulta essere oltremodo scarsa, specialmente in esterni, laddove la folla rimane spesso ferma, le automobili si muovono in maniera davvero innaturale e le luci sono gestite talmente male da riuscire persino a falsare i colori dei personaggi.


Fortunatamente, però, a risollevare notevolmente la qualità piuttosto scarsa del cartone animato, c'è la colonna sonora fatta di tantissime canzoni, una più bella ed orecchiabile dell'altra. Tutti i brani cantati delle band musicali presenti nell'anime, sono riproposti in CD veri che suggeriamo di acquistare. Anche le melodie di accompagnamento sono ottime, sempre adatte alla situazione. Ricordiamo, infine, che Gravitation, completamente inedito qui in Italia, è stato trasmesso per la prima volta in Giappone nel 2000 in una produzione a cura di Sony Magazine, MOVIC, Maki Murakami, SPE-Visual Works e Wowowo. Lo staff dell'anime era così composto:
Soggetto: Maki Murakami
Regia: Bob Shirahata e Watanabe Shinichi
Sceneggiatura: Yokote Michiko
Character Design: Ijima Hiroya
Animazioni: A cura dello studio Deen
Musiche: Kodama Tamashi



























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