Ormai è chiaro… il Cyberpunk
è oramai una corrente di pensiero ben definita, che
non racchiude solo la letteratura, ma anche la cinematografia
e i lungometraggi.E, per la felicità di tutti gli
appassionati, i capolavori non mancano.
Ne è la prova il bellissimo film animato Ghost
in the Shell - Lo Spirito nel Guscio, prodotto in patria
nel 1995 e giunto in Italia in sordina da poco tempo.
La storia, proiettata in un probabile futuro, è
di un ufficiale delle forza di sicurezza Motoko Husanagi,
un’androide dalle sembianze femminili, che si trova
a dover catturare un misterioso criminale che cela la
sua identità sotto lo pseudonimo di Signore dei
Pupazzi.
La sceneggiatura è molto particolareggiata e tratta
uno degli argomenti più difficili da sviluppare,
le origini della personalità.
La nostra eroina è stata creata esclusivamente
per lavorare nella Sezione 9; il suo corpo, completamente
in titanio, racchiude delle cellule umane dalle quali
si è sviluppato uno spirito.
In questo nostro futuro lo spirito è controllato
scientificamente… ma un essere così perfettamente
simile alla copia umana non può non porsi delle
domande sulla propria origine. Husanagi possiede infatti
un volto umano, ma da esso non si coglie alcuna emozione,
in realtà a tradire i suoi sentimenti sono il più
delle volte l’intonazione della voce e alcuni suo
comportamenti.
Durante il film, infatti, viene evidenziato un suo particolare
hobby: nonostante il peso eccessivo del suo corpo essa
ama immergersi in acque profonde per poi lasciarsi portare
in superficie dai galleggiatori… come una rinascita.
Inoltre intorno a se ha individui androidi come lei,
o comunque potenziati artificialmente… cos’è
dunque che crea lo spirito? E’ importante essere
completamente umani, o basta avere la cognizione di se
stessi per ottenere un anima? Cosa definisce un essere
vivente?
Tutte le sue domande ottengono una risposta non appena
Husanagi entra in contatto mentale con il Signore dei
Pupazzi. Questo personaggio non ha corpo e non in realtà
un criminale: esso è stato creato come un programma
di spionaggio, ma nel corso delle sue missioni acquista
una memoria personale e quindi la conoscenza di se, permettendogli
di sfuggire attraverso la rete ai suoi creatori e di vivere
indipendentemente. E soprattutto di cercare un essere
simile a lui: artificiale, ma con una propria personalità.
Attraverso il loro contatto il Signore dei Pupazzi svela
di non avere più dubbi sulla sua identità
di essere vivente… ma che per completare il suo
processo deve riprodursi e sacrificarsi per creare una
progenie varia come il DNA umano. Per far questo ha bisogno
di Husanagi, con la quale vuole fondersi.
Lei, in un momento così difficile, svela una debolezza
che la rende ancora più umana, è incerta
e spaventata di perdere la propria identità.
Ma infine accetta guadagnando una percezione inimmaginabile
e sicuramente superiore ai suoi creatori… è
una nuova vita.
Durante il film, le immagini, così straordinariamente
realistiche creano scorci di un mondo affollato e caotico,
dove è possibile trovare silenzi infiniti e squarci
di luce. L’ambientazione è molto simile a
una pietra miliare del Cyber, Blade Runner, i temi trattati
invece ci riportano alla mente i testi di Asimov.
Il tutto è accompagnato da una splendida colonna
sonora… una fusione di stili, dai nostri Gregoriani,
alle internazionali musiche new age, che durante le pause
cinematografiche aiutano e stimolano le riflessioni sugli
argomenti trattati.
E’ sicuramente un’opera notevole e da non
perdere, l’unico difetto si scopre alla fine…
in effetti per le trattazioni che espone 80 minuti non
sono sufficienti!!!
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