Un mondo di manga e di anime giapponesi  

 

Termini legati ai gadget degli anime e dei manga







Come abbiamo visto, o meglio, intravisto, nel corso delle nostre recensioni dedicate a cartoni animati giapponesi e fumetti orientali abbiamo potuto vedere come le produzioni di questo tipo siano seguite da una marea indistinta di gadget di vario tipo e natura.

Tra questi abbiamo già analizzato tutti i tipi di CD, ovvero gli OST (colonne sonore), i Drama CD (i cd contenenti le parti recitate), i Vocal Collection (i cd con le canzoni) e altri CD ad essi affini. Non esistono solo i CD nel grande panorama del merchandising legato ad un fumetto o a un cartone animato giapponese. Di fatti possiamo trovare moltissimo materiale “cartaceo”, tutto nominato attraverso definizioni ben specifiche che andremo a analizzare in questo glossario sulla cultura generale degli anime e dei manga.

Tra il materiale cartaceo possiamo, per prima cosa, trovare gli Artbook. Gli Artbook non sono altro che libri illustrati dalla lunghezza estremamente variabile caratterizzati dal fatto che contengono solo disegni e quasi sempre tutti colorati. La copertina degli Artbook può essere “Soft”, ovvero di cartoncino (nelle edizioni propriamente più economiche) o “Hard” nel caso in cui essa stessa sia ben rigida (nelle edizioni d'elite). Gli Artbook, poiché non sempre vengono stampati, pubblicati e distribuiti in gran numero, possono iniziare ad aumentare notevolmente di valore nel caso in cui quello stesso albo sia richiesto da sempre più persone. Un esempio lampante di Artbook raro e richiesto è naturalmente il Der Mond di Neon Genesis Evangelion, mentre, nell'ambito degli Artbook legati a videogiochi, possiamo dire con assoluta certezza che uno dei più rari sia il Perfect Works di Xenogears. Ovviamente, proprio alla luce di questo, gli Artbook possono subire delle grandiose impennate di prezzo che possono convincere gli editori eventualmente a pubblicare delle ristampe, come nel caso di Serial Experiments Lain.

Anche se un Artbook è estremamente comune in Giappone non è detto che qui abbia un prezzo limitato... purtroppo moltissimi venditori lucrano su questo genere di merchandising in quanto uno dei più richiesti e gettonati al momento (assieme alle statuette di cui parleremo più in seguito). Alcune persone pensano, in maniera del tutto erronea, tra l'altro, che se non un Artbook non si trova qui in Italia, lo si potrà certamente scovare in Sol Levante. Niente di più falso. Purtroppo sono molto frequenti i casi in cui un libro di illustrazioni sia estremamente gettonato anche in Sol Levante a tal punto che chi ce l'ha non vende praticamente mai. Un caso lampante nel mondo dei fumetti è Blame, mentre per quanto concerne il mondo dei videogiochi è certamente Nights (anche se, in tal caso, preferiremmo chiamare quell'Artbook un libro illustrato più che un libro di illustrazioni!).
Naturalmente un Artbook ha anche dei sotto generi... uno dei più famosi è sicuramente lo Sketch Book. Lo Sketch Book è propriamente un testo in cui viene riportato una serie indistinta di disegni preparatori o schizzi (Sketch, per l'appunto) da cui è stato poi costruito ed imbastito il prodotto finale. Va detto che questo genere di Artbook non è molto commerciabile qui in Italia in quanto l'utenza nostrana lo vede un po' come un prodotto di serie B destinato unicamente ai veri fan e cultori di una data serie e questo perché in linea di massima, uno Sketch Book contiene pagine prevalentemente in bianco e nero o in scala grigi.
Tra il materiale cartaceo troviamo, naturalmente, i poster, i mini poster e i poster di tela. I poster sono stampati quasi sempre su carta plasticata e quindi di pessima qualità, mentre i poster di tela non sono solo molto più grandi di quelli normali, ma sono estremamente più resistenti e più belli. I mini poster, invece, sono i più particolari tra tutti sia come formato che come uso. Il formato di un mini poster, di fatti, è lungo, stretto e piuttosto piccolo (circa 16 centimetri). In Giappone solitamente si usano dei mini poster per fare pubblicità ad un prodotto quindi questo genere di merchandising rientra nel puro collezionismo in quanto questi mini poster non vengono venduti, ma consegnati ai rivenditori in forma gratuita i quali poi li rivendono a prezzi contenuti a chi li desidera. Dato che molti dei mini poster vengono altresì gettati o distrutti, il valore degli stessi aumenta considerevolmente con il passare degli anni.
Proseguiamo con la nostra carrellata di gadget di tipo “cartaceo” elencando quelli che, probabilmente, sono i prodotti più gettonati in oriente, ovvero gli Shitajiki e le Trading Card. Gli Shitajiki sono dei “fogli plasticati” semi rigidi che raffigurano delle illustrazioni di un dato cartone animato o di un dato fumetto. Hanno una forma sempre uguale e standard e in Sol Levante sono utilizzati più che altro dai bambini come base per disegnare (nel caso in cui il piano del banco sia sconnesso). Tale prodotto, nato più che altro per un pubblico estremamente giovane, poi si è espanso in quello dei ragazzi fino a diventare un vero e proprio fenomeno che ha dimenticato totalmente quale che sia la funzione principale ed originaria di uno Shitajiki.
Molto simili agli Shitajiki, ma meno famosi, sono gli Sheet File. Quest'ultimi sono delle specie di raccoglitori di plastica in cui vengono raccolti dei fogli o dei documenti. Ovviamente sono accompagnati da moltissimi disegni anche se più blandi o comunque più semplici.
Accanto ai gettonati Shitajiki abbiamo le Trading Cards, ovvero le carte da collezione. Su questo versante possiamo affermare con assoluta certezza che i giapponesi ci perdono letteralmente la testa. Le Trading Cards, un po' come le nostre Magic o le carte dei Pokemon, sono distribuite in delle buste di plastica ovviamente non trasparenti. La differenza sostanziale tra una Trading Card ed una carta di Pokemon è che la Trading Card non viene assolutamente usata per giocare a qualcosa, ma semplicemente per collezione. Esistono anche delle Trading Card a tiratura limitata che possono essere vendute o separatamente oppure assieme alle altre carte. Tali carte speciali si contraddistinguono dalle altre per il semplice fatto che hanno delle parti o dorate o argentate che le rendono esteticamente molto belle e piacevoli alla vista.
Ovviamente, separate dal resto delle carte, le Trading Card speciali non diminuiscono certo il loro valore... anzi! Poiché il loro numero è estremamente limitato sono oggetto di culto per tutti i veri appassionati di un dato fumetto o cartone animato. In alcuni casi vengono acquistati dei raccoglitori o dei box contenenti molteplici buste in cui viene assicurato dal distributore c'è la collezione completa (non sempre accade, però). Un altro elemento importante caratterizzate una collezione “cartacea” è il Cell.

        


        

La Cell è, in pratica, una Celletta (così come dice il nome) di misura più o meno standard fatta di acetato (lo stesso nostro acetato!). Su di essa c'è... niente popo di meno che... un fotogramma di un cartone animato! Alla luce di ciò non è difficile comprendere come una celletta sia probabilmente l'oggetto più unico di una collezione in quanto viene prodotto un unico fotogramma alla volta. Il fotogramma, tra le altre cose, se non viene venduto, viene distrutto e mandato al macero per cui non aggiudicarselo potrebbe voler dire non rivederlo mai più!
Incredibilmente e contrariamente a quanto tutti potrebbero pensare, le società editrici di un cartone animato solitamente non vendono tutte le loro Cell, ma solo una piccolissima parte di esse che non supera quasi mai il 25% dell'intera produzione (a esagerare).
Ovviamente rientrano nella collezione di oggettistica cartacea anche tantissimi altri prodotti quali: cartoline, carte da lettere e molto altro ancora.
Non ci vogliamo dilungare sulla spiegazione di che cosa sia un doujinshi, ma sappiate che rientra in questa categoria in quanto si tratta di un volumetto creato da fan in cui possiamo trovare una storia o più storie riguardanti uno o più personaggi di un dato cartone animato o fumetto, disegnate da artisti in erba, artisti esordienti o semplici fan riuniti in un fan club. Qualunque tipo di artista ci sia dietro ad un doujinshi, però, deve comunque presentarsi al pubblico con un nome ben specifico che indichi chiaramente il Circolo cui fa parte. Per questa stessa ragione spesso i disegnatori si inventano dei nomi strani e spesso occidentali per battezzare questi famigerati Circoli (se volete avere informazioni in merito o se semplicemente volete saperne di più vi chiediamo cortesemente di fare riferimento sempre e solo al nostro sito principale!). Accanto all'oggettistica cartacea abbiamo quella che ultimamente sta spopolando di più, ovvero quella dei pupazzi, delle statuette e di oggetti affini. Naturalmente ciascuno di questi prodotti speciali ha un suo nome specifico che spesso si rifà all'inglese. Iniziamo, per esempio, con il parlare dei famigerati Gashapon!

Come ogni prodotto proveniente dal Giappone, i Gashapon sono stati a lungo sconosciuti non solo in Italia, ma anche in tutto l'occidente in generale. Per prima cosa cerchiamo di definire meglio la parola Gashapon e vedere di che cosa si tratta: un Gashapon non è altro che un piccolo modellino di plastica, colorato a mano, non troppo rigido (ha delle parti rigide, ma anche delle parti semi rigide), grande più o meno sette centimetri (anche se ultimamente vengono prodotti modellini più alti fino a raggiungere i dodici centimetri), raffigurante un personaggio di un noto cartone animato. Se fosse stata solo questa la caratteristica peculiare di un Gashapon, però, non siamo sicuri che questi oggetti avrebbero ottenuto il successo sperato.
Un Gashapon, di fatti, viene distribuito in un modo davvero molto singolare ed unico. Non è possibile in alcun modo, di fatti, acquistare un Gashapon presso un qualsiasi genere di negozio (tranne eccezioni che vedremo più in seguito), ma lo si può trovare solo in un luogo ben specifico, ovvero, in una Capsule Station! Le Capsule Station non sono altro che dei distributori automatici speciali di colore bianco così composti: sopra abbiamo una sorta di vetrinetta con vetro plastificato anti urto e anti scasseggio dove vengono esposti tutti i modellini contenuti in una serie (sono solitamente meno di una decina) con eventualmente la lista cartacea attaccata nella parte interna dell'espositore.
Sotto abbiamo uno più espositori (fino a tre unità) trasparenti (è possibile vedere all'interno) e, dal lato, una fessura dove poter inserire i soldi. L'operazione è semplice: è necessario introdurre una moneta (il valore dipende dalla Nazione in cui tale Capsule Station si trova, ma considerate che in Giappone un Gashapon può richiedere da una a tre monete del valore di 100 yen cadauna), girare una sorta di manopola di metallo sintetico e uno speciale meccanismo permetterà all'utente di estrarre una capsula (da qui il nome del distributore) e farla uscire direttamente dalla feritoia posta proprio sotto il distributore.
La capsula è trasparente e di plastica: il lato sopra della capsula è in plastica trasparente, mentre il lato inferiore è di plastica semi trasparente di un certo colore (i colori sono comunque quelli di base ovvero: bianco, rosso, blu, verde). La capsula si apre con un movimento molto semplice in senso orario e si schiude ad uovo. All'interno di essa potremo trovare subito il Gashapon racchiuso a sua volta in una busta di plastica sempre trasparente. Aperta la busta il Gashapon ci apparirà smontato ed “arredato” della lista cartacea che indica tutte le figure della serie completa. Non disperate, però!
I Gashapon sono davvero molto semplici da costruire in quanto solitamente non sono composti da più di una decina di pezzi diversi. In linea di massima le parti del corpo “scomposte” sono: la testa, l'intero busto compreso di gambe, gli arti (non sempre), e l'oggettistica generale che può essere una spada, una lancia, una pistola o quant'altro.

Ovviamente, sebbene il prezzo di un Gashapon sia davvero irrisorio, completare un'intera serie può non essere così semplice e banale, ma soprattutto... economico! E' vero... ciascun Gashapon costa solo 100, 200 o 300 yen, ma è anche vero che ciascun modellino viene rilasciato totalmente a caso dal distributore automatico, per cui è letteralmente impossibile decidere cosa prendere. Talvolta, perciò, si arriva ad ottenere quasi tutta la serie completa e spendere tantissimi soldi nel tentativo disperato di terminare la collezione. Immaginatevi, quindi, che un Gashapon sia più o meno come una delle sorprese degli ovetti Kinder e Ferrero, con l'unica differenza, qui, che non sono contenuti in un dolce cioccolatino, ma in un distributore.
Come se non bastasse già questo fattore a complicare la faccenda, le case produttrici di questi Gashapon hanno pensato bene di introdurre, in una collezione completa, uno o più Gashapon speciali. Vi sono svariati tipi di Gashapon speciali. Abbiamo, ad esempio, i Gashapon speciali di tipo “non colore”, “argento” o “avorio”. In pratica si tratta di modellini senza colore o comunque monocromatici. Inizialmente quelli senza colore erano stati inseriti al solo scopo di permettere ad un appassionato di modellismo eventualmente di pitturarseli a mano usando i pigmenti che più preferiva, ma poi questo aspetto puramente funzionale e pratico andò a scemarsi fino a che il modellino divenne un Gashapon Speciale. Vennero, così, inseriti modellini Speciali che si rifacevano all'originale e così si crearono le versioni d'avorio o argentate (un esempio pratico di quest'ultimo è la serie europea di Hack//Sign). In ogni caso esistono anche altri tipi di Gashapon Speciali, come, ad esempio, i Gashapon segreti o “Secret Figure”.
In linea di massima una collezione del genere comprende solo un Gashapon Segreto il quale non è altro che una figura nascosta o occultata sul listino che nessuno, perciò, conosce. Ci rendiamo conto che l'esempio che stiamo per fare non è consono perché riguarda delle Trading Figure (le analizzeremo più avanti) e non dei Gashapon, ma, ad esempio, nella serie di Valkyrie Profile Lenneth, la figura segreta è Alicia, mentre nella serie di Tales of Phantasia la figura segreta è Dhaos. Da un'attenta analisi, però, questa tipologia è più usata nelle Trading Figure che nei Gashapon.

Una terza tipologia di Gashapon Speciali (sfruttata moltissimo, nell'ultimo periodo) è, ad esempio, quella dei Gashapon con oggetti speciali. Ad esempio, nell'ultima serie di Ragnarok Online, abbiamo due differenti tipi di Priest: uno con la mazza e l'altro con la mazza e con in testa la Birretta (uno speciale cappello clericale). Stessa cosa vale per l'Assassina: da un lato, di fatti, ha un paio di daghe, dall'altro ha una coppia di affilati Katar.
Inutile specificare che tutte le figure speciali sono prodotte in numero ridotto e perciò è molto più difficile scovarle rispetto alle altre. Non è detto, comunque, che una collezione debba obbligatoriamente avere al suo interno una o più figure speciali. A questo punto vi chiederete se ci sia un modo per baipassare il problema legato alla collezioe. La risposta è: “Fortunatamente sì.”
Generalmente le Capsule Station si trovano per le strade, ma in altri casi esse sono localizzate o dentro o accanto ad uno specifico negozio (quasi sempre di fumetti o di oggettistica affine). In tal caso è possibile poter lasciare i modelli doppioni nel negozio e indicare specificatamente quelli che ci servono per terminare la collezione. A questo punto, se qualcuno dovesse volere il modellino che si possiede noi, è possibile eventualmente uno scambio con quello che manca con il risultato che entrambi sarebbero soddisfatti. Alternativamente è possibile anche vendere all'asta i modellini che, presi singolarmente, assumono valori molto più alti che arrivano a raggiungere anche i 1000 yen o persino i 2000 yen! Ovviamente il modellino ci manca ancora, ma grazie ai soldi guadagnati dalla vendita dei modellini singoli, è possibile tentare la fortuna un'infinità di volte, aumentando sensibilmente, così, le possibilità di trovare ciò che ci serve. Il meccanismo che sta alla base del collezionismo dei Gashapon, come possiamo vedere, è davvero complesso, ma una volta compreso, è difficile smettere di collezionarli!

Qui in Italia, la prima serie ufficiale orientale contenuta in vere e proprie Capsule Station è stata quella di Ojamajo Do Re Mi. Fu possibile trovarla in Capsule Station poste in alcune zone d'Italia (persino paesini!) circa due anni fa, ma dato che si trattava di una serie per bambini (più nello specifico per bambine), l'opinione pubblica pensò che si trattasse di un distributore di palline speciale e non certo di una Capsule Station giapponese (benché ci fosse scritto il nome in caratteri occidentali sull'oggetto!). Successivamente, circa un anno dopo, fu possibile trovare un'altra serie di Gashapon contenuta sempre nell'apposito Capsule Station. Stavolta, però, si trattava di un cartone animato più “serio” e dedicato ad un pubblico di ragazzi, ovvero Hack//Sign. Questa serie, tra le altre cose, fu acquistata in Europa e fu distribuita con dei modellini speciali contenuti unicamente nelle Capsule Station dedicate al pubblico occidentale!
Da allora, comunque, fu più chiara la funzione delle Capsule Station ed il successo fu talmente grande che vennero acquistati i diritti anche per la seconda serie di figure di Hack//Sign!
Non esistono, comunque, solo i Gashapon, ma anche le Trading Figure. Sebbene i due tipi di modellini siano apparentemente molto simili tra di loro, sono totalmente diversi i metodi di distribuzione ed anche le dimensioni. Mentre per i Gashapon dodici centimetri è l'altezza massima consentita (altrimenti non ci starebbero mai dentro ad una capsula di plastica!), per quanto riguarda le Trading Figure, dodici centimetri è la misura minima. In comune hanno il fatto che entrambi sono già colorati e che hanno, all'interno della collezione completa, una o più figure speciali.
Per il resto una Trading Figure non viene mai commercializzata tramite distributori, ma presso negozi specializzati (fumetterie o negozi di collezionismo). Non fatevi trarre in inganno però! Questo non significa necessariamente che terminare una collezione sia semplice! Generalmente, di fatti, le Trading Figure vengono vendute dentro delle scatole chiuse e sigillate di cartone; questo significa che non è possibile sapere nemmeno in questo caso cosa cela il contenuto di quella scatola. All'interno della scatola, comunque, possiamo trovare la Trading Figure rinchiusa e scomposta in una busta di plastica trasparente.
Stavolta i pezzi da comporre potrebbero essere di più. E' possibile, di fatti, per quanto riguarda Trading Figure particolarmente complesse come quelle di Xenosaga, che le parti siano composte da: capelli, testa, busto, gambe, arti, oggetti. Oltre a questo è presente anche una base sulla quale posizionare il nostro modellino. Anche se le parti sono di più sono comunque molto semplici da inserire per cui non viene mai accompagnato al modellino un libretto di istruzioni.
Le Trading Figure costano di base già di più di un Gashapon ed il loro prezzo minimo si aggira sui 650 yen. Nel caso delle Trading Figure molti negozianti preferiscono aprire tutte le scatole (con la dovuta cura) per vedere dalla busta trasparente quale modellino è in essa contenuto e poi segnarlo sulla scatola con un pallino nero di modo che il cliente possa sapere con assoluta sicurezza cosa acquisterà. Facendo così, però, il prezzo lievita anche sulla base del tipo di modellino in essa contenuto (il prezzo viene scelto sulla base della rarità, ma anche sulla base della popolarità e della richiesta di quello stesso personaggio). Qui i prezzi possono raggiungere cifre estremamente alte come, ad esempio, 3000 yen o addirittura anche 4000 yen!
Mentre per i Gashapon la produzione e la distribuzione qui in Italia è stata decisamente più nazional popolare (i distributori erano disposti per le strade), le Trading Figure sono tutt'ora relegate ad un mercato più specializzato e quindi possono essere trovate solo presso le fumetterie (e a volte nemmeno lì!). Ovviamente per avere l'assoluta certezza di scovarle è necessario recarsi alle fiere del settore come, ad esempio, Lucca Comics che è quella più importante nella nostra nazione. Qui in Italia si tende a non vendere mai le Trading Figure a “scatola chiusa”.
In passato si pensava che le Trading Figure fossero, in realtà, delle mini statuette, invece così non è (anche se, ci rendiamo conto, il loro aspetto estremamente dettagliato, potrebbe benissimo trarre in inganno!). Esistono altri tre tipologie di statuette: Il modellino già costruito simil giocattolo che viene venduto in apposite scatole di cartone trasparente sul davanti. Questa versione di modellino è più grande di una Trading Figure, ma più piccola di una PVC Figure. Si distingue dalle PVC Figure per il fatto che ha spesso e volentieri degli arti semoventi (molto limitati, comunque). Il costo di un modellino come questo si aggira sui 1000 yen, anche se potrebbe arrivare tranquillamente ad un prezzo più alto.

Le PVC Figure, invece, sono delle vere e proprie statuette in materiale PVC, già colorate, già disposte su piedistallo... insomma, già pronte per essere esposte nella propria vetrinetta. Possono essere anche molto grandi, ma nonostante questo il loro prezzo non è mai spropositato come quello dei Garage Kit e di fatti difficilmente superano i 5000 yen a pezzo. Solitamente se vengono prodotti dei PVC Figure su una serie, il numero dei soggetti è estremamente più limitato di qualsiasi altro tipo di modellino (tranne i Garage Kits), quindi, in alcuni casi non abbiamo più di due soggetti a serie (vedi Tales of Symphonia e Tales of Phantasia, entrambi con un paio di figure a testa).
I dettagli e la spettacolarità di questi modellini, però, valgono tutto il loro prezzo!
L'ultima tipologia di modellini dedicati a cartoni animati giapponesi e a fumetti orientali è sicuramente quella dei Garage Kit.
I Garage Kit sono dei modellini solitamente in vinile scomposti e non dipinti. Possono raggiungere delle altezze incredibili (fino a mezzo metro!), ma visto e considerato che devono essere assemblati con colla e con altri strumenti e colorati con pennini ed aerografo, in pochissimi li acquistano in quanto è necessario essere “del mestiere”. Il prezzo, poi, non aiuta a volersi buttare nel costruire questo genere di modellino in quanto i prezzi proposti sono a volte esageratamente alti fino a toccare cifre esorbitanti quali 10.000 yen o 15.000 yen!
Ovviamente è possibile metterli nelle mani di un professionista, ma il servizio di assemblaggio e di colorazione è sempre molto alto. Possedere, quindi, un Garage Kit completamente costruito e pronto per l'esposizione è tutt'altro che semplice! Esistono, comunque, delle categorie assolutamente innovative e particolari dei modellini che si sono fatte conoscere solo in quest'ultimo periodo: la prima è quella dei 3D Figure, mentre l'altra è quella delle Doll Fie.

Per quanto concerne le 3D Figure va detto che sono quelle più particolari e curiose di tutte anche solo per via del materiale con cui sono fatte, ovvero di cartoncino!

Quando si acquista una 3D Figure si acquistano una serie di fogli in cartoncino con i pezzi della figura che si vuole costruire. Si parte quasi sempre dai piedi e si piegano i cartoncini unendoli tra di loro per formare i vari pezzi i quali, a loro volta, vengono inseriti tra loro di modo da formare le articolazioni, il busto, la faccia, i capelli. Il bello è che per creare questi modellini non è assolutamente necessario l'uso di particolari attrezzi come nel caso dei Garage Kit. Si richiede, di fatti, solo della colla per legno e, occasionalmente, un paio di forbici. Ovviamente, però, l'attrezzo più importante, quando ci si avvicina a questo genere di modellino, è la pazienza perché se si sbaglia ad incollare difficilmente si può tornare indietro. Poiché i modellini sono di cartoncino, il loro prezzo è estremamente contenuto, ma l'effetto finale non solo è piacevole, ma anche originale. C'è da sottolineare, comunque, che tale fenomeno è più che altro presente in Corea rispetto al Giappone, per cui l'unico luogo in cui poter acquistare i 3D Figure è, per l'appunto, la Corea del Sud.

I Doll Fie, a differenza dei 3D Figure sono, invece, un fenomeno prettamente nipponico. Premettiamo immediatamente che le Doll Fie sono difficilmente identificabili come “collezione” in quanto già solo per acquistarne una si devono sborsare parecchie migliaia di yen. Una Doll Fie ben fatta, già vestita e con tutte le parti complete può raggiungere cifre assolutamente folli che si aggirano sui 500.000 yen fino a raggiungere anche i 700.000 yen! Ma che cosa sarà mai una Doll Fie? Esattamente come dice il nome (inglese), una Doll Fie è una bambola fatta in materiale pregiatissimo (tipo ceramica), con parti interscambiabili, molto alta (generalmente mezzo metro!) e dallo stile tipicamente manga, ma “verosimile” (gli occhi sono grandi, sì, ma hanno un taglio davvero molto realistico). Ciò che può essere cambiato in una Doll Fie sono gli occhi ed i capelli.

Per applicare gli occhi è necessario aprire una Doll Fie letteralmente in due (non temete... non dovete romperla, c'è un meccanismo che vi permette di farlo tutte le volte che volete) e inserire gli occhi nella parte concava corrispondente (sono praticamente delle sfere). Per applicare i capelli vale più o meno lo stesso discorso solo che stavolta devono essere inseriti sulla parte della testa. Ovviamente si possono cambiare i vestiti o confezionarli da noi... in questo modo, quindi, avremo una bambola somigliante il più possibile alla nostra eroina o al nostro eroe (ebbene sì, esistono anche Doll Fie maschi!) preferito.

Anche il mercato dell'abbigliamento Doll Fie è esageratamente costoso. Delle scarpe di Doll Fie possono costare anche il doppio rispetto ad un paio di scarpe vere e proprie! La medesima cosa si applica anche ai vestiti solitamente molto particolari e stravaganti. Il merchandising di un cartone animato o di un fumetto non termina ancora! Abbiamo anche le borse (trasparenti o meno), le T-Shirt e in alcuni casi persino le scarpe!

In Giappone, poi, è possibile trovare anche i sali da bagno di un anime famoso, i fazzoletti o quant'altro!



























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