In effetti, dalla visione della prima cassetta, avevo sottovalutato
questo anime. Sembrava la classica storia fantasy, stavolta
introdotta dal classico sbalzo spazio-temporale, espediente
di cui spesso si è abusato. Il solito ammazzadraghi,
alla ricerca del gioiello custodito nella testa del classico
drago…
Poi, le altre due cassette mi hanno fatto ricredere. Infatti
Escaflowne è… una classica storia fantasy. Quel
che la rende decisamente più godibile, è l’aggrovigliarsi
della trama. Nulla che possa farci perdere la ragione, s’intende
;). Grazie all’introduzione di nuovi e carismatici personaggi
(vedi il Sommo Folken: un personaggio così dark che
riesce ad essere oscurato dalle ombre anche sotto il sole
allo zenit di mezzogiorno), alle rivelazioni dei classici
intrighi di corte, ai bei combattimenti tra Gaimelef, grazie
anche alle sottotrame "sentimentali", Escaflowne
riesce a decollare. In tutti i sensi: provate a domandare
al Sommo Folken oppure a Van Fallen, non potranno che essere
d’accordo! In effetti, uno dei pregi della serie è
dato proprio dalla varietà di punti d’interesse.
E’ una prerogativa di qualsiasi fantasy, ma addirittura
stavolta ci sono i robottoni! In pratica considero questo
prodotto come una specie di melting pot: dentro c’è
di tutto. Per questo, a meno che il genere fantasy non vi
dia il voltastomaco, apprezzerete Escaflowne.
Se anche non vi farà impazzire. Le musiche sono molto
belle: un ulteriore plauso a Yoko Kanno, che si dimostra un
artista davvero eclettico, avendo realizzato anche la colonna
sonora di Cowboy Bebop (da comprare!). E adesso mi permetto
addirittura di criticare i gaimelef: sono si belli da vedere
e animati bene… ma sono troppo "grassi". Esempio:
prendete gli EVA. Sono essenziali. Hanno quel che serve, proprio
perché devono assolvere ai loro compiti, e tra i loro
compiti non rientrano le sfilate in passerella. I mech di
Escaflowne invece sono a volte abbelliti da inutili appendici,
decorazioni volutamente eccessive. E’ questa una critica
molto personale che io mi permetto di fare, in quanto amante
della semplicità. Non avrei dovuto farlo, perché
in effetti anche le armature medievali (quelle reali!) spesso
non erano il massimo dell’ergonomia… Il chara
design è di Nobuteru Yuki (visto in "Battle Angel
Alita e non nuovo del fantasy: Record of Lodoss war la dice
lunga a proposito) e si vede. I nasi sono un po’ troppo
lunghi e aguzzi, stavolta e lo stile, in talune occasioni,
risulta poco "rifinito". Voglio credere sia un effetto
voluto… Notevolmente fastidiosa la fascia luminosa nei
capelli: se ne accorgerebbe anche un cieco semplicemente dando
uno sguardo alla chioma di uno qualsiasi dei personaggi. Non
troppo realistica. E quindi? Un buon prodotto, ma finiamola
con facili richiami pubblicitari, tipo: la serie che ha scioccato
il Giappone; la serie che ha strapazzato il Giappone; la serie
che ha sconvolto il Giappone; la serie che ha sgominato la
yakuza… Se così fosse, visto lo share che gli
anime raggiungono nella terra dell’hinomaru, ci si ritroverebbe
a vivere in una specie di manicomio formato famiglia con 120
mln di pazienti!
Meditate gente, meditate…