Futuro, non cyberpunk: questo è lo scenario nella quale
i (pochi) personaggi di Eden si aggirano. Se avete letto "L’ombra
dello scorpione" di Stephen King (molti nutrono pesanti
pregiudizi nei confronti di questo autore: peccato per loro),
vi troverete molti punti di contatto. L’antefatto è
pressochè lo stesso. L’intera popolazione mondiale
è quasi completamente sterminata da un virus/arma batteriologica,
sfuggito al controllo in una base militare segreta qualsiasi.
Naturalmente alcuni individui risultano immuni alla apocalittica
pestilenza (e ci credo bene: se l’estinzione fosse totale,
ci sarebbe poco da leggere in entrambi i casi, libro e fumetto).
I sopravvissuti si ritrovano così… nell’eden.
A questo punto, le trame si diversificano. Prendendo in esame
ciò che ci è più consono in questa sede,
ritroviamo i primi protagonisti della storia come potenziali
Adamo ed Eva, posti dal correre degli eventi sotto la tutela
di un vecchio amico, omosessuale, del padre. Il quale cerca
disperatamente di resistere alla malattia che, progressivamente,
sta rendendo coriacea la sua pelle. A questo punto, se non
avete letto il manga, sarete curiosi di conoscere la malattia
in questione: ebbene, agendo sui meccanismi che regolano la
composizione del rna, il virus induce la pelle degli sventurati
a diventare, progressivamente, sempre più coriacea,
fino a trasformare il corpo in un guscio, entro il quale gli
organi interni, tutti, si liquefano per poi colare da orifizi
quali bocca, orbite, orecchie e fate un po’ voi. Dopo
una breve introduzione, rivediamo l’antefatto della
storia nel flashback dell’omosessuale di cui sopra (non
ricordo mai i nomi dopo aver letto una ed una sola volta un
fumetto). Vi ritroviamo le solita fantapolitica, ove governi,
presidi militari vari e organizzazioni di qualsiasi genere
tramano vicendevolmente alle spalle degli avversari.
E i risultai del caos sfociano quindi… nell’eden.
Come al solito, la Bibbia dà il suo piccolo contributo
alla trama stessa del manga: interessante è il fatto
che il Libro per antonomasia non vi compare in quanto testo
sacro, piuttosto quanto "un’interessante lettura".
Senza voler attirare le ire degli otaku più religiosi,
o degli estremisti cattolici, posso affermare che è
quanto io sto facendo adesso… Bah, this doesn’t
matter. Eden è un discreto manga: il disegno, complessivamente,
mi ricorda il Satoshi Kon visto nella sua favola ambientalista
sulle sirene: le fisionomie dei personaggi sono molto occidentali,
il tratto è pulito, i retini non abbondano di certo
(non ci troviamo di fronte agli ultimi volumetti di Bastard,
tanto per intenderci ;)). Credo si distacchi alquanto dalle
cagate di recente pubblicazione ("credo" perché
sono pochi i nuovi titoli che ho acquistato di recente) e
che possa indurre a interessanti spunti filo-sociologici.
Anche questa, affermazione estremamente soggettiva: in effetti
siamo noi a cercare (ed eventualmente a trovare), in qualsiasi
cosa, quello che vogliamo.