(APPROFONDIMENTO)
Doraemon è un gattone spaziale dalla corporatura piuttosto
buffa giunto dal futuro per aiutare lo sfortunatissimo Nobita
Nobi, un bambino viziato, pigro, disadatto e molto piagnucolone
il cui unico hobby è oziare. Doraemon avrà la
dura missione di rivoluzionare in meglio la vita del fanciullo
aiutandolo nelle situazioni più difficili con dei gadget
speciali che estrarrà dalla sua tasca quadri-dimensionale.
Tutto inizia in un solo pomeriggio quando Nobita, tornato
da scuola come al solito imbronciato per aver preso l’ennesimo
zero a matematica, vede uscire dal cassetto della sua scrivania
uno strano gatto parlante di color blu dalle orecchie grandi
proveniente dallo spazio.
Da quel momento in poi la vita di Nobita cambierà totalmente:
non ci saranno più le pennichelle pomeridiane, addio
poltrire in camera giocando ai videogames o leggendo manga,
ma soprattutto inizierà la difficile vita dello studente!
E si, infatti il giovane “vagabondo” sarà
messo a riga dal gattone spaziale che farà tutto il
possibile al fine di trasformarlo in un alunno modello (o
almeno ci proverà) e solo in casi eccezionali di notevole
difficoltà gli donerà degli oggetti magici,
detti anche “Chiusky”. Questi gadget futuristici
riusciranno a soddisfare i bisogni di Nobita (molte volte
usati per vendette contro gli amici), ma purtroppo finirà
sempre nei guai per averne male usufruito. Nobita riuscirà
a farsi “prestare” questi magici “Chiusky”
da Doraemon in cambio di alcune merendine farcite alla marmellata
di fagioli, cibo prelibato che fa letteralmente impazzire
il buffo gattone. Alcuni “Chiusky” utilizzati
sono ad esempio il teletrasporto, le ali che permettono di
volare per il cielo, macchine che riportano al passato o che
fermano il tempo e varie cose immaginarie.
Le avventure di Doraemon e Nobita verranno animate da altri
ragazzi: Shizuka, la carina compagna di classe nonché
futura sposa di Nobita, Suneo, ragazzo molto ricco che vanta
i suoi piccoli patrimoni e Jyan, classico bullo da quartiere
paffutello che si diverte a dare noia ai bambini più
deboli. Questo gruppo di ragazzi spesso si ritrova nei parchi
a giocare a baseball: pure con in mano la mazza e il guantone
il nostro amico Nobita riuscirà a dare il peggio di
sé, infatti spesso e volentieri viene deriso dagli
altri ragazzi battezzandolo con il nomignolo di “schiappa”.
Il cartone è stato lanciato in Italia negli anni ’80,
ma come ogni “anime giapponese” di valore è
tutt’ora trasmesso e abbastanza seguito su Italia Uno.
Personalmente lo ritengo un cartone animato molto piacevole,
originale, curioso e addirittura verosimile perché
rispecchia pienamente l’infanzia di ogni ragazzo. Ognuno
di noi può rivivere sé stesso attraverso Nobita
(chi di noi non ha mai desiderato oziare senza fare i compiti,
giocare ai videogames, ma soprattutto avere degli “oggetti
speciali” per cambiare le situazioni di tutti i giorni?)
che grazie all’arrivo del gatto robitico riuscirà
a combattare la sua testardaggine divenendo pian piano un
ragazzo maturo e responsabile.
Fra i due c’è un feeling di grande amicizia,
anche se a volte il lato maturo e razionale del “tutor”
Doraemon si contrasterà con quello imprudente e fanciullesco
di Nobita.