Per la gioia degli appassionati di Manga (quelli con la "M"
maiuscola) dopo Appleseed e Orion (AIUTO VOGLIO IL SECONDO
NUMERO! SONO PRONTO A PAGARLO UNO SPROPOSITO!) il grande Maestro
Masamune Shirow (visto quante M maiuscole ?) torna nelle fumetterie
di tutt’Italia con Dominion: Conflict One. Per la verità,
Dominion è sicuramente la serie meno cervellotica dell’Eccelso
(come lui stesso ha ammesso in varie occasioni).
Conflict One fa parte comunque di una serie separata (non
troppo…) dal Dominion originale, un prodotto davvero
troppo "semplice" per i canoni MasamuneShirowiani.
Il nostro si è quindi prodigato nella creazione di
questo nuovo volumetto (uscito in Giappone nel ’95 e
giuntoci in Italia a maggio) a cui, successivamente, seguirà
un altro (uscito in Giappone nel ’97: lecito attenderne
la pubblicazione entro la fine del II° millennio! SIGH!
Spero che chiunque abbia fonti informative attendibili me
ne comunichi all’istante la smentita!). Ancora una volta,
la protagonista della storia è una ragazza (Strano…
dall’articolo che ho usato, non si sarebbe mai detto!),
Leona, molto simile nel comportamento (oltre che nella connotazione
grafica) a Deunan Nut, l’indimenticabile eroina dell’opera
magna (a mio parere) di Shirow, Appleseed (e Ghost in the
Shell dove lo mettiamo? ndBatou).Entrambe possiedono una personalità
eccentrica, predisposte alle figuracce, si trasformano, anche
se non completamente, una volta entrate in azione.
Non completamente, dato che risultano comunque ben strane
anche nei momenti più delicati. Si potrebbe anzi dire
che riescano a catalizzare la propria attenzione su qualcosa
solo quando si tratta di menar mazzate (ho appena concepito
un concetto del cactus). Leona guida una squadra della polizia
adibita all’uso di particolari carri armati, i Bonaparte,
dall’aspetto tozzo e alquanto buffo (conoscete il gioco
della Nazca Corporation pubblicato dalla SNK, Metal Slug?
La somiglianza del Super Vehicle-001 coi Bonaparte è
quantomeno "sospetta"). Questa volta le forze della
polizia sono all’inseguimento di un certo Urushimaru:
il volumetto si apre con l’inseguimento (fallito) da
parte di Leona di uno strano aereo . Successivamente, la storia
si complica (ma non troppo) nel classico stile dell’autore
con l’inseguimento e l’introspezione (molto leggera
comunque) dei personaggi dell’opera. Come sapete (ma
chi, considerando che l’unico a collegarsi in questo
sito sono io?) non mi piace parlare eccessivamente della storia,
così come non mi piace che qualcuno mi sveli cose che
non voglio sapere. (Es.: Evangelion è una serie che,
per quanto risulti complessivamente un capolavoro, basa buona
parte della sua attrattiva sugli innumerevoli misteri che
vengono svelati col progredire della storia. O così
dovrebbe essere. Centinaia di riviste, milioni di fanzine,
miliardi di otaku hanno invece provveduto a sviscerare, quanto
prima, tutti i segreti della storia in speciali, rivelazioni,
messaggi subliminali e quant’altro. Ed io, pur rinchiuso
nel mio rifugio anti-atomico, scopro involontariamente e quotidianamente
nuovi particolari, che finiscono con l’avvicinarmi pericolosamente
al punto di conoscenza assoluta. AARGHH! Fine della parentesi
polemica). Il tratto è quello comune alle altre opere
dell’Immenso (non fraintendete: Shirow, non il Creatore!):
buon uso dei retini, uso massivo di linee cinetiche, innumerevoli
rappresentazioni SD dei personaggi [ricorrenti le vignette
in cui sono presenti elementi prettamente SD e non. Tali commistioni
non stonano in un manga leggero come questo (anche se il termine
"leggero" è ben lontano nel significato,
in questo caso, da quello che avrei usato per i manga di Toriyama…)]
e mech design sempre curato, in ossequio agli standard autoimpostisicividi
dall’autore.
Congliato senza riserve, come tutte le altre opere del Divino
(la Divina, come sapete, è Rumiko Takahashi).
LKL
Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/