E’ il capolavoro di Go Nagai, su questo temo di non
dover ricevere alcuna smentita. Devilman è un manga
sorto come una fenice dalle ceneri di Mao Dante, l’opera
incompiuta che lo precedette e che attirò l’attenzione
della Toei Animation. E fu proprio la Toei a chiedere al maestro
di adattare il personaggio del re demone Dante in modo da
trasporlo in una serie animata. E così nacque la serie
animata di Devilman, destinata alla visione di un pubblico
molto giovane (rimane comunque tra le serie che più
volentieri vorremmo riproposte in TV). La versione cartacea
è totalmente diversa dalla serie: i due bellissimi
OAV (specie il secondo!) sono invece tratti dal manga. Ed
e di questo che dovrei iniziare a parlare. Si narra delle
vicende del giovane Akira Fudo, un timido studente che viene
convinto dal suo amico Ryo Asuka ad assurgere al ruolo di
difensore degli esseri umani: la minaccia dei demoni incombe
e il genere umano potrebbe non essere più l’ultimo
anello della catena alimentare… Akira accetta quindi
di fondersi con un demone, nella speranza che riesca ad ottenerne
il controllo, ricevendone i suoi poteri e la sua demoniaca
potenza pur senza perdere il suo cuore di umano. Nasce quindi
un Devilman (Akira non sarà il solo), un demone asservito
alla volontà di un umano. Questo è l’antefatto.
La storia si dipana poi in maniera eccellente, nient’affatto
prevedile. In un vorticoso crescendo di follia e violenza
fratricida, gli esseri umani scateneranno l’apocalisse,
distruggendosi a vicenda in un clima simile a quello vissuto
negli anni bui dell’inquisizione. Nel mentre, lo scontro
tra l’esercito dei Devilmen e quello dei demoni continua,
giungendo a un epilogo molto criptico e misterioso. Non vi
svelo nient’altro, a parte il fatto che Ryo non è
quel che sembra… Devilman, come già detto, è
il capolavoro di Go Nagai, come lui stesso tacitamente afferma,
ed è uno dei più grandi manga di sempre. I disegni
fanno letteralmente schifo, ma possiamo (almeno qualche volta)
tralasciare le apparenze. Vi troviamo le consuete influenze
della cultura occidentale, nonché una certa riflessione
implicita sulla natura dell’uomo. L’uomo non è
più predatore, bensì preda: i demoni decidono
di riconquistare la terra, una volta di loro esclusiva proprietà,
perché vogliono che si ritorni allo stato di purezza
primaria. Basta inquinamento, basta distruzione incondizionata
della natura, basta tecnologia. E’, o meglio, sarebbe
un ritorno all’Eden: un paradiso terrestre grottescamente
abitato dai demoni, cioè quanto di più lontano
da Dio possa esistere. Ma chi sono i veri demoni? Non saranno
quegli stessi terrestri che, accecati dalla follia, iniziano
a uccidersi tra loro? Non sono quegli stessi umani che costruiscono
terribili ordigni atomici? E a cosa servono, nella realtà,
tali strumenti di morte? Verranno usati contro gli alieni
o contro i demoni? Ne dubito. Veniamo ai demoni. Scacciati
da Dio, si rifugiano sulla terra millenni prima della venuta
dell’uomo. Imprigionati dalle glaciazioni, al loro risveglio
trovano il loro habitat originario distrutto, decadente. Decidono
di disfarsi dell’uomo. Sono malvagi? Certo che si, ma
tale malvagità scaturisce dallo spirito di conservazione
innato in ogni essere vivente. Prendiamo l’Alieno, quello
gigeriano, il "mostro" per antonomasia. Usa gli
esseri umani come incubatrice, li uccide, potrebbe anche cibarsene.
E’ un’entità malvagia o è un’entità
che vive al fine di continuare l’esistenza della sua
specie? No, l’alieno è un essere qualsiasi, semplicemente
privo della ragione, privo di una coscienza. Due prerogative
della razza umana, e, in una certa, ristretta misura, delle
specie animali più evolute cerebralmente. L’opera
omnia del maestro porta a queste considerazioni. E a tante
altre. Devilman è un manga che non finisce una volta
chiuso. Da avere, assolutamente.
Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/