Creatura minore di Tetsuo Hara, mangaka reso immortale dalla
serie di Hokuto no Ken, è l’ennesimo manga ambientato
nel futuro (smile!). E come sempre, è un futuro cupo,
angosciante, violento, buio, piovoso, inquinato, chi più,
ne ha, più ne metta… (perdonatemi questa mega-scemenza
finale). Protagonista è Blue, un diciassettenne discretamente
abile nell’uso delle armi da fuoco (un tiratore eccezionale),
ucciso dal ??? e riportato in vita dal robot ???, un anacronistico
respiratore risalente ad alcuni secoli prima (su Marte, il
pianeta ove si svolge la storia, l’ossigeno è
estremamente rarefatto e quindi gli abitanti fanno uso di
particolari apparecchiature, i respiratori appunto.) ????
riuscirà a salvare Blue sostituendo le parti danneggiate
del ragazzo con quelle del suo corpo, riuscendo così
a formare la commistione perfetta tra carne e metallo (un
concetto di cui ormai si fa un abuso eccessivo… ma rende
l’idea): una macchina da vendetta perfetta (e vai con
una rima baciata!), un essere dedito alla protezione dei poveri,
il rifugio della giustizia, l’eroe senza macchia e senza
paura, punto d’incontro di tutti gli stereotipi di questo
(e quell’altro) mondo… La storia si dipana in
soli 7 volumetti, risultando quindi abbastanza affrettata
(nonché pericolosamente simile a quella di un film
intitolato Robocop, se lo conoscete…). Il tratto è
pressochè uguale a quello di HNK, ma, dato l’uso
continuato delle sfumature, il manga sembra più appetibile
nei confronti del predecessore. Il personaggiodi Blue è
praticamente un clone di Ken, e scovare le differenze tra
i due diventa quasi un gioco di enigmistica. Si fa notare
il "weapon-design" (e che è ?): le armi superfuturistiche
sono abbastanza convincenti (see…), gradevoli alla vista
e al tatto (?). Veniamo al sodo: Cyber Blue può essere
apprezzato solo dagli amanti del fantascientifico disposti
a chiudere un occhio sulla trama (d’altronde 7 numeri
sono davvero pochi )...
Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/