Un mondo di manga e di anime giapponesi  

 

Code Geass

CLAMP: UNA SERIE DI SFORTUNATE COINCIDENZE








(APPROFONDIMENTO)


Ammettiamolo: le CLAMP sono spopolate qui in Italia ed hanno raggiunto picchi di popolarità davvero notevoli. Questo approfondimento mira principalmente a sfatare parte della loro gloria presentando una “serie di sfortunate coincidenze” che potrebbero interessare ai lettori che cercano una visione più obbiettiva del successo di un certo autore.
Ricordiamo a chi conoscesse poco le CLAMP che queste ultime sono un gruppo di mangaka (disegnatrici di fumetti giapponesi) che in comune hanno dato vita a moltissime storie.
Inizialmente le CLAMP erano molte di più, ma poi con il passare del tempo, sono rimaste in poche. Naturalmente le CLAMP hanno regalato ai lettori delle storie davvero avvincenti, originali e ben congegnate come ad esempio Magic Knight Rayearth, X/1999 e Tokyo Babilon.
La prima storia era ambientata in un mondo fantastico e surreale nel quale tre guerriere chiamate dalla terra dalla principessa Emeraude, ottenendo i poteri del fuoco, dell'aria e dell'acqua, riuscivano a combattere contro il male armate di spade medioevali in stile gioco di ruolo online. Il finale a sorpresa e il dramma del mondo di Sephiro decretarono la fama di questo anime. X/1999 e Tokyo Babilon sono in realtà un unico grande progetto: il primo è il sequel del secondo.
Tokyo Babilon narra di un giovane che ha il difficile compito di respingere i demoni che alla fine sarà costretto a fare i conti con la cruda realtà e con la morte di una persona cara. Tornerà eventualmente in X/1999 come personaggio secondario in cerca di vendetta nei confronti dell'assassino dell'amata sorella in uno scontro davvero epico. D'altra parte X/1999 è un fumetto piuttosto lugubre e dalle tinte oscure che ci mostra una serie di morti attraverso scene di sangue, violenza e chi più ne ha più ne metta. Un manga, quindi, complesso, accostato ad una produzione più leggera, ma comunque poetica facevano sì che entrambi i titoli si potessero fondere in qualche modo in un armonioso insieme creando così il progetto X anch'esso ricoperto di tutto il successo che giustamente (o ingiustamente) meritava.
Le CLAMP sono famose anche per opere minori dedicate ad un pubblico molto più giovane. Il più grande rappresentante di questa categoria del tutto artificiosa è naturalmente Card Captor Sakura. Card Captor Sakura, nonostante si mantenga su standard qualitativi piuttosto alti, inizia già a presagire l'inizio della fine di quella che forse è stata la componente di più grande successo per il gruppo di giovani artiste, ovvero l'originalità e la creatività.
La trama di Card Captor Sakura è davvero molto semplice, forse anche troppo.
Sakura, la protagonista, diventa una cattura carte senza nemmeno poterlo scegliere in perfetto stile majokko (genere di magia per bambine giapponesi molto famoso negli anni '80) e viene dotata del potere di usare a suo piacimento il potere contenuto nelle carte attraverso la famosa chiave del sigillo donatale da una buffa creatura volante.

La creatura volante e la bacchetta magica tornano a calcare i temi già visti del majokko senza aggiungere molto di nuovo a questo genere. L'idea della collezione di carte è di per sé apprezzabile e funziona bene sino a quando non sopraggiunge Lii Shaoran, nemico-amico di Sakura che anela ad avere le carte pure lui conquistandole nella lotta come vuole il fato.
Il problema è che l'introduzione di Lii è completamente inutile dal punto di vista strutturale e non aggiunge niente all'avventura della giovane cattura carte se non un nuovo compagno che sostanzialmente l'aiuta durante le battaglie. L'incoerenza con lo scopo reale del cinese Lii il quale viene continuamente ricordato come avversario di Sakura in moltissimi episodi, è una grande piaga in un anime così famoso. In effetti Lii in tutti gli episodi riuscirà ad ottenere solo un paio di carte, mentre altre potenzialmente sue, le cederà con scuse davvero molto artificiose alla ragazza. Come se questo non bastasse la serie viene forzatamente allungata con una seconda serie in cui Sakura è costretta a dare la caccia nuovamente alle carte per trasformarle da carte di Clown catturate da lei a vere e proprie carte di Sakura (il retro delle stesse cambia da dorato a rosa). Sia l'anime che il manga terminano con un finale davvero molto scontato: Lii e Sakura si mettono insieme e la corsa alle carte termina per sempre.
Quasi più apprezzabile di Card Captor Sakura è Wish, un manga di genere vagamente shonen-ai (manga in cui si mostrano relazioni, se pur molto leggere, tra uomini, tipo storie d'amore platonico o romantico). Il protagonista è un angelo davvero molto carino che ha il compito di esaudire il desiderio di chiunque gli salvi la vita. Peccato che la persona in questione non desideri nulla e che sia in realtà davvero molto cinica ed arrivista. Purtroppo come dice il detto “il troppo stroppia” ed infatti qui le CLAMP compiono il grandissimo errore di inserire troppi generi in un solo breve titolo, come ad esempio: lo shonen-ai, l'avventura del protagonista, il fantasy, le battaglie tra angeli (che ricordano un manga sconosciuto in cui un angelo della luce si batteva contro uno dell'oscurità antecedente a questa produzione) e molto altro ancora.
Sempre appartenente alla così detta vecchia stagione CLAMP c'è anche Angelic Layer e poi Chobits da cui possiamo già iniziare a notare la tendenza di riciclaggio che verrà attuata sempre di più in questa nuova generazione.

Angelic Layer e Chobits sfruttano, infatti, la stessa idea di base: il rapporto tra esseri umani ed androidi. In Angelic Layer la protagonista utilizzava una bambolina androide per combattere contro gli avversari in tornei famosi in tutto il Giappone. La forza della bambola sostanzialmente scaturiva dall'altissima fiducia che la giovane aveva nei confronti dell'androide in un rapporto molto profondo e sentito. Sia il tema della bambola combattente che quello del rapporto profondo con il proprio partner “meccanico” sono presenti in altri anime più vecchi di questo. Super Doll Rika Chan si avvale di una bambina che è in grado di comandare un set di tre bambole diverse per difendersi dai propri nemici, mentre per esempio nelle Mini 4WD (prima edizione) il protagonista era fermamente convinto che nel suo modellino di auto Mini 4WD fosse rinchiusa l'anima del padre creduto defunto. Ad ogni modo l'aspetto grafico delle bambole androidi di Angelic Layer viene successivamente riutilizzato per modelli più grandi ed evoluti che vengono in questo caso considerati alla stregua di modernissimi PC.

Il protagonista trova uno strano modello di PC con le sembianze di una ragazza chiamata Chii e riesce ad accenderlo per poi scoprire tutti i segreti che esso contiene. Anche in questo caso, però, i difetti si fanno notare. Per prima cosa i PC vengono mostrati al lettore fin troppo “umani”. Per quanto evoluta possa essere la loro programmazione taluni comportamenti li fanno diventare automaticamente umani abbattendo la caratteristica peculiare di Chii che dovrebbe essere proprio quella di essere in parte umana. I “colleghi” di Chii, pur essendo chiaramente solo androidi, prendono iniziative, si interessano del loro padrone, sono gentili, in alcuni casi quasi si preoccupano. In cosa sarebbero dunque diversi dagli esseri umani se sono persino capaci di provare dei sentimenti, se pur artificiosi o grossolani? Naturalmente durante gli anni della vecchia produzione CLAMP si sono susseguite delle piccole perle come ad esempio Clover, passato abbastanza inosservato anche qui in occidente per la sua trama abbastanza complicata che in effetti erigeva una bella barriera tra autore e lettore il quale si trovava davvero disorientato dalla quantità di temi proposti nel titolo in questione scegliendo inevitabilmente una lettura più leggera (la mancanza totale di scene più “soft” potrebbe far rischiare Clover di entrare nella così detta categoria del genere “mollettone”).

Il successo altalenante delle CLAMP ha iniziato ad avere un periodo di pericoloso stallo con Tsubasa Chronicle (precedentemente l'impressione che hanno avuto molti è stata quella che il gruppo di giovani autrici utilizzasse alcuni titoli di punta per trascinare, quasi per effetto di inerzia, gli altri minori e in questo tale critica sente di non poter affatto dissentire). E' davvero straordinario come le CLAMP abbiano raccolto così tanti assensi da un prodotto che sostanzialmente riutilizza materiale già usato nelle loro stesse produzioni!

Il mondo di Tsubasa Chronicle, infatti, vede come principessa e protagonista Sakura ed il bello è che non si tratta di un'altra Sakura diversa da quella di Card Captor Sakura, ma della stessa identica piccola cattura carte che, diventata grande, non si sa come, diventa regnante di un pianeta fantastico in tinte Sephiriane (di Serphiro). Assieme a lei come potrebbe non mancare il fedele Lii?
Entrambi i personaggi non hanno ricevuto un grande restyling grafico. Sono semplicemente loro in sembianze adulte con vestiti diversi, ma con le stesse identiche pettinature di un tempo. A peggiorare la già scarna situazione c'è il fatto che Tsubasa Chronicle mischia indistintamente personaggi di varie produzioni CLAMP senza alcun riserbo o cognizione di causa. Così vediamo Mokona giocare scherzosamente con la principessa Sakura ed i cattivi di Magic Knight Rayearth tornare alla ribalta senza un'apparente spiegazione. Ciò che sarebbe stato bollato come semplice fan service in situazioni diverse, qui viene esaltato come anime dell'anno decretando un certo tipo di scalpore tra i lettori e fruitori di questi cartoni animati.
La serie risulta abbastanza ridondante e non è stata molto apprezzata qui in Italia (ricordiamo che è possibile visionarla solo in giapponese sottotitolata in italiano e che non esiste alcun tipo di doppiaggio né del cartone animato trasmesso in TV né del film che, però, è stato trasposto da una nota società editrice nostrana), ciò nonostante è bene ricordare che è prevista una seconda serie in Giappone e che i primi episodi sono stati in questi giorni trasmessi su Tv Tokyo.
Il vero nucleo, però, della serie di sfortunate coincidenze l'abbiamo, tuttavia con l'ultima opera delle CLAMP, Code Geass Lelouch of the rebellion, il primo anime robotico del gruppo di autrici. Il cartone animato in questione ha l'indubbia dote di riuscire a creare una serie di episodi davvero molto avvincenti accompagnandoli da un'altrettanta trama, ma quanto c'è di “clampesco” in tutto questo? Sfortunatamente ben poco.
Analizziamo, quindi, i vari elementi dell'anime per avere una visione più chiara del discorso:

IL TEMA DEL TERRORISMO
Il tema del terrorismo è stato pienamente sfruttato in Gundam Wing in cui i protagonisti venivano per l'appunto definiti terroristi.

IL TEMA DELLE PARTI CONFUSE
Laddove non si riesce a definire bene quale che sia il giusto e lo sbagliato in un cartone si parla di “parti confuse”. Questo tema è un mezzo davvero efficace per rendere grande realismo all'interno della trama, ma non è certo d'invenzione delle CLAMP. Sempre in Gundam Wing era difficile capire chi fosse realmente il nemico e chi fosse invece dalla parte della bontà. Se si prende, ad esempio, Duo Maxwell, si può comprendere come la psicologia del majin, di cui parleremo più tardi, non sia per nulla nuova nell'universo dell'animazione giapponese.

IL TEMA DEL ROBOT SPECIALE
Se le CLAMP avessero voluto rendere il loro anime robotico di maggiore rottura avrebbero dovuto introdurre una condizione secondo la quale qualsiasi robot aveva le stesse capacità (più o meno come capitava in Neon Genesis Evangelion dove tutti gli Eva più o meno avevano le medesime caratteristiche tecniche), invece si sono avvalse dello sfruttato topos del robot speciale che si differenzia dagli altri in maniera palese (aspetto, funzioni, varie ed eventuali).
Il robot viene guidato da Suzaku, il migliore amico del protagonista, attraverso il ben noto processo di sincronizzazione mentale con esso (palese riferimento ad Evangelion). Tra l'altro durante il primo lancio di Lancilot (così si chiama il robot), viene fatto un discorso sulle probabilità di successo, davvero fin troppo simile a quello fatto tra Asuka e Ritsuko prima che Shinji entrasse nell'Eva 01.

I DUE PROTAGONISTI DELLE SFORTUNATE COINCIDENZE ED IL MAJIN.
La così detta ciliegina sulla torta si ha con l'introduzione del protagonista di questo anime che ci viene mostrato immediatamente come Majin. Per prima cosa diciamo brevemente che per Majin si intende, all'interno di un manga o di un anime, quel personaggio dal comportamento ambiguo che non ha un ruolo palesemente buono, ma che, anzi, agisce in maniera spesso poco corretta dal punto di vista della morale unicamente per raggiungere degli scopi a tratti egoistici, ma che essenzialmente sono positivi. Abbiamo già sottolineato che il Majin non è affatto un modello di personaggio introdotto dalle CLAMP, ma non abbiamo ancora accennato come queste giovani autrici non si siano limitate a prendere spunto solo sul modello. Leolouch, infatti ci appare immediatamente molto simile dal punto di vista della grafica, ad un poco conosciuto personaggio di un gioco di ruolo per Playstation che uscì nel lontano 1997, quindi ben prima di Code Geass Lelouch of the rebellion. Stiamo parlando di Tales of Destiny che è recentemente uscito con un remake per Playstation 2. Il personaggio al quale le CLAMP hanno fatto riferimento è stato certamente Leon Magnus. Il colore dei capelli (nero corvino con dei riflessi vagamente purpurei) è lo stesso ed anche il taglio (sbarazzino ed estenuato). Ovviamente anche le pupille sono del medesimo colore (viola in entrambi i casi) come pure la struttura del corpo (esile e slanciata). Oltre a questo si aggiunge l'età: diciassette anni per Lelouch e sedici per Leon.
Nell'ending di Code Geass Lelouch ci viene mostrato con un vestito le cui maniche sono davvero simili a quelle dell'abito di Leon. Le braccia nell'illustrazione sono poste più o meno nello stesso modo. Ovviamente, però, i rifacimenti a questo personaggio non si limitano solo a questo, ma vanno ben oltre!
Esaminiamo ora il loro carattere: Leon è riservato, dal carattere difficile e dall'aria sempre seria e composta, quasi di superiorità. Allo stesso modo è anche Lelouch.
Come già citato entrambi i personaggi sono majin ed agiscono più o meno per le stesse ragioni. Vediamo più dettagliatamente il background di Leon e poi confrontiamolo con quello di Lelouch: Leon Magnus non è il vero nome e cognome del ragazzo, in realtà egli si chiama Emilio Katret ed è figlio di Chris Katret e Hugo Gilchrist. Hugo Gilchrist viene preso da manie di potere influenzato dalla presenza di Miktran che mira a governare il destino di tutti con il nome di Kronos. Emilio ha anche una sorella minore di nome Rutee Katret. Chris, accorgendosi della follia del marito cerca disperatamente di salvare i figli, ma riesce a portare via solo la femminuccia, mentre il povero Emilio è costretto non solo a rimanere nelle mani del padre, ma anche ad assistere all'uccisione della madre. Da allora Emilio viene costretto dal padre a cambiare nome e continua a vivere nella villa del padre come l'ospite Leon Magnus. Il padre è crudele e freddo nei suoi confronti ed il giovane è costretto per forza di cose a cambiare il suo carattere. Successivamente Hugo affida le cure di Leon ad una cameriera dalle sembianze uguali identiche a quelle della madre di Leon. La cameriera si chiama Marian Fustel. Nel secondo episodio di Tales of Destiny, Leon cambierà ancora una volta il nome e indosserà una maschera ed un vestito nero con mantello. Verrà chiamato il cavaliere oscuro.

In maniera molto simile ecco la vita di Lelouch:
Lelouch ha un cognome che non è il suo. Egli è il figlio dell'Imperatore della Britannia e di una nobildonna di nome Marianne (primo riferimento evidente con Marian). Marianne ci viene mostrata con i capelli neri lunghi e con un aspetto davvero molto simile a quello di Chris/Marian. Ovviamente l'imperatore della Britannia è preso da manie di potere ed il suo carattere non è dissimile a quello di Hugo Gilchrist in Tales of Destiny: entrambi i padri, infatti, appaiono oltremodo spietati con i rispettivi figli e sono la causa scatenante del loro cambiamento di carattere e di nome o cognome che sia. Se da un lato Hugo fa cambiare nome ad Emilio solo per far insabbiare l'uccisione della moglie, l'imperatore della Britannia invece esilia Lelouch il quale si vede costretto a cambiare cognome per non rischiare rappresaglie. Lelouch ha una sorella minore di nome Nanaly la quale è indisposta. E' da notare che esiste una Nanali in Tales of Destiny il cui fratellino ha un'indisposizione simile a quella della sorella di Lelouch. Lelouch fa affidamento anch'egli ad una cameriera anche se in questo caso non ha con essa un rapporto così intimo. Nella vicenda Lelouch otterrà il potere di controllare le persone e con esso si creerà una terza identità (esattamente come con Emlio poi Leon poi Judas) guarda caso vestendosi completamente di nero, con un mantello del medesimo colore e con una maschera in grado di coprirgli l'intera faccia. Egli creerà poi una squadra chiamata dei cavalieri neri. In maniera più spartana anche Leon è dotato di un marchingegno che gli permette di controllare le azioni di alcuni prigionieri che ha con se': si tratta di un oggetto a forma di cerchietto per la testa che applicato sul capo può provocare delle scosse elettriche se esercitate attraverso un telecomando a distanza che sta nelle mani del giovane.
Sia Leon che Lelouch hanno dei grandissimi amici.
Leon ha Chaltier che chiama Chal, mentre Lelouch ha Suzaku. Sia Suzaku che Chaltier hanno una caratterizzazione molto simile del carattere, ma piuttosto diversa dal punto di vista prettamente fisico. Altra differenza è che Chaltier dipende da Leon in quanto egli si è incarnato in una spada, mentre Suzaku agisce in maniera indipendente.

Lelouch agisce unicamente per il bene della debole sorella ed ha una vera fissa per lei, Leon agisce anche per la sorella, ma pure per Marian (soprattutto per lei).
Entrambi, comunque, combattono essenzialmente per una donna la quale è passiva (Nanaly è indisposta, Marian è alla mercé di Hugo e viene usata come strumento di ricatto e controllo sul figlio) davanti agli eventi.
Sia Lelouch che Leon sono costretti a mentire alle persone care e a nascondere la loro identità. Lelouch deve mentire alla sorella e ai suoi compagni di classe e preservare la sua identità di Zero (il suo nome in codice), Leon deve mentire alla sorella e ai suoi compagni d'avventura e, in Tales of Destiny 2, preservare la sua identità di Judas (il suo nome in codice).

Sia Leon che Lelouch odiano a morte il loro padre ed hanno un rapporto con la giustizia mitizzato: Leon è cavaliere di Seingald ed essenzialmente il suo compito è quello di andare a caccia di malviventi, Lelouch è il capo dei cavalieri neri che lottano per la giustizia e per i deboli.
Sia Leon che Lelouch vengono salvati da morte certa da una creatura sovrannaturale. Nel caso di Leon, egli, poco prima di morire di morte violenta, viene tratto in salvo di Erlaine, una semi-dea che le donerà l'identità di Judas, nel caso di Lelouch, il giovane verrà tratto in salvo, poco prima di morire di morte violenta da C.C che per effetto dei suoi poteri, le donerà di conseguenza la sua identità di Zero.

ALTRI RIFERIMENTI
Il tema della donna speciale che salva la vita ad un ragazzo che sta per perdere la vita facendo con quest'ultimo un patto mistico è tratto certamente da 3X3 Occhi dove la protagonista da al co-protagonista delle abilità innaturali imponendo, però, delle restrizioni.
Il personaggio di Clover viene ripreso graficamente da Zeik di Gundam Wing: entrambi sono biondi, hanno un fare nobile e vestono degli abiti settecenteschi.
C.C è un prototipo della ben nota figura della “femmina misteriosa”.
Altri esempi di femmine misteriose le abbiamo in Full Metal Panic dove la co-protagonista ha un insolito potere ambito da molti e in Last Exile (stavolta si tratta di una bambina).

INCOERENZE GEOGRAFICHE:
Da notare anche la straordinaria incoerenza geografica introdotta in Code Geass Lelouch of the rebellion: ci viene mostrata una terra a noi quasi contemporanea in cui la Britannia ha ottenuto il dominio assoluto nel mondo. Peccato che secondo le CLAMP la Britannia non sia la Gran Bretagna, come tutti penserebbero, bensì tutta l'America (Canada, Brasile, Messico, Argentina compresi che di americano non hanno nulla in quanto sono stati a parte).

RIFERIMENTI POLITICI:
Ci sono riferimenti politici abbastanza inquietanti in Code Geass: i britanni (americani) vengono mostrati come un popolo guidato da un regime dittatoriale che ci appare immediatamente molto simile a quello nazista. Il saluto “All Heil Britannia!” è ancora più sconcertante. Chissà se le CLAMP volessero fare un'accusa sotto le righe all'America per i disastri che quest'ultima aveva combinato in Giappone alla fine della seconda guerra mondiale (vedi Hiroshima) comportandosi, quindi, essenzialmente come i nazisti tedeschi. Ci potrebbe altresì essere un'accusa dell'occidentalizzazione forzata americana che ha castrato la cultura e la tradizione orientale del paese (si faccia riferimento all'introduzione di ciascun episodio dell'anime nella quale si dice chiaramente che la Britannia ha tolto il nome del Giappone e l'ha sostituito con Area 11 – anche qui il numero sarà stato scelto a caso è un chiaro riferimento alla tragedia dell'11 Settembre? Chi lo sa... - per poi distruggere tutti i suoi usi e costumi rideucendo l'intera popolazione in schiavitù). Riferimenti che sono piuttosto caldi, scottanti e pericolosi da gestire specie in un anime fanta-politico come questo.



























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