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- Le CLAMP negli anime robotici moderni e contemporanei







Le CLAMP, pure in questo caso, operarono una scelta piuttosto fortunata, ovvero quella di rendere estremamente umani tutti gli avversari che, venuti a contatto rispettivamente con Hikaru, Umi e Fuu inizieranno a farsi conoscere non solo dalle protagoniste, ma anche dagli spettatori i quali impareranno ad amarli per la loro simpatia o per la loro storia.

In parole povere, dunque, i tre regni scopriranno presto, grazie al logorante processo di intermediazione dei tre cavalieri magici, che essere Colonne di Sephiro non e assolutamente un compito piacevole in quanto chi si accolla questo dovere deve poi rinunciare ad amare dato che il proprio cuore deve essere rivolto unicamente al regno e al pianeta stesso. Scoraggiati da tutto questo, tutti e tre i regni si tireranno indietro, ma dall'ombra si profilerà il vero nemico. L'operazione di nascondere il vero nemico era una scelta senza ombra di dubbio alcuno al contempo coraggiosa ed interessante perché permetteva di instillare il dubbio nello spettatore che quindi non si annoiava, mantenendo, perciò vivo il suo interesse. Tra le altre cose appariva alquanto interessante anche l'identificazione di Nova con Hikaru stessa poiché dava alla giovane maggiore spessore di quello che aveva avuto sino a quel momento.

Va detto che Nova, personaggio, per altro, apparso unicamente nella versione animata, forse per dare maggiore vigore alla caratterizzazione forse un po' troppo scarsa della protagonista non era altro che l'ombra oscura, il lato negativo della ragazza. Da ciò arriviamo facilmente a comprendere quale che fossero i suoi desideri più reconditi, talmente ben nascosti che nemmeno lei sapeva di averli. Lottare contro Nova, un personaggio volutamente sadico che trovava più divertente massacrare e torturare i propri avversari piuttosto che ucciderli di botto, voleva dire combattere contro se' stessa, ma tale duello era necessario per la sua formazione non soltanto come guerriera, ma anche come essere umano.

La scelta di usare Nova fu geniale, ma allo stesso tempo alimentò delle notevoli discrepanze a livello strutturale del cartone animato: se è vero che Hikaru covava tutti quei sentimenti appariva davvero insolito e strano che quest'ultima fosse stata capace di comandare il Mana Guerriero di Rayearth, il Guardiano del fuoco infinito. Come sapevamo, di fatti, i Mana Guerrieri potevano concedersi solo a chi avesse dimostrato loro grande valore e lealtà.

Anche questa scelta appariva piuttosto classica e si rifaceva contemporaneamente sia alle favole di tipo evolutivo (laddove il personaggio, nel muoversi, doveva dimostrare le sue doti per potere ottenere dei premi) sia agli stessi personaggi dei vecchi cartoni animati robotici, personaggi che erano, ricordiamolo, assolutamente integri nel loro codice d'onore. Apprezzabile, però, fu la piccola rivoluzione legata alla razionalizzazione del Male che si fondeva con il Bene in un armonioso insieme. Per esempio, Zagato (conosciuto qui in Italia con il nome di Zagart in una translitterazione dal giapponese senza ombra di dubbio alcuno estremamente più occidentale), nemico acerrimo dei tre Cavalieri Magici, aveva rapito la principessa Emeraude la quale aveva invocato proprio gli stessi Cavalieri Magici affinché potessero aiutarla.
Più in avanti, nel cartone animato, si scoprirà non solo che Zagato era innamorato della bella principessina (ed è per questa stessa ragione che l'aveva portata via), ma che anche Emeraude, nel profondo, nutriva per lui un intenso sentimento. E sarà proprio su questa base che verrà operato un grandissimo colpo di scena al termine della prima serie di Magic Knight Rayearth.
Minore è il cambiamento subito nella gestione dei personaggi “malvagi” (mettiamo le virgolette perché tanto malvagi poi non sono): nonostante ciascuno di essi abbia una ragione ben precisa per lottare, essi vengono presentati a turno, come nella più classica delle tradizioni.

Sebbene Magic Knight Rayearth avesse poco a che spartire con I cieli di Escaflowne, entrambi i cartoni animati in questione sono, senza ombra di dubbio alcuna, i più grandi esponenti del genere fantasy – robotico fino ai giorni nostri.
A questo punto il lettore più curioso si starà già domandando:
“Adesso cosa possiamo trovare tra gli scaffali dell'immenso panorama video e cartaceo dei prodotti nipponici?”
Il trend che si è venuto a creare ultimamente tende a voler unire più generi possibili riconducendoli allo stile robotico.

In un panorama del genere i robot tornano ad essere delle semplici macchine al servizio, stavolta, di una storia che molto spesso non è quasi più incentrata su di essi come accadeva in passato. Con questo, però, non vogliamo certo dire che i cartoni animati di genere robotico e di stampo classico non vengano più prodotti; semplicemente in questo periodo la moda e l'evoluzione del genere pare stiano prendendo strade abbastanza diverse.
Tale scelta coraggiosa e audace, ha suscitato in molti fan ardenti polemiche in quanto molti sostengono che un anime in cui un robot non sia al centro dell'attenzione non è più un anime robotico. Noi pensiamo che sia possibile creare un anime di tipo robotico a tutto tondo pur non dando così importanza alla macchina umanoide.
E' bene sottolineare, comunque, che non sempre un cartone animato di tipo robotico e di stampo contemporaneo sia un prodotto di alta qualità.
Come esempi di questo sotto genere vorremmo usare i seguenti titoli: Full Metal Panic e Code Geass (del quale abbiamo anche un approfondimento presente tra le pagine del nostro sito per cui per maggiori informazioni in merito fate riferimento sempre e solo a noi). Abbiamo scelto queste due serie non a caso; Full Metal Panic è stato probabilmente uno dei primi anime robotici di nuova generazione ad uscire, ma, forse proprio in relazione a questo la sua gestione strutturale fu piuttosto discutibile. Diverso discorso va fatto per quanto concerne Code Geass il quale, nonostante abbia palesemente fatto riferimento a moltissimi altri cartoni animati, ha saputo fino ad ora gestire molto bene la trama, i personaggi e le situazioni (benché fossero estremamente complicate).
Full Metal Panic poneva al centro dell'attenzione, ancora una volta, una ragazza di nome Kaname Chidori, in questo caso, però, affiancata (per sua sfortuna e dopo vedremo perché) da un giovane di nome Sousuke Sagara.
Anche in tal caso l'incipit del cartone animato è profondamente diverso da quello degli anime robotici degli anni settanta e degli anni ottanta; ormai è chiaro come Neon Genesis Evangelion sia per lo meno riuscito nel suo intento di rivoluzionare il genere tanto che già alla fine degli anni novanta i cartoni animati robotici avevano assunto personalità abbastanza distinte tra di loro.
Sousuke Sagara, nonostante la sua giovane età, è un militare che non ha praticamente quasi mai vissuto tra i civili. A lui e alla sua squadra verrà assegnato il difficile compito di sorvegliare a distanza una ragazza (Kaname Chidori) che pare essere un personaggio chiave per quanto concerne i piani dei nemici.
Inizialmente il cartone animato si apre con un'ambientazione prettamente scolastica e ci mostra le “avventure disavventure” di Sousuke alle prese con la sua nuova vita da studente. Le situazioni che si vengono a creare da questo cambiamento di stile di vita sono a dir poco esilaranti e vanno a toccare anche la commedia romantica ed il Fan Service (abbiamo già visto di che cosa si tratta. Vi preghiamo di consultare le pagine precedenti di questo compendio per ulteriori informazioni in merito) lasciando totalmente in secondo piano i robot i quali vengono visti un po' come dei semplici mezzi armati.
In effetti uno dei cambiamenti più grandi di questo genere è che il robot non è uno solo come accadeva negli anime di vecchia data, ma svariati. Se prima le uniche persone capaci di costruire i robot erano gli uomini e più specificatamente le forze di protezione della terra, adesso chiunque sia a disposizione di una buona somma di denaro può permettersene uno. Le organizzazioni, prima assolutamente elitarie, si trasformano e si moltiplicano e così anche la varietà di macchine umanoidi diventa piuttosto grande.
Il grosso problema di Full Metal Panic non era tanto quello di presentare personaggi a volte piuttosto stereotipati, bensì quello di non riuscire ancora a gestire delle tipologie così diverse di narrazioni. Inserendo più “plot” (ovvero storie e sotto storie), la regia non è assolutamente capace di bilanciarle tutte e così la sensazione che si ha, guardando la serie televisiva di Full Meta Panic è quella di “disorientamento”.
Ad esempio... come abbiamo appena detto, questo cartone animato di tipo robotico inizia a mo' di commedia scolastica: possiamo vedere Chidori Kaname andare a scuola, parlare con gli amici, gestire la sua classe (è capoclasse), vivere, insomma, la sua vita in maniera del tutto normale. Un giorno arriva in aula il nuovo studente, Sousuke Sagara il quale, con il suo comportamento molto strano, bizzarro ed eccentrico (ricordiamo che il ragazzo è praticamente nato militare e quindi parla in maniera davvero inusuale, soprattutto considerata la sua giovane età), finisce irrimediabilmente per infastidire la povera Chidori Kaname.
In molteplici occasioni, di fatti, Sousuke scambierà delle pure coincidenze con dei veri e propri atti terroristici e così il suo atteggiamento apprensivo, attento e indagatore non farà altro che ledere l'intimità e la privacy di Chidori Kaname che risponderà a queste provocazioni utilizzando l'Harinsen (per ulteriori informazioni in merito all'Harinsen e ad altre strane armi orientali fate riferimento sempre e solo a questo compendio!) contro Sousuke generando, così, numerosi stacchetti comici e quasi demenziali.
Il cartone animato prosegue in questo modo per alcuni episodi, poi, però, il tono cambia radicalmente proprio quando la classe di Kaname Chidori va in gita. Durante la traversata in aereo, questo stesso viene dirottato proprio da quei terroristi da cui il giovane militare doveva proteggere la ragazza. A questo punto Sousuke Sagara si lancia all'inseguimento dei rapitori di Kaname Chidori, la trae in salvo e la riporta sana e salva in Giappone. Da quel momento in poi, però, per ragioni di sicurezza, la co protagonista viene praticamente confinata nel sottomarino dell'organizzazione cui fa parte lo stesso Sousuke Sagara in quanto lì starà maggiormente al sicuro. I restanti episodi vedranno una serie di scontri più in tema e coerenti al genere robotico classico.
Probabilmente per via di questo cambiamento repentino del setting e del genere, gli autori decisero, dopo aver terminato i canonici ventisei episodi di Full Metal Panic di replicare questa storia creando una sorta di “Gaiden” (anche per questa definizione fate sempre e solo riferimento al nostro compendio!) che si intitolerà Full Metal Panic Fumoffu, una mini serie di ambientazione prettamente scolastica che riprendeva i temi proposti in occasione dei primissimi episodi della serie madre Full Metal Panic.
Possiamo dire con assoluta certezza che in un certo qual modo Full Metal Panic fu il primo cartone animato di tipo robotico a presentare una storia talmente alternativa da non riflettere nemmeno lontanamente il genere a cui faceva parte.
Ricordiamo, di fatti, che fino a quel momento, i Gaiden nei cartoni animati di tipo robotico, specie quelli risalenti agli anni settanta ed ottanta, erano praticamente all'ordine del giorno. Ciònonostante occorre allo stesso tempo dire che tali Gaiden, sebbene fossero molto più scherzosi e canzonatori dei loro rispettivi originali, avevano comunque come protagonisti assoluti i robot e la loro immensa potenza combattiva. In Full Metal Panic Fumoffu, invece, non accadeva nulla di tutto questo.
A parte questa piccola rivoluzione e l'evoluzione nel tentativo di proporre un genere nuovo di anime robotico, Full Metal Panic rimaneva ancora troppo ancorato a degli stereotipi classici che, nell'anno in cui esso era stato prodotto, apparivano a dir poco anacronistici.
Full Metal Panic, di fatti, aveva ancora una caratterizzazione dei personaggi, specie per quanto riguarda i nemici, troppo tradizionalistica.
Sebbene Sousuke Sagara potesse apparire molto bizzarro, egli comunque restava il prototipo dell'eroe dei cartoni animati giapponesi: di origine orientale, carino, sempre nel giusto, pronto a tutto pur di portare a termine con successo la missione, con un forte senso di giustizia e di lealtà (anche se lo esprime in maniera ridondante ed estremizzata, va detto). Anche Kaname Chidori purtroppo è piuttosto lineare e prevedibile.


La situazione non migliora per niente nemmeno nella fazione nemica: gli avversari sono semplicemente dei terroristi e perciò rappresentano il Male senza possibilità di razionalizzare o di contestualizzare. In parole povere, dunque, i nemici sono semplicemente crudeli, spietati e cattivi e perciò non è possibile poterli analizzare dato che gli autori hanno volutamente scelto di non approfondire la loro caratterizzazione.
Una scelta del genere forse poteva andare bene negli anni settanta, ma adesso ci appare oltremodo discutibile.
L'incapacità di creare un cartone animato di tipo robotico totalmente nuovo era forse dettata da tempi ancora non abbastanza maturi. Quali che fossero i fattori, il problema fu risolto proprio da Code Geass.
In questo compendio utilizzeremo questo titolo solo per relazionarlo e metterlo in rapporto con il suo vecchio “parente”, ovvero Full Metal Panic. Preferiamo, però, non dilungarci sui difetti di questo cartone animato in quanto sono già stati ampiamente illustrati nelle apposite pagine del nostro sito che vi invitiamo caldamente a leggere se volete avere ulteriori ragguagli in merito.
Iniziamo proprio dalla caratterizzazione dei personaggi.
Per prima cosa la grande novità introdotta da Code Geass è stata quella di non porre un vero e proprio protagonista e di ribaltare i ruoli di “nemico” e di “alleato”. Ben consapevoli del fatto che questo ragionamento potrebbe apparire sicuramente assurdo e difficile da comprendere per chi non ha visto effettivamente nemmeno una puntata dell'anime in questione, faremo in modo di mettere luce su questa questione.
Il protagonista di Code Geass è, senza ombra di dubbio alcuna, Lelouch (anche se c'è chi sostiene il contrario). E' possibile avere una conferma anche solo osservando il sottotitolo del cartone animato stesso che cita testualmente: “Lelouch of the rebellion” ovvero “Lelouch della rivolta”.
Lelouch vive in Giappone, questo è vero, ma è di origini straniere; già questo potrebbe rappresentare un notevole cambiamento, ma non è tutto.
Lelouch è una sorta di nemesi del protagonista tipico dei cartoni animati robotici. Abbiamo usato apposta la definizione nemesi e non anti eroe proprio per differenziare bene la situazione di Shinji Ikari con quella di Lelouch. Shinji Ikari, di fatti, come avevamo visto, è un personaggio volutamente passivo, non attivo, codardo, egoista nel profondo, pauroso, remissivo, infelice del mondo e di tutto ciò che lo circonda. Davanti alle sofferenze, il personaggio in questione si chiudeva a guscio nella ricerca costante ed interiore di un mondo ideale nel quale poter vivere finalmente in pace. Lelouch, per contro, è un giovane che ha vissuto attimi molto difficili nella sua giovinezza: sua madre è stata assassinata in circostanze che rimangono ancora misteriose (il cartone animato è tuttora in corso in Giappone e probabilmente ci sarà una seconda serie), sua sorella minore, Nalaly, da quel momento, a causa dello shock non è stata più capace né di camminare né di vedere (non sappiamo la ragione di questo suo repentino cambiamento di salute fisica e mentale). Tra le altre cose Lelouch andandosi a lamentare con il proprio padre (Imperatore della Britannia!) di ciò che era accaduto, viene bandito dal Regno e costretto a rifugiarsi proprio nell'Area 11, ovvero il Giappone, nella quale il ragazzo sarà costretto a vivere in silenzio rinnegando il suo sangue blu e covando sempre di più odio e rancore verso le profonde ingiustizie subite. La differenza sostanziale sta, dunque, nell'atteggiamento di risposta che Lelouch avrà nei confronti del mondo esterno. Egli, di fatti, non si rinchiuderà in se' stesso, ma esploderà con tale forza e veemenza che andrà perfino a scatenare una vera e propria guerra.
Tra le altre cose Lelouch è uno dei pochissimi personaggi principali di anime robotici che possiedono una dote esterna al fatto stesso di possedere e di guidare un robot. Egli, di fatti, viene dotato da una misteriosa giovane chiamata C C (non sappiamo ancora per cosa stanno queste due lettere), di una capacità grandiosa, detta Geass, in grado di comandare indistintamente chiunque semplicemente guardandolo dritto negli occhi.
Dal punto di vista robotico, invece, Lelouch è con ogni probabilità uno dei piloti più carenti della storia (assieme a Shinji Ikari il quale, però, fa testo a se' dato che comunque era in qualche modo protetto dallo stesso Eva 01). Egli, di fatti, è un ottimo stratega ed un intelligentissimo studente, ma non è capace di usare bene un robot. Tra le altre cose, poi, il suo modello risulta essere medio, cosa che non accade praticamente mai in un genere robotico laddove il protagonista è l'unico dotato di una macchina umanoide o, in alternativa di una macchina speciale che nessun altro ha (vedi lo stesso Evangelion, Escaflowne, etc.). Lelouch non solo nelle prime puntate usa dei robot di fortuna, ma dopo, quando viene importato un modello fantastico e potentissimo non lo prende per se', ma lo da a Karen, uno dei terroristi.
Cosa più importante di tutte, comunque, è che Lelouch rappresenta sia il Bene che il Male allo stesso tempo. Da un lato il suo Geass gli impone di perpetuare la via della carneficina e questo potrebbe certamente indurre una persona a credere che il giovane sia crudele e spietato cosa che in effetti è, almeno con i suoi nemici.
Chi è nel torto, secondo la visione di Lelouch, sono i Britanni che hanno strappato via la libertà ad intere nazioni, ma conosciamo bene le ragioni implicite per le quali Lelouch si muove. La guerra su scala mondiale, in effetti nasce dalla frustrazione personale di essere inferiore al padre e dal grandioso senso di rivalsa che prova nei confronti dell'unico genitore che gli è rimasto. Intriso da questi sentimenti oscuri Lelouch dice di prodigarsi per il bene istituendo l'ordine dei Cavalieri Neri che devono proteggere e dare potere a chi non ha potere, mentre hanno il compito di annientare chi, invece, detiene una qualche forma di supremazia sugli altri. Nella lotta, però, i Cavalieri Neri fanno fuori numerosi soldati appartenenti ai corpi della Britannia che non centravano assolutamente nulla con la Famiglia Reale (vera ed unica detentrice di potere). Tra questi ci sarà anche il padre della migliore amica di Lelouch. Da quel momento il giovane inizia a tentennare sempre di più soprattutto quando scopre che dentro al famigerato Lancillotto c'è il suo amico più caro, ovvero Suzaku. Deciso a farselo amico anche sul campo di battaglia, organizzerà una rappresaglia per prenderlo in trappola e convincerlo a cambiare bandiera.
Ricordiamoci, poi, che Lelouch è praticamente un terrorista e che in numerose occasioni egli non si farà scrupoli a sacrificare i suoi stessi compagni pur di raggiungere l'obbiettivo (ancora una volta il concetto de: “Il fine giustifica il mezzo”).
Davanti a questo “Principe Nero” (come lo chiamano gli autori) abbiamo il “Cavaliere Bianco”, in netta contrapposizione sia grafica che caratteriale a quella del protagonista stesso.
Suzaku è, di fatti, il Cavaliere Bianco.
Egli, al contrario di Lelouch, rappresenta e si avvicina tantissimo allo standard tipico delle produzioni classiche e tradizionali robotiche: Suzaku, di fatti, è un giovane pilota ligio al dovere, che tenta di non uccidere nessuno (nemmeno i suoi stessi nemici) e che dice di voler lottare per conquistare la pace di un mondo senza guerre e senza sangue.
Il suo percorso della non violenza o comunque della violenza minima per poter raggiungere il proprio scopo è competente diverso da quello della carneficina di Lelouch.
Naturalmente Suzaku ignora il fatto che dietro la maschera di Zero (identità costruita apposta per la guerra terroristica da Lelouch) ci sia il suo migliore amico e non fa altro che dargli battaglia.
Come nelle migliori delle tradizioni, poi, egli è dotato di un robot davvero molto particolare che si chiama Lancillotto, tutto bianco (a differenza di quello completamente nero di Zero che comunque non è assolutamente nulla in confronto al suo). Lancillotto è uno dei pochi robot “unici” del cartone animato e segue gli standard più classici nella misura in cui è capace di sbaragliare qualsiasi nemico dato che possiede una forza ed una velocità senza pari.
Tra le altre cose Code Geass, rimanendo prettamente in tema di robot, presenta delle macchine umanoidi di nuovo “anatomiche” e quindi piuttosto snelle ed agili (non siamo comunque ai livelli di Neon Genesis Evangelion, ci teniamo a specificare).
Suzaku sarebbe stato certamente un personaggio estremamente prevedibile ed assolutamente fuori luogo in una produzione così contemporanea e nuova come questa se non fosse per due fattori essenziali. Il primo lo abbiamo, senza ombra di dubbio alcuna, nella sua stessa “posizione” all'interno dell'anime stesso. Egli, di fatti, non è il protagonista, ma l'avversario del protagonista e quindi, per certi versi potrebbe rappresentare, paradossalmente, un nemico agli occhi dello spettatore che tende a simpatizzare per Zero.
E' questa, infondo, la grande magia di Code Geass, ovvero quella di porre due personaggi diametralmente opposti, nemici acerrimi in guerra, amici nella vita privata, dotati di caratteri completamente distinti ed appartenenti a fazioni avversarie, controbilanciati a tal punto che lo spettatore è incapace di determinare quale che sia il Bene e quale che sia il Male.
Zero e Suzaku, di fatti, sono, se ci fermiamo a riflettere con cura, nel giusto entrambi, ma il loro modo di esprimere e di imporre giustizia collide.
Tutto questo rende il cartone animato in questione estremamente verosimile ed apprezzabile in quanto non utilizza dei personaggi per fare della morale gratuita.
Il secondo fattore che rende Suzaku profondamente diverso è quello legato al suo stesso passato: Suzaku, di fatti, quando era ancora un ragazzo, ha assassinato suo padre per una serie di ragioni piuttosto complicate, ma, disprezzandosi profondamente per quanto aveva fatto la sua psiche crea un senso di rigetto e di rifiuto che gli permetterà di superare la crisi.
Successivamente, però, Lelouch scoprirà questo aspetto a dir poco inquietante del passato del suo amico, ma non lo giudicherà mai.
Simbolica è la frase che viene ripetuta di tanto in tanto all'inizio di un episodio ovvero:
“Nel Bene ci può essere del Male, mentre nel Male ci può essere del Bene.”
E' il principio dello Ying e dello Yang e lo si può andare a ritrovare negli stessi personaggi.
A parte Lelouch e Suzaku, le altre figure di questo cartone animato sono altamente caratterizzate (chi più chi meno) ed hanno tutte un ruolo nella vicenda.
In tal modo Code Geass, ambientato tra la guerra e la scuola (Istituto Ashford), presenta lo stesso tema dettato dall'incipit di Full Metal Panic, ma, al contrario di quest'ultimo titolo, riesce perfettamente a bilanciare momenti privati di “svago” e momenti pubblici di “guerra”.
Tra le altre cose, poi, in Code Geass è forte anche la presenza di un tema politico (le fazioni opposte alla Britannia) e di un tema tattico che mai era stato introdotto con così grande “ardore” in un cartone animato di tipo robotico.
Altra novità presente in questo titolo sta nella situazione in cui versa il Giappone; mentre in Neon Genesis Evangelion la nazione era stata capace fino alle battute finali imposte nel film, di contrattaccare e di debellare le forze nemiche, in Code Geass l'arcipelago è subito assoggettato all'impero della Britannia che, a differenza di quanti potrebbero pensare, non è la Gran Bretagna, ma l'America stessa la quale, grazie ad un'ingente forza militare era stata capace di assoggettare praticamente quasi tutte le nazioni del Sol Levante attraverso un'azione mirata.
Tutte le terre conquistate diventavano irrimediabilmente delle colonie chiamate con un numero. Il Giappone, ad esempio, è l'area 11 e di conseguenza tutti i giapponesi vengono ribattezzati “Eleven”.
Come è possibile notare, dunque, il Giappone ha perso ogni forma di rispetto, di onore e di identità, ed è proprio sfruttando la frustrazione di questo popolo che Lelouch nelle vesti di Zero, ha intenzione di schiacciare suo padre ed il suo dominio.



























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