
Le CLAMP, pure in questo caso, operarono una scelta piuttosto
fortunata, ovvero quella di rendere estremamente umani tutti
gli avversari che, venuti a contatto rispettivamente con Hikaru,
Umi e Fuu inizieranno a farsi conoscere non solo dalle protagoniste,
ma anche dagli spettatori i quali impareranno ad amarli per
la loro simpatia o per la loro storia.
In parole povere, dunque, i tre regni scopriranno presto,
grazie al logorante processo di intermediazione dei tre cavalieri
magici, che essere Colonne di Sephiro non e assolutamente
un compito piacevole in quanto chi si accolla questo dovere
deve poi rinunciare ad amare dato che il proprio cuore deve
essere rivolto unicamente al regno e al pianeta stesso. Scoraggiati
da tutto questo, tutti e tre i regni si tireranno indietro,
ma dall'ombra si profilerà il vero nemico. L'operazione
di nascondere il vero nemico era una scelta senza ombra di
dubbio alcuno al contempo coraggiosa ed interessante perché
permetteva di instillare il dubbio nello spettatore che quindi
non si annoiava, mantenendo, perciò vivo il suo interesse.
Tra le altre cose appariva alquanto interessante anche l'identificazione
di Nova con Hikaru stessa poiché dava alla giovane
maggiore spessore di quello che aveva avuto sino a quel momento.
Va detto che Nova, personaggio, per altro, apparso unicamente
nella versione animata, forse per dare maggiore vigore alla
caratterizzazione forse un po' troppo scarsa della protagonista
non era altro che l'ombra oscura, il lato negativo della ragazza.
Da ciò arriviamo facilmente a comprendere quale che
fossero i suoi desideri più reconditi, talmente ben
nascosti che nemmeno lei sapeva di averli. Lottare contro
Nova, un personaggio volutamente sadico che trovava più
divertente massacrare e torturare i propri avversari piuttosto
che ucciderli di botto, voleva dire combattere contro se'
stessa, ma tale duello era necessario per la sua formazione
non soltanto come guerriera, ma anche come essere umano.
La scelta di usare Nova fu geniale, ma allo stesso tempo alimentò
delle notevoli discrepanze a livello strutturale del cartone
animato: se è vero che Hikaru covava tutti quei sentimenti
appariva davvero insolito e strano che quest'ultima fosse
stata capace di comandare il Mana Guerriero di Rayearth, il
Guardiano del fuoco infinito. Come sapevamo, di fatti, i Mana
Guerrieri potevano concedersi solo a chi avesse dimostrato
loro grande valore e lealtà.
Anche questa scelta appariva piuttosto classica e si rifaceva
contemporaneamente sia alle favole di tipo evolutivo (laddove
il personaggio, nel muoversi, doveva dimostrare le sue doti
per potere ottenere dei premi) sia agli stessi personaggi
dei vecchi cartoni animati robotici, personaggi che erano,
ricordiamolo, assolutamente integri nel loro codice d'onore.
Apprezzabile, però, fu la piccola rivoluzione legata
alla razionalizzazione del Male che si fondeva con il Bene
in un armonioso insieme. Per esempio, Zagato (conosciuto qui
in Italia con il nome di Zagart in una translitterazione dal
giapponese senza ombra di dubbio alcuno estremamente più
occidentale), nemico acerrimo dei tre Cavalieri Magici, aveva
rapito la principessa Emeraude la quale aveva invocato proprio
gli stessi Cavalieri Magici affinché potessero aiutarla.
Più in avanti, nel cartone animato, si scoprirà
non solo che Zagato era innamorato della bella principessina
(ed è per questa stessa ragione che l'aveva portata
via), ma che anche Emeraude, nel profondo, nutriva per lui
un intenso sentimento. E sarà proprio su questa base
che verrà operato un grandissimo colpo di scena al
termine della prima serie di Magic Knight Rayearth.
Minore è il cambiamento subito nella gestione dei personaggi
“malvagi” (mettiamo le virgolette perché
tanto malvagi poi non sono): nonostante ciascuno di essi abbia
una ragione ben precisa per lottare, essi vengono presentati
a turno, come nella più classica delle tradizioni.
Sebbene Magic Knight Rayearth avesse poco a che spartire con
I cieli di Escaflowne, entrambi i cartoni animati in questione
sono, senza ombra di dubbio alcuna, i più grandi esponenti
del genere fantasy – robotico fino ai giorni nostri.
A questo punto il lettore più curioso si starà
già domandando:
“Adesso cosa possiamo trovare tra gli scaffali dell'immenso
panorama video e cartaceo dei prodotti nipponici?”
Il trend che si è venuto a creare ultimamente tende
a voler unire più generi possibili riconducendoli allo
stile robotico.
In un panorama del genere i robot tornano ad essere delle
semplici macchine al servizio, stavolta, di una storia che
molto spesso non è quasi più incentrata su di
essi come accadeva in passato. Con questo, però, non
vogliamo certo dire che i cartoni animati di genere robotico
e di stampo classico non vengano più prodotti; semplicemente
in questo periodo la moda e l'evoluzione del genere pare stiano
prendendo strade abbastanza diverse.
Tale scelta coraggiosa e audace, ha suscitato in molti fan
ardenti polemiche in quanto molti sostengono che un anime
in cui un robot non sia al centro dell'attenzione non è
più un anime robotico. Noi pensiamo che sia possibile
creare un anime di tipo robotico a tutto tondo pur non dando
così importanza alla macchina umanoide.
E' bene sottolineare, comunque, che non sempre un cartone
animato di tipo robotico e di stampo contemporaneo sia un
prodotto di alta qualità.
Come esempi di questo sotto genere vorremmo usare i seguenti
titoli: Full Metal Panic e Code Geass (del quale abbiamo anche
un approfondimento presente tra le pagine del nostro sito
per cui per maggiori informazioni in merito fate riferimento
sempre e solo a noi). Abbiamo scelto queste due serie non
a caso; Full Metal Panic è stato probabilmente uno
dei primi anime robotici di nuova generazione ad uscire, ma,
forse proprio in relazione a questo la sua gestione strutturale
fu piuttosto discutibile. Diverso discorso va fatto per quanto
concerne Code Geass il quale, nonostante abbia palesemente
fatto riferimento a moltissimi altri cartoni animati, ha saputo
fino ad ora gestire molto bene la trama, i personaggi e le
situazioni (benché fossero estremamente complicate).
Full Metal Panic poneva al centro dell'attenzione, ancora
una volta, una ragazza di nome Kaname Chidori, in questo caso,
però, affiancata (per sua sfortuna e dopo vedremo perché)
da un giovane di nome Sousuke Sagara.
Anche in tal caso l'incipit del cartone animato è profondamente
diverso da quello degli anime robotici degli anni settanta
e degli anni ottanta; ormai è chiaro come Neon Genesis
Evangelion sia per lo meno riuscito nel suo intento di rivoluzionare
il genere tanto che già alla fine degli anni novanta
i cartoni animati robotici avevano assunto personalità
abbastanza distinte tra di loro.
Sousuke Sagara, nonostante la sua giovane età, è
un militare che non ha praticamente quasi mai vissuto tra
i civili. A lui e alla sua squadra verrà assegnato
il difficile compito di sorvegliare a distanza una ragazza
(Kaname Chidori) che pare essere un personaggio chiave per
quanto concerne i piani dei nemici.
Inizialmente il cartone animato si apre con un'ambientazione
prettamente scolastica e ci mostra le “avventure disavventure”
di Sousuke alle prese con la sua nuova vita da studente. Le
situazioni che si vengono a creare da questo cambiamento di
stile di vita sono a dir poco esilaranti e vanno a toccare
anche la commedia romantica ed il Fan Service (abbiamo già
visto di che cosa si tratta. Vi preghiamo di consultare le
pagine precedenti di questo compendio per ulteriori informazioni
in merito) lasciando totalmente in secondo piano i robot i
quali vengono visti un po' come dei semplici mezzi armati.
In effetti uno dei cambiamenti più grandi di questo
genere è che il robot non è uno solo come accadeva
negli anime di vecchia data, ma svariati. Se prima le uniche
persone capaci di costruire i robot erano gli uomini e più
specificatamente le forze di protezione della terra, adesso
chiunque sia a disposizione di una buona somma di denaro può
permettersene uno. Le organizzazioni, prima assolutamente
elitarie, si trasformano e si moltiplicano e così anche
la varietà di macchine umanoidi diventa piuttosto grande.
Il grosso problema di Full Metal Panic non era tanto quello
di presentare personaggi a volte piuttosto stereotipati, bensì
quello di non riuscire ancora a gestire delle tipologie così
diverse di narrazioni. Inserendo più “plot”
(ovvero storie e sotto storie), la regia non è assolutamente
capace di bilanciarle tutte e così la sensazione che
si ha, guardando la serie televisiva di Full Meta Panic è
quella di “disorientamento”.
Ad esempio... come abbiamo appena detto, questo cartone animato
di tipo robotico inizia a mo' di commedia scolastica: possiamo
vedere Chidori Kaname andare a scuola, parlare con gli amici,
gestire la sua classe (è capoclasse), vivere, insomma,
la sua vita in maniera del tutto normale. Un giorno arriva
in aula il nuovo studente, Sousuke Sagara il quale, con il
suo comportamento molto strano, bizzarro ed eccentrico (ricordiamo
che il ragazzo è praticamente nato militare e quindi
parla in maniera davvero inusuale, soprattutto considerata
la sua giovane età), finisce irrimediabilmente per
infastidire la povera Chidori Kaname.
In molteplici occasioni, di fatti, Sousuke scambierà
delle pure coincidenze con dei veri e propri atti terroristici
e così il suo atteggiamento apprensivo, attento e indagatore
non farà altro che ledere l'intimità e la privacy
di Chidori Kaname che risponderà a queste provocazioni
utilizzando l'Harinsen (per ulteriori informazioni in merito
all'Harinsen e ad altre strane armi orientali fate riferimento
sempre e solo a questo compendio!) contro Sousuke generando,
così, numerosi stacchetti comici e quasi demenziali.
Il cartone animato prosegue in questo modo per alcuni episodi,
poi, però, il tono cambia radicalmente proprio quando
la classe di Kaname Chidori va in gita. Durante la traversata
in aereo, questo stesso viene dirottato proprio da quei terroristi
da cui il giovane militare doveva proteggere la ragazza. A
questo punto Sousuke Sagara si lancia all'inseguimento dei
rapitori di Kaname Chidori, la trae in salvo e la riporta
sana e salva in Giappone. Da quel momento in poi, però,
per ragioni di sicurezza, la co protagonista viene praticamente
confinata nel sottomarino dell'organizzazione cui fa parte
lo stesso Sousuke Sagara in quanto lì starà
maggiormente al sicuro. I restanti episodi vedranno una serie
di scontri più in tema e coerenti al genere robotico
classico.
Probabilmente per via di questo cambiamento repentino del
setting e del genere, gli autori decisero, dopo aver terminato
i canonici ventisei episodi di Full Metal Panic di replicare
questa storia creando una sorta di “Gaiden” (anche
per questa definizione fate sempre e solo riferimento al nostro
compendio!) che si intitolerà Full Metal Panic Fumoffu,
una mini serie di ambientazione prettamente scolastica che
riprendeva i temi proposti in occasione dei primissimi episodi
della serie madre Full Metal Panic.
Possiamo dire con assoluta certezza che in un certo qual modo
Full Metal Panic fu il primo cartone animato di tipo robotico
a presentare una storia talmente alternativa da non riflettere
nemmeno lontanamente il genere a cui faceva parte.
Ricordiamo, di fatti, che fino a quel momento, i Gaiden nei
cartoni animati di tipo robotico, specie quelli risalenti
agli anni settanta ed ottanta, erano praticamente all'ordine
del giorno. Ciònonostante occorre allo stesso tempo
dire che tali Gaiden, sebbene fossero molto più scherzosi
e canzonatori dei loro rispettivi originali, avevano comunque
come protagonisti assoluti i robot e la loro immensa potenza
combattiva. In Full Metal Panic Fumoffu, invece, non accadeva
nulla di tutto questo.
A parte questa piccola rivoluzione e l'evoluzione nel tentativo
di proporre un genere nuovo di anime robotico, Full Metal
Panic rimaneva ancora troppo ancorato a degli stereotipi classici
che, nell'anno in cui esso era stato prodotto, apparivano
a dir poco anacronistici.
Full Metal Panic, di fatti, aveva ancora una caratterizzazione
dei personaggi, specie per quanto riguarda i nemici, troppo
tradizionalistica.
Sebbene Sousuke Sagara potesse apparire molto bizzarro, egli
comunque restava il prototipo dell'eroe dei cartoni animati
giapponesi: di origine orientale, carino, sempre nel giusto,
pronto a tutto pur di portare a termine con successo la missione,
con un forte senso di giustizia e di lealtà (anche
se lo esprime in maniera ridondante ed estremizzata, va detto).
Anche Kaname Chidori purtroppo è piuttosto lineare
e prevedibile.

La situazione non migliora per niente nemmeno nella fazione
nemica: gli avversari sono semplicemente dei terroristi e
perciò rappresentano il Male senza possibilità
di razionalizzare o di contestualizzare. In parole povere,
dunque, i nemici sono semplicemente crudeli, spietati e cattivi
e perciò non è possibile poterli analizzare
dato che gli autori hanno volutamente scelto di non approfondire
la loro caratterizzazione.
Una scelta del genere forse poteva andare bene negli anni
settanta, ma adesso ci appare oltremodo discutibile.
L'incapacità di creare un cartone animato di tipo robotico
totalmente nuovo era forse dettata da tempi ancora non abbastanza
maturi. Quali che fossero i fattori, il problema fu risolto
proprio da Code Geass.
In questo compendio utilizzeremo questo titolo solo per relazionarlo
e metterlo in rapporto con il suo vecchio “parente”,
ovvero Full Metal Panic. Preferiamo, però, non dilungarci
sui difetti di questo cartone animato in quanto sono già
stati ampiamente illustrati nelle apposite pagine del nostro
sito che vi invitiamo caldamente a leggere se volete avere
ulteriori ragguagli in merito.
Iniziamo proprio dalla caratterizzazione dei personaggi.
Per prima cosa la grande novità introdotta da Code
Geass è stata quella di non porre un vero e proprio
protagonista e di ribaltare i ruoli di “nemico”
e di “alleato”. Ben consapevoli del fatto che
questo ragionamento potrebbe apparire sicuramente assurdo
e difficile da comprendere per chi non ha visto effettivamente
nemmeno una puntata dell'anime in questione, faremo in modo
di mettere luce su questa questione.
Il protagonista di Code Geass è, senza ombra di dubbio
alcuna, Lelouch (anche se c'è chi sostiene il contrario).
E' possibile avere una conferma anche solo osservando il sottotitolo
del cartone animato stesso che cita testualmente: “Lelouch
of the rebellion” ovvero “Lelouch della rivolta”.
Lelouch vive in Giappone, questo è vero, ma è
di origini straniere; già questo potrebbe rappresentare
un notevole cambiamento, ma non è tutto.
Lelouch è una sorta di nemesi del protagonista tipico
dei cartoni animati robotici. Abbiamo usato apposta la definizione
nemesi e non anti eroe proprio per differenziare bene la situazione
di Shinji Ikari con quella di Lelouch. Shinji Ikari, di fatti,
come avevamo visto, è un personaggio volutamente passivo,
non attivo, codardo, egoista nel profondo, pauroso, remissivo,
infelice del mondo e di tutto ciò che lo circonda.
Davanti alle sofferenze, il personaggio in questione si chiudeva
a guscio nella ricerca costante ed interiore di un mondo ideale
nel quale poter vivere finalmente in pace. Lelouch, per contro,
è un giovane che ha vissuto attimi molto difficili
nella sua giovinezza: sua madre è stata assassinata
in circostanze che rimangono ancora misteriose (il cartone
animato è tuttora in corso in Giappone e probabilmente
ci sarà una seconda serie), sua sorella minore, Nalaly,
da quel momento, a causa dello shock non è stata più
capace né di camminare né di vedere (non sappiamo
la ragione di questo suo repentino cambiamento di salute fisica
e mentale). Tra le altre cose Lelouch andandosi a lamentare
con il proprio padre (Imperatore della Britannia!) di ciò
che era accaduto, viene bandito dal Regno e costretto a rifugiarsi
proprio nell'Area 11, ovvero il Giappone, nella quale il ragazzo
sarà costretto a vivere in silenzio rinnegando il suo
sangue blu e covando sempre di più odio e rancore verso
le profonde ingiustizie subite. La differenza sostanziale
sta, dunque, nell'atteggiamento di risposta che Lelouch avrà
nei confronti del mondo esterno. Egli, di fatti, non si rinchiuderà
in se' stesso, ma esploderà con tale forza e veemenza
che andrà perfino a scatenare una vera e propria guerra.
Tra le altre cose Lelouch è uno dei pochissimi personaggi
principali di anime robotici che possiedono una dote esterna
al fatto stesso di possedere e di guidare un robot. Egli,
di fatti, viene dotato da una misteriosa giovane chiamata
C C (non sappiamo ancora per cosa stanno queste due lettere),
di una capacità grandiosa, detta Geass, in grado di
comandare indistintamente chiunque semplicemente guardandolo
dritto negli occhi.
Dal punto di vista robotico, invece, Lelouch è con
ogni probabilità uno dei piloti più carenti
della storia (assieme a Shinji Ikari il quale, però,
fa testo a se' dato che comunque era in qualche modo protetto
dallo stesso Eva 01). Egli, di fatti, è un ottimo stratega
ed un intelligentissimo studente, ma non è capace di
usare bene un robot. Tra le altre cose, poi, il suo modello
risulta essere medio, cosa che non accade praticamente mai
in un genere robotico laddove il protagonista è l'unico
dotato di una macchina umanoide o, in alternativa di una macchina
speciale che nessun altro ha (vedi lo stesso Evangelion, Escaflowne,
etc.). Lelouch non solo nelle prime puntate usa dei robot
di fortuna, ma dopo, quando viene importato un modello fantastico
e potentissimo non lo prende per se', ma lo da a Karen, uno
dei terroristi.
Cosa più importante di tutte, comunque, è che
Lelouch rappresenta sia il Bene che il Male allo stesso tempo.
Da un lato il suo Geass gli impone di perpetuare la via della
carneficina e questo potrebbe certamente indurre una persona
a credere che il giovane sia crudele e spietato cosa che in
effetti è, almeno con i suoi nemici.
Chi è nel torto, secondo la visione di Lelouch, sono
i Britanni che hanno strappato via la libertà ad intere
nazioni, ma conosciamo bene le ragioni implicite per le quali
Lelouch si muove. La guerra su scala mondiale, in effetti
nasce dalla frustrazione personale di essere inferiore al
padre e dal grandioso senso di rivalsa che prova nei confronti
dell'unico genitore che gli è rimasto. Intriso da questi
sentimenti oscuri Lelouch dice di prodigarsi per il bene istituendo
l'ordine dei Cavalieri Neri che devono proteggere e dare potere
a chi non ha potere, mentre hanno il compito di annientare
chi, invece, detiene una qualche forma di supremazia sugli
altri. Nella lotta, però, i Cavalieri Neri fanno fuori
numerosi soldati appartenenti ai corpi della Britannia che
non centravano assolutamente nulla con la Famiglia Reale (vera
ed unica detentrice di potere). Tra questi ci sarà
anche il padre della migliore amica di Lelouch. Da quel momento
il giovane inizia a tentennare sempre di più soprattutto
quando scopre che dentro al famigerato Lancillotto c'è
il suo amico più caro, ovvero Suzaku. Deciso a farselo
amico anche sul campo di battaglia, organizzerà una
rappresaglia per prenderlo in trappola e convincerlo a cambiare
bandiera.
Ricordiamoci, poi, che Lelouch è praticamente un terrorista
e che in numerose occasioni egli non si farà scrupoli
a sacrificare i suoi stessi compagni pur di raggiungere l'obbiettivo
(ancora una volta il concetto de: “Il fine giustifica
il mezzo”).
Davanti a questo “Principe Nero” (come lo chiamano
gli autori) abbiamo il “Cavaliere Bianco”, in
netta contrapposizione sia grafica che caratteriale a quella
del protagonista stesso.
Suzaku è, di fatti, il Cavaliere Bianco.
Egli, al contrario di Lelouch, rappresenta e si avvicina tantissimo
allo standard tipico delle produzioni classiche e tradizionali
robotiche: Suzaku, di fatti, è un giovane pilota ligio
al dovere, che tenta di non uccidere nessuno (nemmeno i suoi
stessi nemici) e che dice di voler lottare per conquistare
la pace di un mondo senza guerre e senza sangue.
Il suo percorso della non violenza o comunque della violenza
minima per poter raggiungere il proprio scopo è competente
diverso da quello della carneficina di Lelouch.
Naturalmente Suzaku ignora il fatto che dietro la maschera
di Zero (identità costruita apposta per la guerra terroristica
da Lelouch) ci sia il suo migliore amico e non fa altro che
dargli battaglia.
Come nelle migliori delle tradizioni, poi, egli è dotato
di un robot davvero molto particolare che si chiama Lancillotto,
tutto bianco (a differenza di quello completamente nero di
Zero che comunque non è assolutamente nulla in confronto
al suo). Lancillotto è uno dei pochi robot “unici”
del cartone animato e segue gli standard più classici
nella misura in cui è capace di sbaragliare qualsiasi
nemico dato che possiede una forza ed una velocità
senza pari.
Tra le altre cose Code Geass, rimanendo prettamente in tema
di robot, presenta delle macchine umanoidi di nuovo “anatomiche”
e quindi piuttosto snelle ed agili (non siamo comunque ai
livelli di Neon Genesis Evangelion, ci teniamo a specificare).
Suzaku sarebbe stato certamente un personaggio estremamente
prevedibile ed assolutamente fuori luogo in una produzione
così contemporanea e nuova come questa se non fosse
per due fattori essenziali. Il primo lo abbiamo, senza ombra
di dubbio alcuna, nella sua stessa “posizione”
all'interno dell'anime stesso. Egli, di fatti, non è
il protagonista, ma l'avversario del protagonista e quindi,
per certi versi potrebbe rappresentare, paradossalmente, un
nemico agli occhi dello spettatore che tende a simpatizzare
per Zero.
E' questa, infondo, la grande magia di Code Geass, ovvero
quella di porre due personaggi diametralmente opposti, nemici
acerrimi in guerra, amici nella vita privata, dotati di caratteri
completamente distinti ed appartenenti a fazioni avversarie,
controbilanciati a tal punto che lo spettatore è incapace
di determinare quale che sia il Bene e quale che sia il Male.
Zero e Suzaku, di fatti, sono, se ci fermiamo a riflettere
con cura, nel giusto entrambi, ma il loro modo di esprimere
e di imporre giustizia collide.
Tutto questo rende il cartone animato in questione estremamente
verosimile ed apprezzabile in quanto non utilizza dei personaggi
per fare della morale gratuita.
Il secondo fattore che rende Suzaku profondamente diverso
è quello legato al suo stesso passato: Suzaku, di fatti,
quando era ancora un ragazzo, ha assassinato suo padre per
una serie di ragioni piuttosto complicate, ma, disprezzandosi
profondamente per quanto aveva fatto la sua psiche crea un
senso di rigetto e di rifiuto che gli permetterà di
superare la crisi.
Successivamente, però, Lelouch scoprirà questo
aspetto a dir poco inquietante del passato del suo amico,
ma non lo giudicherà mai.
Simbolica è la frase che viene ripetuta di tanto in
tanto all'inizio di un episodio ovvero:
“Nel Bene ci può essere del Male, mentre nel
Male ci può essere del Bene.”
E' il principio dello Ying e dello Yang e lo si può
andare a ritrovare negli stessi personaggi.
A parte Lelouch e Suzaku, le altre figure di questo cartone
animato sono altamente caratterizzate (chi più chi
meno) ed hanno tutte un ruolo nella vicenda.
In tal modo Code Geass, ambientato tra la guerra e la scuola
(Istituto Ashford), presenta lo stesso tema dettato dall'incipit
di Full Metal Panic, ma, al contrario di quest'ultimo titolo,
riesce perfettamente a bilanciare momenti privati di “svago”
e momenti pubblici di “guerra”.
Tra le altre cose, poi, in Code Geass è forte anche
la presenza di un tema politico (le fazioni opposte alla Britannia)
e di un tema tattico che mai era stato introdotto con così
grande “ardore” in un cartone animato di tipo
robotico.
Altra novità presente in questo titolo sta nella situazione
in cui versa il Giappone; mentre in Neon Genesis Evangelion
la nazione era stata capace fino alle battute finali imposte
nel film, di contrattaccare e di debellare le forze nemiche,
in Code Geass l'arcipelago è subito assoggettato all'impero
della Britannia che, a differenza di quanti potrebbero pensare,
non è la Gran Bretagna, ma l'America stessa la quale,
grazie ad un'ingente forza militare era stata capace di assoggettare
praticamente quasi tutte le nazioni del Sol Levante attraverso
un'azione mirata.
Tutte le terre conquistate diventavano irrimediabilmente delle
colonie chiamate con un numero. Il Giappone, ad esempio, è
l'area 11 e di conseguenza tutti i giapponesi vengono ribattezzati
“Eleven”.
Come è possibile notare, dunque, il Giappone ha perso
ogni forma di rispetto, di onore e di identità, ed
è proprio sfruttando la frustrazione di questo popolo
che Lelouch nelle vesti di Zero, ha intenzione di schiacciare
suo padre ed il suo dominio.