Un mondo di manga e di anime giapponesi  

 







Chiyuku Shojo Arijuna


Storia


Lo staff dell'anime era così composto:

Regia: Kawamori Shoji
Sceneggiatura: Kawamori Shoji
Character Design: Kishida Takahiro
Animazioni a cura dello studio Satelight
Musiche: Kanno Yoko
Supervisione per la Computer Grafica: Itano Ichiro
Scheda Informativa:
Titolo: Chiyuku Shojo Arijuna (la traduzione letterale sarebbe: La ragazza della terra Arijuna)
Formato: Serie TV conclusa
Genere: Drammatico, Ambientalista
Numero di episodi: 12
Durata a episodio: 24 minuti circa
Note: Dagli stessi registi di Escaflowne e gli stessi disegnatori di Serial Experiments Lain. Il cartone animato è totalmente inedito in Italia e la sua visione è consigliata ad un pubblico maturo (vietato ai minori di 14 anni) per la difficoltà dei temi trattati.

Introduzione: Solitamente, quando si recensisce un cartone animato o un fumetto si tende sempre a cercare di inquadrarlo in un genere ben preciso per poter così iniziare a parlarne con maggiore coscienza. Questo procedimento, semplice e scontato per la maggior parte dei casi risulta essere, invece, molto complicato se si vuole descrivere minuziosamente un prodotto davvero unico come l'anime che stiamo introducendo, ovvero Chiyuku Shojo Arijuna (che tradotto letteralmente sarebbe La ragazza della terra Arijuna).

Quest'opera si inserisce in uno dei filoni meno sfruttati, ma allo stesso tempo, più affascinanti che possiamo vedere nella produzione di anime in Giappone, quello ambientalistico. Ricordiamo che altri autori avevano trattato l'argomento, magari non in maniera così approfondita come succede qui, ad esempio, l'insuperabile Hayao Miyazaki in quasi tutti i suoi film, ma in special modo nella Principessa Mononoke.
Possiamo affermare senza troppi problemi che La ragazza della terra Arijuna è un cartone animato soltanto perché è stato disegnato, di certo non per altro.

Le tematiche che tratta, infatti, sono di altissima valenza filosofica perché si occupano principalmente delle problematiche esistenziali, dell'anima, del significato della vita umana e dell'origine del mondo che ci circonda. Non è difficile comprendere, date queste premesse, che La ragazza della terra Arijuna, sia un cartone animato che trasuda di dialoghi, spesso lunghi, ma mai scontati che forse potrebbero scoraggiare lo spettatore che cerca nell'animazione giapponese un mero intrattenimento a base di scene d'azione e di combattimenti. In realtà questa produzione rasenta la perfezione non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista contenutistico, come vedremo più avanti.

Uno dei nei più grandi lo abbiamo nella computer grafica usata per questo titolo: alcune creature sovrannaturali verranno, infatti, rappresentate con moderni programmi per la creazione di immagini in tre dimensioni, ma risulteranno essere ben al di sotto degli standard qualitativi dettati dal periodo nel quale La ragazza della terra Arijuna era stato trasmesso in Sol Levante.
Passando ad analizzare più accuratamente il lato grafico del suddetto cartone animato possiamo dire che lo staff scelto per questa produzione, composto da grandissimi nomi, per altro, ha dimostrato una competenza ed una preparazione senza pari. Tra l'altro la produzione ha anche compiuto una scelta completamente in linea con il tema ambientalistico proposto ne La ragazza della terra Arijuna: si è deciso, infatti, di colorare tutti i fotogrammi dell'anime con il computer e non con il metodo classico che prevede l'uso delle così dette cels, dei fogli acetati sui quali vengono disegnate le figure e poi pitturate a mano con dei pennelli e dei colori ad olio.

E' da specificare che tali colori sono altamente inquinabili e che per poterli ricavare si devono sfruttare numerose risorse naturali; oltretutto gli acetati che compongono i fotogrammi vengono spesso buttati o bruciati causando in entrambi i casi un fenomeno di inquinamento non indifferente (le cels utilizzate per una serie di svariati episodi sono tantissime, molte di più di quanto il lettore possa minimamente immaginarsi). Ma la scelta di usare il computer non è soltanto di ordine prettamente ecologico. E' vero, allo stess tempo, che programmi dedicati come Adobe Photoshop, mettono a disposizione del fruitore un'ampia gamma di colori che comprendono tutte le scale cromatiche esistenti, inoltre è possibile poter aver a disposizione un numero infinito di brush, ovvero di pennelli, ai quali dare gli effetti più disparati, dalla punta netta e grande a quella più fine e morbida.

Come già accennato in precedenza, è stato anche fatto uso di programmi per la creazione di immagini digitali in tre dimensioni. In alcuni casi, tuttavia, le creature create con questi programmi sono risultate un po' artefatte, in special modo il mostro che Juna, la protagonista, evoca nelle prime due puntate. Non sappiamo, però, se l'effetto fosse voluto oppure se si trattasse di un vero e proprio limite. In entrambi i casi, tuttavia, si tende a soprassedere in quanto in linea di massima lo studio specializzato, Satelight, ha dimostrato una notevole competenza nel settore, donando effetti cromatici e di luce ai vari personaggi che hanno davvero dell'incredibile.
Per quanto riguarda il soggetto, crediamo che i nomi degli autori parlino da soli. Alla regia, infatti, abbiamo Kawamori (già protagonista indiscusso in produzioni di notevole rilievo come, ad esempio Macross ed il mistico Escaflowne).

E' interessante notare come tale regista fosse sempre stato conosciuto per la sua straordinaria capacità di proporre e di gestire le più disparate scene di azione. In questo contesto possiamo mettere in evidenza la bravura di Kawamori che ha dimostrato grande spirito di adattamento e una buona dose di poliedricità che gli hanno permesso di accantonare la sua predisposizione artistica e di concentrarsi su temi a lui totalmente sconosciuti come quelli proposti da La ragazza della terra Arijuna: la natura, la sua infinita potenza e il secolare mistero della nostra vita. Con questo non vogliamo certamente sostenere che in questo cartone animato manchino completamente scene dinamiche, ma se inserite, servono unicamente per delineare il processo evolutivo sia mentale che fisico della protagonista.

Degna di nota è anche la scelta delle inquadrature per sottolineare alcuni passi importanti della vicenda; esse generalmente creano grandi zoom quando i personaggi si trovano nella condizione di dover riflettere, mentre si spostano in continuazione concentrandosi sui primi piani in occasione di scene in esterni durante le quali la regia riesce perfettamente a trasmettere la frenesia della città .
Per quanto concerne, invece, il character design è a opera di Takahiro Kishida. La scelta di questo disegnatore non poteva essere più azzeccata; Takahiro Kishida, infatti, è famoso proprio per il suo tratto netto ed essenziale che tende a rendere i propri personaggi meno “fumettosi” ed estremamente più realistici (in special modo nelle espressioni facciali e nei movimenti del corpo). Abbiamo già visto il lavoro di questo bravissimo disegnatore nel grandioso Serial Experiments Lain e non possiamo fare a meno che sostenere a pieno titolo la decisione stilistica presa dalla produzione.
Se per caso tutto questo non dovesse bastare al lettore più critico e pignolo, ricordiamo che la colonna sonora del suddetto anime è d'autore ed è stata affidata dalla bravissima Yoko Kanno; inutile, forse ricordare che questo genio ha composto brani per moltissimi titoli tra i quali spicca l'ultimissimo Wolf's Rain.
Se state cercando un cartone animato che vi faccia riflettere su vari temi focali e filosofici relativi al significato dell'esistenza umana, alla forza della natura, al mistero della vita e della morte, allora potete avvicinarvi ad occhi chiusi a La ragazza della terra Arijuna che si rivelerà essere una piacevole sorpresa anche per chi non ha mai visionato un anime di genere ambientalistico. Ricordiamo, infine, che Chiyuku Shojo Arijuna (La ragazza della terra Arijuna)., completamente inedito qui in Italia, è stato trasmesso per la prima volta in Giappone nel 2001 in una produzione a cura di ARJUNA PROJECT, Sotsu Agency, TV Tokyo e Studio Satellite.



























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