Dopo averlo guardato (dire di averlo letto mi sembra troppo!
), sono rimasto alquanto perplesso. E non credo di essere
stato il solo… I punti di forza di questa prima opera
di Tsutomu Nihei sono il mistero e l’ambientazione.
Partiamo da quest’ultima. I taciturni abitatori del
mondo di Blame vagano tra gli innumerevoli piani di una struttura,
sicuramente gigantesca, probabilmente estesa in orizzontale
quanto in verticale. Ognuno è alla ricerca (caccia)
di qualcosa, sia esso una macchina, un umano "vero",
una creatura di silicone, un guardiano meccanico… E
qui ci rifacciamo al mistero: perché? Perché
gli umani dai geni puri vengono cercati? Perché quelle
parole impresse sulla retina non possono essere comprese da
nessuno? Quando hanno dimenticato quel linguaggio? E a cosa
servirebbe decifrarle? Non è possibile dare una valutazione
definitiva a Blame (così come non si può fare
in nessun caso, avendo soltanto un volumetto a disposizione…).
Il tratto è abbastanza particolare: i disegni sembrano,
volutamente, poco rifiniti; come detto, l’ambientazione
è d’impatto, anche da un punto di vista architettonico
(l’autore ha terminato gli studi di architettura, quindi
fate un po’ voi…). La trama, per quanto se ne
intravede, lascerebbe presagire buoni sviluppi, in futuro,
a meno che non si tratti di un minestrone dei soliti futurismi
in circolazione… Una domanda: ma le vignette non ci
sono per scelta dell’autore oppure semplicemente perché
quest’ultimo non ha nulla da dire? Ai prossimi numeri
l’ardua sentenza… io intanto lo compro perché
mi piace la sci-fi.