Blame!, nato dalle sapienti mani di Nihei Tsutomu, creativo
architetto ventinovenne, è un manga molto silenzioso
e certo la sua caratteristica vincente non sta certo nella
chiarezza… Immaginare che l’ambiguità che
pervade interamente la sua opera, non abbandonerà
nemmeno le pagine dell’ultimo volume!
Come abbiamo detto, l’autore ha conseguito la laurea
in architettura e certo dalle sue ambientazioni incredibili
si percepisce una certa attenzione più verso la “scenografia”
che nei confronti della storia… L’intera vicenda
si svolge in un’immensa costruzione sviluppata in tutte
le direzioni! “Ah, bello… Aria!” direte
voi! No! La costruzione, davvero lungi da essere una
semplice sovrapposizione di livelli, è una sorta di
contorto labirinto, fatto di tunnel, camere e sconfinati ambienti
totalmente deserti! Uno degli scenari più claustrofobici
che si possano immaginare. La cosa più facile
che fa saltare alla mente è una specie di Inferno futuristico.
In effetti non si sa esattamente dove si trovi questa specie
di enorme edificio… “forse nel fututo, forse sulla
terra” ci ammonisce il sottotitolo e chissà che
non possa esserlo davvero… nessuno può dirlo…
non c’è modo di poter distinguere qualcosa di
pienamente umano… neanche dei veri e propri sentimenti
visti i lunghi silenzi e gli inquietanti massacri.
Alla lunga, però, il fumetto
diventa troppo difficile da seguire… magari non più
di prima… ma è la disposizione del lettore che
cambia… Insomma… tanto di cappello alla trama
enigmatica, all’architettura sbalorditiva di Nihei Tsutomu…
ma… non si può pretendere di arrivare alla fine
di un volumetto freschi come rose… è umanamente
impossibile! Le parole si possono contare tutte sul palmo
di una mano… i personaggi… pochi e poco comprensibili…
Con ordine: primo tra tutti c’è Killy, il protagonista
ovviamente!... Mi sembra scontato che neanche lui si smentisca
in mezzo a tutta questa ambiguità e incertezza! Di
fatti, seppur dai primi numeri, non si capisce a che razza
appartenga… di certo si sa che è un umano e che
faccia parte PROBABILMENTE delle sentinelle. Il ragazzo, cyborg
o umanoide che sia, è decisamente molto silenzioso…
azzarderei anche troppo! E’ anche vero che affronta
il suo “viaggio” all’interno di questa enorme
struttura, da solo… non che possa fare tutti questi
discorsi in effetti… L’unica sua fedele compagna
di viaggio è la sua piccola pistola! Piccola, ma capace
di sprigionare una potenza assurda e provocare danni incredibili!
Solo più avanti, nel secondo volume, si affiancherà
al nostro eroe una scienziata di nome Tsubo. Insieme
non faranno altro che continuare il loro viaggio all’interno
della struttura e fare stragi di tutti (e sono molti…)
i nemici che incontreranno sul loro cammino…
Ecco, forse da questo punto di vista (come per altri, vedremo
in seguito) il manga potrebbe risultare un po’ troppo
ripetitivo… non si parla più di lotte, combattimenti,
ma di vere e proprie carneficine che certo non aiutano a risollevare
lo spirito di un fumetto già molto angoscioso.
Tra l’altro, il fatto dei
dialoghi ridotti davvero al minimo, oltre che risultare pesante,
rende logicamente difficoltosa la comprensione del tutto…
Ora… capisco che Nihei Tsutomu voglia lasciare qualche
punto in sospeso… accennare qualche indizio… Padronissimo!!!
…ma quelle parole random buttate lì… quei
cenni… quegli sguardi… portano il lettore a crearsi
un sacco di problemacci… Si comincia a pensare ai risvolti…
e, non dico assai… ma questo povero lettore alla fine
vorrebbe pure sentirsi dire un “Avevi ragione tu! Bravo,
ci avevi preso!” oppure un “ Eh no! Hai visto
che non è come avevi pensato?”… Un cavolo
di riscontro! Basterebbe far capire in che direzione punta
tutta la storia!... Dare un po’ di soddisfazione…
Nulla di più! E invece niente…
La scarsa favella che contagia
i personaggi lascia quasi interdetti… e se non si è
veramente nello spirito giusto, si potrebbe finire per scorrere
velocemente decine di pagine senza trovare una parola…
e ancora più avanti si potrebbe chiudere il volume
che tanto aveva incuriosito per promettere al mondo e a sé
stessi di non riaprirne uno mai più se non sotto tortura!
Non per cattiveria, per carità! Ma il mutismo che aleggia
costante sulla storia diventa a tratti insostenibile e mette
in evidente e ulteriore risalto la desolazione del luogo.
In certi momenti si potrebbe addirittura pensare che Nihei
Tsutomu abbia un po’ improvvisato una storia che in
realtà non esiste e che mantiene i toni alti, tesi
e ancora intriganti solo in una prima fase… dopo ci
si comincia a disamorare verso il fumetto che passa nettamente
a toni molto smorzati e volendo addirittura noiosi. Sembra
che il successo della saga faccia leva soprattutto sulla curiosità
e/o speranza del lettore nel vedere qualcosa che cambi, che
evolva… e invece non è così!
L’autore ci tiene sul filo del rasoio fino alla
fine… e la tragedia è che non si dissolve nessun
dubbio! Se ne sa sempre meno! L’ultimo volume scorre
identico agli altri, carico di vuoto e di interrogativi! Niente
di niente!
Una delle note decisamente positive,
a prescindere dai gusti, è quella delle ambientazioni…
Certo non si dice nulla di nuovo, ma forse l’attenzione
sulle strutture e le costruzioni può giustificare la
minima se non nulla creatività della storia…
nel senso che l’intero fumetto sembra un semplice palcoscenico…
uno studio per le tecniche architettoniche di Tsutomu…
una specie di laboratorio nel quale l’autore esprime
al massimo le sue capacità e la sua inventiva. I personaggi
diventano quasi accessori all’interno di un meccanismo
complesso e intricato che solo l’autore conosce alla
perfezione.
Il bianco e il nero… l’assenza di colore aiutano
ad aumentare il senso di estranietà e astrazione, che
aiuta il lettore a portarsi in una dimensione lontana, chissà…
più vicina di quanto si pensi! Il bello di questo lavoro
è che ha raggiunto un livello di surrealismo tale da
poter sembrare reale… anzi… non esageriamo…
diciamo futuribile!
Già dopo poco tempo il manga diventa troppo soffocante
e come abbiamo detto, claustrofobico. Quando il lettore chiude
il volumetto, anche lui riprende fiato!
Se non altro è davvero
incredibile che un semplicissimo fumetto creato da un ancora
più comune architetto giapponese possa coinvolgere
così tanto il lettore (più nella struttura che
nella trama). Questa è l’ennesima conferma, ammesso
che ce ne fosse bisogno, dell’ indiscussa tecnica del
creatore di Blame!. I disegni sono puliti, i tratti molto
semplici e lo stile si è conquistato senza fatica un
posto tra quelli da ricordare e soprattutto facile da ricordare!
Blame! O si ama o si odia, dunque! Non lascia spazio a commenti
poco convinti o campati in aria! Certamente è dedicato
ad un restrittissimo club di amatori del genere e, del resto,
non potrebbe che essere così visto che già molti
tra coloro che seguono il genere cyberpunk hanno trovato serie
difficoltà nel procedere nella “lettura”
(se così la si può definire vista la scarsità
di dialogo :D).
Il lavoro è senza dubbio… Originale! Questo lo
si deve ammettere! Nel conciso del parlare chissà che
Nihei Tsutomu non abbia voluto ritrovare la poca comunicazione
che ci riserva un futuro prossimo o remoto che sia. Complimenti
quindi all’autore che ha creato qualcosa di complesso,
ricercato ma per certi versi elegante nella sua compostezza
(a parte qualche lato splatter :D).
Certo il lettore avrebbe gradito capirci qualcosa!
;)
Brunella Antonaci