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La Bambina Senza Famiglia








Introduzione: Il cartone animato che ci apprestiamo a recensire non è altro che un remake (noi preferiamo definirlo una riedizione per le ragioni che illustreremo in seguito) di uno degli anime tratti da romanzi più famosi e conosciuti qui in Italia assieme a Heidi.

Per chi non lo avesse ancora capito stiamo parlando di Remy, la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash. Tale titolo fa parte di un progetto annunciato dalla società editrice Shin Vision, ma poi più perseguito, un progetto piuttosto azzardoso che puntava a riproporre una serie di classici della letteratura sotto forma di cartoni animati (i così detti Master Piece). La scelta si mostrava immediatamente poco fattibile perché da sempre questi prodotti sono stati poco commerciabili (chi si ricorda della cattiva riuscita de Il cielo azzurro di Romeo?).

In ogni caso la serie di Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash ha goduto di un discreto successo forse grazie al format più moderno, al numero non troppo alto di episodi e da una grafica allo stesso tempo abbastanza accattivante, ma sempre vecchio stile. Il cartone animato è datato 1996, quindi ancora piuttosto recente ed è stato distribuito dalla società editrice giapponese Nippon Animation. Lo scopo di questo anime è quello di proporre con uno stile completamente diverso, le già note avventure (o, per meglio dire, disavventure) dello sfortunato Remi che aveva appassionato molte persone con la sua storia struggente nel lontano 1977, data in cui fu trasmesso per la prima volta in Sol Levante (da noi arriverà molto più tardi). Naturalmente, come ogni Master Piece che si rispetti, anche questo cartone animato è deliberatamente ispirato ad un romanzo, che in questo caso si intitola Senza Famiglia ed è stato scritto da Malot. A differenza della vecchia edizione e del romanzo stesso, in Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash il protagonista assoluto non è un maschietto, ma una femminuccia, persino più grande del previsto (ha circa dieci anni). Nota particolarmente positiva, per quanto concerne l'edizione italiana è il numero esiguo dei DVD proposti (solo 4) che fanno notevolmente abbassare il prezzo dell'intera opera rendendola, così, maggiormente accessibile al grande pubblico.

Considerazioni e Edizione italiana:
Quando abbiamo visionato Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash non ci siamo potuti esimere da una valutazione rapportata all'originale del 1977. In un confronto diretto, da un piano prettamente emotivo, ci duole dirlo, ma questa edizione perde su tutta la linea. Di Remi, infatti, ciò che colpiva maggiormente era la tragicità dei fatti: la miseria, la povertà, la drammaticità degli eventi portati avanti per lunghi ed estenuanti episodi rendevano l'intero prodotto struggente e malinconico allo stesso tempo. Nei ricordi di chi ha visionato la vecchia pellicola si sono impresse scene cupe, tristi e nostalgiche. In Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash non abbiamo nulla di tutto questo. Con ciò non vogliamo certo dire che questa riedizione sia allegra, ma certamente i toni sono estremamente più smussati. Forse per la presenza femminile della protagonista, la storia assume colori più rosa e la regia tende maggiormente a risaltare l'aspetto romantico aggiungendo, fra l'altro, svariate scenette divertenti, cosa che ci saremmo sognati nella versione del 1977. Ad ogni modo tale scelte stilistiche sono da imputare soprattutto ad un cambio radicale dei gusti del pubblico odierno il quale preferisce avere dei prodotti più disimpegnati ed allegri. Passando ad analizzare il comparto tecnico e grafico del cartone animato non possiamo fare a meno di notare una qualità piuttosto al di sotto della media di quel periodo. Nonostante tutto questo è da sottolineare come tale qualità si mantenga costante in qualsiasi episodio e che non esistono essenzialmente alcune scene pilota (scene realizzate con il massimo del budget consentito che servono solamente come specchietto per le allodole per attrarre l'attenzione del pubblico). In linea di massima, dunque, Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash è una pellicola di discreta fattura che non brilla, ma che sicuramente risulta sempre gradevole. Lo stile, invece, usato per creare i personaggi è piuttosto standard, questo sia per rifarsi ai miti del passato, sia per rendere il disegno più costante nel tempo e per preservarlo negli anni.

Per quanto concerne l'animazione, si assesta sugli standard qualitativi, ma non eccelle in alcun modo nemmeno nelle scene chiave. Per il resto tutto viene valutato sufficientemente a partire dall'uso un po' ripetitivo dei fondali (davvero troppo poco curati) e dalla colonna sonora, per nulla ispirata e a tratti persino piuttosto noiosa. Per fortuna che a risollevare le sorti di Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash ci pensa un'edizione italiana davvero sorprendente! Come abbiamo già avuto modo di citare in precedenza, l'intera serie (composta da ben ventisei episodi!) è stata riposta in soli 4 DVD 9 di ottima fattura. La Shin Vision, quindi, si riconferma leader nella qualità dei suoi prodotti presentandoci, tra l'altro, un compartimento audio di tutto rispetto e dei sottotitoli sempre fedeli all'originale. Oltre a questo abbiamo anche una trasposizione digitale ottima ed una sezione extra quanto mai ricca di contenuti, come, ad esempio, la Galleria di Immagini contenenti studi di personaggi, schizzi e moltissime altre illustrazioni del cartone animato. Come ciliegina sulla torta abbiamo, infine, contenuto nel box dei DVD, dei simpatici e coloratissimi libricini con all'interno gli stessi disegni che possono essere trovati nella galleria.
In definitiva suggeriamo l'acquisto, anche per l'ottimo rapporto qualità prezzo, di Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash a tutti i patiti del genere dei Master Piece. Tutti gli altri potrebbero trovare questo prodotto un po' troppo noioso e classico.

Storia:
Le vicende di Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash si aprono con l'introduzione della protagonista indiscussa della trama, per l'appunto Remy, una bambina di circa dieci anni, che ama il canto e che vive assieme alla madre e alla sorellina più piccola in una zona rurale della Francia di parecchi anni fa. La situazione economica della famiglia non è delle migliori, ma questa riesce a tirare avanti grazie al latte dell'unica mucca che possiedono e ai soldi che vengono inviati di tanto in tanto dal marito della madre di Remy.
I problemi iniziano quando il padre, facendosi male sul luogo di lavoro, sarà praticamente costretto a far vendere la mucca della sua famiglia per farsi curare.
Di ritorno da Parigi (dove attualmente era residente), il padre, reso crudele dalla fatica, dalla miseria e dalla disperazione più nera, venderà la figlia Remy perché quest'ultima in realtà non è altro che una povera orfanella adottata dalla madre. Come avveniva nell'edizione del 1977, la bambina si guadagnerà il pane quotidiano viaggiando in una compagnia di attori girovaghi e durante il suo cammino, sempre irto di ostacoli e pericoli, avrà modo di conoscere nuove persone e scoprire, in tal modo, nuove amicizie!

Scheda Informativa:
Titolo per intero: Remy – la bambina senza famiglia e il mio amico Patrash
Genere: Drammatico, Romantico, Tragico, Classico
Regia: Kozo Kusuba
Character Design: Masaru Oshiro
Musiche a cura di: Hattori
Durata: 25 minuti circa per episodio
Numero di Episodi: 26 (Serie TV)
Società distributrice: Shin Vision Edizioni
Anno di produzione: 1996
Regione del DVD: 2
Lingua disponibile nel DVD: Italiano
Sottotitoli disponibili nel DVD: Italiano
Formato del video: 4:3



























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