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Ashen Victor - Alita








Quel che meno mi convince di questo volumetto unico è il sottotitolo. Storie dal mondo di Alita? Non so se anche nell'originale sia riportata la frase del genere, ne dubito e mi dispiacerebbe.
Di certo si tratta di una trovata pubblicitaria: fare il nome di un manga così amato (di certo non uno dei più venduti di sempre) dai fans, mi urta leggermente. E' vero, il titolo pronunciato così, ex abrupto, mai lascerebbe individuare nè la trama, nè altro. Io avrei comunque insistito maggiormente sul nome dell'autore, Yukito Kishiro, di cui così poco ci è giunto in Italia... pochissimo. In effetti, almeno il sottotitolo da me incriminato, non si rivela mendace. Snev, il protagonista, è infatti una stella del Motorball, lo sport che Alita ha praticato in un momento critico della sua triste esistenza. E' una sorta di campione, acclamato dalla folla, ma non altrettanto plaudito dal padrone della "scuderia". A causa di un "piccolo" particolare... Snev non ha mai vinto una gara ed è tanto popolare tra gli spettatori per il suo modo piuttosto insolito di terminare la gara: sfasciandosi puntualmente in un incidente. E questo piace molto al pubblico pagante. Un pubblico a cui nulla importa del Motorball: quel che conta è la violenza. Così come le scommesse, i chip (l'unità economica del "mondo di Alita") scorrono a vagonate, mossi dagli allibratori e dai loro clienti bramosi di ricchezza. Snev si schianta semplicemente perchè vede sul traguardo un maratoneta che gli riporta alla mente... beh, leggete e scopritelo. Perchè comprare Ashen Victor? Se nonvi è piaciuto Alita, o se non l'avete letto, diffidate anche di quest'altro manga del bravissimo Kishiro. Lo dico a malincuore, magari finireste col pentirvi della scelta. Se invece volete entrare davvero nel mondo di cui sopra, fareste bene a procurarvi prima l'intera serie di Alita. E poi potrete forse calarvi nei panni di Snev, leggendo il manga più malinconico e triste di cui io abbia mai sfogliato le pagine. Snev non ha quasi amici, non come noi li intendiamo. L'unica vera amica, l'unica sempre disponibile (nessun doppio senso) è una prostituta, Beretta. Ma anche quando questa esce dalla storia (ma non dalla vita di Snev), il triste protagonista non sembra mutare sensibilmente. Forse perchè neanche lui riesce ad immaginarsi una vita più grigia, più atona, più morta.

Graficamente, questo fumetto impressiona. Impressiona soprattuto chi non è avvezzo ai soli manga, ma anche ai comics di una certa portata. E tra gli autori di questi ultimi, non può non esser citato Frank Miller, vera stella del genere. Vi dico questo non per riportarvi fedelmente l'introduzione di Ashen Victor... Di Miller ho letto Ronin (veramente splendido, ma non confrontabile graficamente, visto che l'intero albo è a colori) e una storia ambientata nel duro mondo di Sin City, intitolato "La signora in rosso". Il contrasto tra nero e bianco è definito all'estremo, ombreggiature nette, semplici, ma essenziali ed efficaci. Kishiro ha saputo "imitarlo" alla perfezione. No, imitarlo non è il termine giusto. Ha saputo assimilaro con efficacia. Ecco, così va meglio. Si rivela quindi un artista sensibile,
aperto, sperimentale, adeguato alla sua fama. Di certo non è una fama della stessa portata di Akira Toriyama, questo è lampante, inevitabile. Se sapete essere tristi, compratelo.

Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/



























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