Per prima cosa occorre definire la provenienza del termine
Anime: esso, infatti, deriva dalla parola Animeshon, che in
pratica possiamo translitterare dall'inglese in Animation
ed tradurre in italiano con Animazione. In realtà,
sebbene il termini indichi unicamente animazione senza distinzione
alcuna di nazionalità (sia essa orientale o occidentale),
da sempre con Anime si intendono le animazioni giapponesi,
siano esse lungometraggi, serie brevi o serie lunghe.
Col tempo, però, si è sempre più
generalizzato questo termine tanto che nella contemporaneità
per anime si intende tutto ciò che riguarda il giappone
in senso artistico e commerciale, quindi vengono definiti
anime anche i film in computer grafica e persino i fumetti!
Niente di più sbagliato perché, esattamente
come suggerisce la parola, si può classificare la parola
anime unicamente nel genere del cartone animato nipponico.
Gli anime hanno avuto il grandissimo pregio di trattare numerosi
generi, esattamente come se fossero dei film; tra essi ricordiamo:
il filone delle storie romantiche, di avventure, di fantascienza,
di sport, di erotismo e molti altri ancora. Non è difficile
immaginarsi, quindi, che attorno agli anime roteino numerosi
altri termini collegati in maniera indissolubile tra di loro:
le storie rosa, infatti, rientrano nel genere dello shojo
(produzioni per ragazze), le storie di avventure rientrano,
solitamente nel genere shonen (produzioni per ragazzi), le
storie di fantascienza rientrano solitamente nel genere dei
Mecha (produzioni in cui abbiamo dei robot o delle macchine
spaziali), le storie erotiche rientrano solitamente in uno
di questi generi: hentai (filone prettamente pornografico
vietato ai minori), ecchi (filone in cui vengono presentate
delle perversioni; anch'esso solitamente vietato ai minori),
yuri (filone in cui due donne hanno uno o più rapporti
sessuali), yaoi (filone in cui due uomini hanno uno o più
rapporti sessuali).
Naturalmente con questo non vogliamo certo confermare la già
errata voce secondo la quale gli anime o sono per piccoli
o sono per adulti. In realtà, infatti, esistono
anime per qualsiasi target di età e perfino classe
sociale. Sono da ricordare, inoltre, i seguenti termini:
Seiyuu: Termine con il quale si indica un doppiatore di anime;
OAV: Termine che sta per Original Anime Video, una produzione
molto breve solitamente composta da non più di cinque
o sei episodi.