Alita è un manga straordinario, intrigante ma soprattutto
DIVERSO. Insomma ci siamo stancati di queste eroine tutte
tette e cerone! Alita è innanzitutto un cyborg! Secondo,
non ha paura di rompersi le unghia a combattere e ha fegato
da vendere! Se non fosse per quel faccino graziosissimo e
quel nasino all’insù si farebbe quasi fatica
a pensare ad una donna…(qualche forma a parte, ovviamente
:D) e poi… ha un nome che è tutto un programma!...Alita…non
solo non è da donna…. Ma è da gatto!!!
Alita era il nome del gatto morto di Ido, il suo creatore!
Non perché le volesse male, poverina! Perché
credeva tanto in quella ragazza ritrovata per caso e totalmente
senza memoria, da volerle dare un nomignolo… provvisorio,
perché tanto “lo avrà soltanto fino a
quando non si ricorderà il suo vero nome!” dice
testualmente Ido.
E infatti la ragazzina ne percorrerà di strada!
Iniziando come cacciatrice di taglie per poi sorprenderci
come giocatrice di Motorball!
Davvero tenero è l’amore
con Yugo… che un po’ incuriosisce, ma onestamente
da un certo punto di vista, spaventa…. Non è
cosa di tutti i giorni pensare ad un cyborg che s’innamora
di un ragazzo umano…e peraltro di un mezzo delinquente,
non può che lasciare qualche interrogativo! Si intraprende
insieme l’avventura di partire, tipica di quasi ogni
ragazzino…e certo il desiderio di voler condividere
qualcosa col proprio amore è molto facile da immaginare…
ma certo… assume una fisionomia un po’ particolare
se si pensa a qualcosa più di un robot insieme a qualcosa
meno di un ladro … E’ qui che comincia la vera
vita di Alita, una vita fatta di delusioni e perdite…
Inizia con Yugo, continua con Ido e tantissimi amici.
Nonostante la storia non sia certo
delle più semplici, la continua avventura di Alita,
prende, specie per le componenti caratteriali della sua protagonista.
Alita è complessa, intricata, certamente insicura…
e non si intende come sospesa in una sorta di limbo in cui
passiva si dimena, ma scostante, ribelle e allo stesso tempo
affezionata a quelle che sono le sue radici ma soprattutto
i suoi principi! E’ autonoma, sconsiderata,
non ha paura di farsi dei nemici… e infatti se ne fa
alla grande! Eppure questo carattere da un impressione
diametralmente opposta della nostra cyborg, invece di indispettire
e indisporre, la rende ancora più indifesa e attaccabile.
La rapidità e la decisione
con cui affronta le varie situazioni, fa capire in effetti
quanto istintivi siano i suoi movimenti e quindi di quanto
lei stessa si senta persa nella sua realtà… spesso
si avverte la sua paura nel muovere passi particolarmente
critici e il rimorso di aver agito troppo d’istinto.
Una delle esperienze più importanti per lei è
sicuramente quella di giocatrice di motorball. E’ proprio
su quelle piste che Alita accumula più conoscenze,
il dolore, l’affiatamento di una squadra, comincerà
a provare sulla sua stessa pelle la sottilissima differenza
tra rivalità e agonismo, per la prima volta troverà
degli avversari… veri… che la vogliono vedere
morta!
Al contrario conoscerà
il rispetto e lealtà di chi, partito come acerrimo
nemico, addirittura la agevolerà quando si troverà
in difficoltà nei vari tornei, come Ajakati con il
quale si contenderà la divisa numero 99.
Nonostante il suo carattere, Alita si destreggia alla perfezione
con i nemici e trova come unica via di fuga, lo sfogare la
rabbia, le paure e ogni sua frustrazione attraverso il combattimento.
Come abbiamo visto tutto comincia col Motorball dove riesce
a guadagnarsi l’appellativo di “Battle Angel”,
Angelo della battaglia. La decisione, proprio per non smentire
il suo carattere, nasce dopo l’abbandono di Ido, come
uno schiaffo morale verso il suo creatore. Se non
altro avrà la possibilità di continuare a specializzarsi
nell’arte marziale in cui è indiscussa maestra:
il Panzer Kunst.
Quella dietro una vita che sembra
fatta di continue… non avventure… ma tragedie
e sfide, è al contrario una vita normalissima. Alita
non fa nulla di più che una comune persona. Certo non
saremo cyborg!… né mi risulta che dalle nostre
parti ci sia uno sport che si chiami Motorball :D a parte
tutte queste sparaflesciate, Alita è più umana
di quanto non si pensi! Del resto è quella ragazza
che si commuove davanti ad un’aurora (alita last order).
Probabilmente è molto più sensibile e umile
di moltissimi umani ( e di certo ce ne sono parecchi che passerebbero
senza rimorso sul cadavere di un proprio caro… purtroppo)
Questo cyborg è stato messo costantemente alla prova
da ogni avvenimento… e di certo una delle parti più
interessanti del fumetto è stato per lei scendere a
patti con Desty Nova, in pratica l’artefice della morte
di Ido.
In seguito, suo malgrado, Alita dovrà fare di necessità
virtù! E, strano a dirsi, questo fantastico cyborg
seduce con enorme facilità! Da quando ha cominciato
a muovere i primi passi da sola, infatti, Alita ha avuto molti
amanti e altrettante volte ha provato vero amore nei loro
confronti. Addirittura seduce inconsapevolmente, (una seduzione
intesa come l’esercitare curiosità e intrigo)
persino l’uomo che, suo nemico numero uno, si qualifica
come l’unica persona che può provarle che Ido
è morto e in grado di riportarlo in vita: Desty Nova.
Alita non può che avere perplessità a riguardo.
E come poche volte nella sua vita, si fermerà a pensare
sul serio.
Desty Nova ritornerà ancora
nella vita della protagonista, quando nella seconda collana
“Alita Last Order” le donerà un nuovo splendido
corpo. Dopo le prime pagine del primo numero, dopo
un breve antefatto, Alita si risveglia in posto che non ricorda,
né immagina quale possa essere. Comincia a vagabondare
per i corridoi di questo ambiente, ed è proprio a questo
punto che vede una registrazione scorrere sul monitor.
E’ giusto Desty Nova che le illustra quali miglioramenti
è riuscito ad apportare al suo corpo completamente
dilaniato.
E’ uno dei pochi momenti in cui conosciamo un’
Alita diversa da quella che Yukito Kishiro ci ha abituato
a vedere! Una ragazza stranamente riflessiva, pacata, meno
immediata e più disposta… Certo, probabilmente
parte di questo atteggiamento sarà da attribuire allo
smarrimento di fronte ad una situazione insolita, un posto
sconosciuto e un nuovo corpo!
D’altro canto però,
Alita cresce, come ogni essere umano… e impara, apprende
e archivia migliaia di informazioni. Tutte gli avvenimenti
che ha vissuto prima, hanno certamente contribuito a smussare
il suo carattere così complesso e ora, la somma delle
esperienze, ci da un’ immagine della nostra eroina come
più consapevole, preparata e assennata.
Ovviamente anche nella seconda collana non manca l’azione,
Alita non perde di eleganza e fascino! Felina, con il suo
nuovo corpo, non riesce ancora ad abituarcisi, non risponde
come lei vorrebbe (fattore che la renderà svantaggiata,
almeno inizialmente, rispetto ai suoi avversari). Un esempio
per tutti è quello della lotta contro una replicante,
che uccisi tutti gli altri cyborg, è fermamente decisa
nell’eliminare anche Alita.
Il combattimento la vede spesso
in difficoltà, dando però sempre nuova luce
a quelle che sono le caratteristiche predominanti della protagonista
: l’intelligenza, la prontezza di riflessi e soprattutto
la volontà che la porterà spesso ad auto ledersi
pur di portare a termine una sfida.
Alita non stanca, le vignette scorrono veloci senza difficoltà,
proprio come le sue acrobazie durante il combattimento…
Sorprende continuamente e l’ambiente di fiaba
cyber-punk non fa altro che tessere attorno alla sua protagonista
un’aura affascinante e vagamente ambigua.
Complimenti quindi a Yukito Kishiro, che con una storia decisamente
fuori dalle righe ha creato un cyborg dai tratti umani, facendoci
immaginare lo sconforto di non sapere chi si è…
nascendo da una Città Discarica… e vivendo nella
Città Sospesa di Salem desiderando ogni giorno la fuga…
Brunella Antonaci