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Alice 19th








Introduzione e Storia: Chi non conosce la famosissima Yuu Watase? Ha spopolato con Fushigi Yuugi qui in Italia, ha proseguito a farsi conoscere con Ayashi no Ceres e poi ha conquistato moltissimi cuori con Zettai Kareshi. Abbiamo anche avuto il grandissimo onore di poterla incontrare di persona in occasione di una vecchia edizione di Lucca Comics. Gli editori nostrani proprio in virtù di questo non si sono certo fatti scappare l'ultima sua opera, intitolata Alice 19th.
In questo fumetto l'autrice introduce l'elemento delle rune. Come molti forse sapranno di già, le rune sono dei segni mistici che, se usati da persone dotate di poteri magici, potevano sprigionare incantesimi; almeno questo seguendo le credenze dei Britanni e della mitologia nordica. In questo caso le rune vengono chiamate da Yuu Watase, Lotis, ma esistono anche delle “anti rune” o rune della nemesi, che agiscono per arrecare danno e per trasformare il cuore delle persone in una cupa disperazione senza fine; tali rune vanno sotto il nome di Maram. Fatta eccezione per le rune, purtroppo la Watase non riesce ad elevare il suo modo di realizzare le tavole, né riesce ad evolvere i suoi titoli in qualcosa di totalmente nuovo.
Il setting di questa storia è il più banale e sfruttato che possa esistere sulla faccia della terra (specie per quanto concerne le produzioni shojo), ovvero la scuola. I personaggi sono tutti ripresi, sia caratterialmente che graficamente, da altre produzioni precedenti a questo titolo; per esempio, la protagonista, assomiglia in tutto e per tutto al personaggio principale di Fushigi Yuugi nella sua storia fatta di invidie e di tradimenti verso l'amicizia. Il processo di redenzione, operato attraverso le rune e l'avventura stessa che possiamo leggere nel fumetto non è altro che una rivisitazione del manga che abbiamo appena citato. Tra le altre cose anche le scene più cupe e misteriose sono riprese in pieno da Ayashi no Ceres, altra produzione della Watase.
Insomma... niente di nuovo sul fronte orientale e nemmeno per quanto concerne la morale e la parte grafica che risulta essere più o meno la stessa. Le figure sono realizzate in maniera sufficientemente buona per quanto riguarda i personaggi femminili, mentre quelli maschili continuano ad essere un po' troppo effemminati sia come lineamenti, sia come posizioni, sia come modi di fare. Questo è certamente uno dei punti più deboli dell'autrice la cui inesperienza (ricordiamo che è pur sempre un'autodidatta) si fa sentire prepotentemente in tutte le sue opere.

Ricordiamo che Alice 19th è stato distribuito per la prima volta in Sol Levante nel 2001 (riproposto nel 2003) su sette tankobon (volumetti giapponesi) dalla società editrice Shogakukun. La collana sulla quale è stato pubblicato era la Flower Comics, mentre la rivista di serializzazione sulla quale uscivano mano mano tutti i capitoli della storia, la Sho-Comi.

In Italia, purtroppo, il manga non ha avuto un trattamento di favore. Allo stato attuale delle cose, infatti, Alice 19th è pubblicato su una rivista contenitore che si chiama Shogun. Il prezzo, piuttosto elevato del magazine, non aiuta certo l'acquisto e, come se non bastasse, non si hanno notizie su una eventuale trasposizione in volumi individuali.

Sheda
Titolo: Alice 19th
Casa Editrice: Play Press
Numeri: Serie conclusa in 7 tankobon (solo giapponesi)
Prezzo: 5, 00€
Autore: Yuu Watase
Note: Pubblicato unicamente su rivista mensile Shogun



























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