Un mondo di manga e di anime giapponesi  

 

Akira









Akira fu pubblicato già alcuni anni fa dalla Glenat, in albi a colori (la cui colorazione era opera di Steve Oliff, noto colorista della Marvel). Del manga esistono infatti tre versioni: la suddetta a colori, una a due colori e l’ultima in bianco e nero. E’ proprio quest’ultima che ci viene proposta (secondo la Marvel è una sorta di "director’s cut), in un albo doppio (ma a cadenza bimestrale, sfortunatamente!) di 192 pagine, di cui le prime sono a colori, il tutto stampato su carta sensibilmente migliore rispetto alle altre testate Marvel. Akira è stato scritto e disegnato da Katsuhiro Otomo (che fine ha fatto "Mega Mex War", realizzato insieme a Jodorowsky? Se ne sapete qualcosa, clickate più grandi mangaka odierni. Akira (inteso come manga) nasce dalle ceneri di "Fire Ball", un breve fumetto nel quale furono gettate le basi per il capolavoro in questione. Come mia abitudine, non starò a dilungarmi troppo sulla trama (anche perché, in questo caso, avrete già visto il film parecchie volte): gli scienziati stanno cercando di controllare la spaventosa forza psichica di alcuni bambini dotati di potere ESP. Tutti i soggetti comunque invecchiano prematuramente.
Tutti tranne uno, Akira, ibernato in una colossale struttura. Custoditi con lui, i dati e le rilevazioni relativi alle sconcertanti manifestazioni del suo potere, in attesa di un progresso della tecnologia tale da permettere di analizzarli e trarne le dovute conclusioni. Akira sembra comunque rivivere in Tetsuo, giovane membro di una banda di teppisti. E in breve, anche lui diverrà una cavia da laboratorio…

Per pochissimo tempo. Akira è un manga che amo alla follia, per una moltitudine di motivi. Le sue locazioni underground mi fanno commuovere; i personaggi che animano Neo-Tokyo sono incredibilmente verosimili (non potrei immaginarli diversamente); la storia è veramente intrigante, ricca di colpi di scena; l’atmosfera che pervade il manga è davvero immersiva. Sembra quasi di esserci in quei bassifondi degradati della metropoli del futuro, quando si legge Akira. I disegni sono nel classico stile di Otomo e, si discostano da quelli di altri autori contemporanei per la caratterizzazione più leggermente più occidentale dei personaggi (essendo un manga teso ad una rappresentazione "realistica" di una storia alquanto verosimile, non vi troveremo scene deformed oppure grandi occhi luccicanti, nessuna goccia che cade dai capelli e così via…). Akira comunque non è "vecchio": Akira era il futuro quando venne pubblicato in Giappone. Potrebbe quindi essere presentato oggi stesso come un nuovo prodotto (ma data la sua fama, è praticamente impossibile: gli unici che non conoscono Akira, negli ultimi 7-8 anni saranno rimasti confinati in una cella al centro della terra!). Akira è e rimane un grande manga, naturalmente a seconda dei vostri gusti. Azzardo un paragone, Akira è per i manga quello che Star Wars è per il cinema (almeno per me!).

Fonte: http://www.geocities.com/tokyo/pagoda/5856/



























| Fumetti | Dragon ball | | Disegni Winx | Dragon Ball Z | Carte Yugioh | Barbie Bratz | |
Contact | Pagati per scrivere | Disclaimer
| Dragonball X | Dbz | Dragon Ball XDragonball | Lamu' - sexy del manga | ©2007 Swami and Angelichan Text - Non Profit Work _ Special Thanks to Chan and Amuzami Channel. Tutti i diritti riservati